Attualità

Volotea multata dall’Antitrust

L’Antitrust multa Volotea per 500 mila euro per la reiterazione di pratiche già ritenute illecite e relative alla cancellazione dei voli post Covid e alla gestione dei voucher e dei rimborsi

L’Antitrust aveva accertato, a chiusura di un procedimento ad aprile 2021, «pratiche commerciali scorrette ed aggressive consistenti nell’aver reso, a seguito delle cancellazioni dei voli, successivamente al 3 giugno 2020, informazioni complessivamente ambigue e insufficienti in merito alle cause reali di cancellazione dei voli e alle modalità di assistenza post-vendita, nonché nell’aver adottato modalità scorrette, per il rilascio di ristori e rimborsi spettanti in restituzione del prezzo del biglietto del volo cancellato, che hanno indotto il consumatore ad accettare il voucher invece del rimborso monetario»

Le modalità di assistenza post vendita e quelle per il rilascio dei rimborsi sono state scorrette e omissive, ha detto l’Antitrust, e non è stata espressa chiaramente la possibilità di scelta, che dev’essere rimessa al consumatore, circa la modalità di rimborso per il biglietto del volo cancellato. «Infatti, Volotea proponeva al consumatore il voucher come prima e più immediata forma di ristoro per il volo dalla stessa cancellato, rinviando la possibilità di chiedere il rimborso monetario ad una successiva e specifica richiesta da parte del consumatore».

Di seguito il bollettino dell’Autorità per la concorrenza ed il mercato

 https://www.agcm.it/dotcmsdoc/bollettini/2022/13-22.pdf.

Libretti postali “dormienti”: Poste Italiane estinguerà il rapporto entro il 21 giugno 2022

È necessario che i cittadini verifichino i propri documenti e quelli dei parenti anziani,

per evitare di perdere gli importi dovuti.

In questi giorni Poste Italiane sta informando alcuni clienti che procederà con l’estinzione del loro libretto postale entro il 21 giugno 2022. La misura agisce sui depositi che presentano somme pari o superiori a 100 euro, ma che non sono stati più incrementanti o utilizzati da 10 anni.

A partire da marzo, infatti, la Società sta procedendo con la disattivazione dei libretti postali cosiddetti “dormienti”, inviando una specifica comunicazione a tutti gli utenti coinvolti: se l’utente non risponde alla comunicazione trascorsi 180 giorni, si procederà in automatico all’estinzione del libretto.

Dopo 10 anni dall’apertura di un libretto postale, se il titolare o l’intestatario non fa alcun movimento, il libretto viene rubricato come “dormiente”. In questo caso la legge dispone che il deposito di un libretto “dormiente” può essere spostato in un Fondo Consap – società controllata totalmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, con la conseguente chiusura del rapporto.

Nonostante la Società abbia informato con apposita comunicazione i soggetti interessati, potrebbero però essere ancora molti gli aventi diritto che per diverse ragioni non sono stati raggiunti dall’informativa.

È opportuno, pertanto, che i cittadini conoscano tale situazione e verifichino i propri documenti e quelli dei parenti anziani, per evitare di perdere gli importi dovuti. Tale circostanza è valida anche per gli eredi che vogliano verificare l’esistenza di libretti “dormienti” intestati al parente deceduto. Per effettuare tale accertamento sarà possibile accedere al portale di Poste Italiane ed entrare nella sezione dedicata in cui è presente la lista di tutti i libretti dormienti oppure rivolgersi all’ufficio postale di riferimento.

Federconsumatori è a disposizione dei cittadini coinvolti per chiarimenti e assistenza in merito a questa vicenda.

Invitiamo, inoltre, Poste Italiane ad avviare analisi approfondite in tal senso per verificare l’esistenza di libretti “dormienti”, informando e facilitando i cittadini che ne vogliano riscattare gli importi.

Nuovi incentivi per auto e moto elettriche e ibride: in arrivo 650 mln per tre anni

È stato firmato il dpcm con nuovi incentivi per auto e moto elettriche, ibride e a basse emissioni.

Il provvedimento destina 650 milioni l’anno per il triennio 2022, 2023 e 2024

Nuovi incentivi per auto e moto elettriche, ibride e a basse emissioni nel dpcm firmato ieri dal Consiglio dei Ministri. Il decreto, informa Palazzo Chigi, «ridisegna e finanzia in maniera strutturale l’incentivo per l’acquisto di veicoli, auto e moto, elettrici, ibridi e a basse emissioni».

Il provvedimento firmato dal presidente del Consiglio Mario Draghi destina 650 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022-2023-2024, che rientrano tra le risorse stanziate dal Governo nel Fondo automotive per il quale è stata prevista una dotazione finanziaria complessiva di 8,7 miliardi di euro fino al 2030.

Incentivi auto e moto, 650 milioni per tre anni

In particolare, la misura stabilisce che:

– per l’acquisto di nuovi veicoli di categoria M1 nella fascia di emissioni 0-20 g/km (elettriche), con un prezzo fino a 35 mila euro + Iva, è possibile richiedere un contributo di 3 mila euro, a cui potranno aggiungersi ulteriori 2 mila euro se è contestualmente rottamata un’auto omologata in una classe inferiore ad Euro 5. Questa categoria di ecobonus è finanziata con 220 milioni nel 2022, 230 milioni nel 2023 e 245 milioni nel 2024.

– per l’acquisto di nuovi veicoli di categoria M1 nella fascia di emissione 21-60 g/km (ibride plug – in), con un prezzo fino a 45 mila euro + Iva, è possibile richiedere un contributo di 2 mila euro a cui potranno aggiungersi ulteriori 2 mila euro se è contestualmente rottamata un’auto omologata in una classe inferiore ad Euro 5. Questa categoria di ecobonus è finanziata con 225 milioni nel 2022, 235 milioni nel 2023 e 245 milioni nel 2024.

– per l’acquisto di nuovi veicoli di categoria M1 nella fascia di emissioni 61-135 g/km (endotermiche a basse emissioni), con un prezzo fino a 35 mila euro + Iva, è possibile richiedere un contributo di 2 mila euro se è contestualmente rottamata un’auto omologata in una classe inferiore ad Euro 5. Questa categoria di ecobonus è finanziata con 170 milioni nel 2022, 150 milioni nel 2023 e 120 milioni nel 2024.

Gli incentivi per l’acquisto dei veicoli elettrici, ibridi, plug-in ed endotermiche sono concessi soltanto alle persone fisiche. Una piccola percentuale dei fondi è riservata alle società di car sharing per l’acquisto dei veicoli elettrici, ibridi, plug-in.

Altri contributi per l’acquisto di veicoli commerciali ad alimentazione esclusivamente elettrica sono previsti per le piccole e medie imprese.

Sono stati previsti incentivi anche per l’acquisto di ciclomotori e motocicli elettrici e ibridi (categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e, L7): un contributo del 30% del prezzo di acquisto fino al massimo 3 mila euro e del 40% fino a 4000 mila euro se viene rottamata una moto in una classe da Euro 0 a 3. Questo ecobonus è finanziato con 15 milioni di euro per gli anni 2022, 2023 e 2024.

Il provvedimento entrerà in vigore dopo la registrazione della Corte dei conti e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Fonte: Help consumatori

5G, l’Antitrust multa Iliad per 1,2 milioni di euro

L’Antitrust multa Iliad per pratica commerciale scorretta. Secondo l’Autorità ha pubblicizzato alcune offerte di telefonia mobile con informazioni poco chiare ai consumatori sulle condizioni indispensabili per fruire della tecnologia G5

Bello il 5G, ma come fai se non rientri nella copertura geografica dell’operatore? L’operatore in questione è Iliad e l’Antitrust ha appena deciso di multarlo per pratica commerciale ingannevole legata alla commercializzazione delle offerte di telefonia mobile con tecnologia 5G inclusa.

L’Autorità garante della concorrenza ha infatti chiuso un’istruttoria nei confronti di Iliad Italia S.r.l. irrogando alla società una sanzione di 1.200.000 euro per l’omissione o la formulazione ingannevole di informazioni essenziali sulle offerte di telefonia mobile – che includono servizi con tecnologia 5G – e per la formulazione ingannevole di un messaggio promozionale relativo ad una di queste offerte.

Iliad e il 5G, multa Antitrust

Iliad, spiega l’Antitrust in una nota, «ha pubblicizzato alcune offerte di telefonia mobile,  enfatizzandone la compatibilità con la più recente tecnologia 5G (laddove inclusa) ma omettendo totalmente o fornendo in modo poco chiaro l’informazione sulle condizioni indispensabili per usufruire di tale tecnologia, quali la verifica della copertura territoriale della rete 5G di Iliad e il possesso di un dispositivo compatibile con la specifica tecnologia 5G supportata dalla rete dell’operatore».

Quello che l’Autorità contesta sono dunque omissioni e carenze informative nella comunicazione promozionale delle offerte.

Queste, si legge nel provvedimento, «indicano le condizioni principali in termini di volumi di traffico e di prezzo, e ne enfatizzano la compatibilità con la più recente tecnologia 5G, laddove inclusa, ma omettono o presentano in posizione difficilmente accessibile per il consumatore l’indicazione delle condizioni indispensabili per usufruire di tale tecnologia, quali la copertura territoriale della rete 5G di Iliad ed il possesso di un dispositivo compatibile con la specifica tecnologia 5G supportata dalla rete dell’operatore, oppure richiamano tali condizioni attraverso l’uso di locuzioni confusorie e decettive».

Queste comunicazioni non fanno comprendere al consumatore che, per poter usare la rete di quinta generazione inclusa nelle offerte promosse da Iliad, era necessario essere sotto la copertura geografica della rete 5G di tale operatore e che era inoltre indispensabile possedere un dispositivo abilitato a questa specifica rete.

«Infatti uno smartphone, anche abilitato in generale al 5G, non può assicurare la fruizione della rete 5G di Iliad, laddove non sia compreso tra gli apparati abilitati alla navigazione su tale rete», spiega ancora l’Autorità.

Consumatori indotti in errore

L’Antitrust ha poi accertato che Iliad ha utilizzato il claim “100 giga, minuti e sms illimitati in Italia e Europa” in un sms inviato ai propri ex clienti per promuovere l’offerta “Flash 100 5G”.

Il testo di questo messaggio è stato ritenuto dall’Autorità idoneo ad indurre in errore il consumatore sul contenuto dell’offerta, poiché egli poteva ritenere che i 100 GB inclusi nell’offerta fossero tutti utilizzabili per il traffico in Europa mentre in realtà, in caso di connessione da altri Paesi europei, il traffico incluso nell’offerta era di soli 6 GB.

Fonte: Help consumatori

VICENDA TERCAS: RISPARMIATORI RISARCITI

CON 4 SENTENZE IL TRIBUNALE DI TERAMO CONDANNA LA TERCAS (OGGI BANCA POPOLARE DI BARI)

A RISARCIRE 30 RISPARMIATORI PER I DANNI SUBITI CON IL COLLOCAMENTO DEL 2006.

Il Tribunale di Teramo, Giudice Dott. Claudio Di Giacinto, con 4 sentenze emesse in data 16 febbraio 2022 ha condannato la Tercas a corrispondere a 30 risparmiatori le somme impegnate per l’acquisto delle azioni nel collocamento del 2006.

Le condanne sono pari a centinaia di migliaia di euro, oltre rivalutazione e interessi.

I risparmiatori già nel 2014 si erano rivolti alla Federconsumatori Abruzzo e al Presidente Ernino D’Agostino, il quale ha fortemente creduto nelle azioni legali e a cui va il commosso ricordo della Federconsumatori.

I risparmiatori subito dopo hanno dato mandato all’Avv. Prof. Massimo Cerniglia del Foro di Roma, allora coordinatore della consulta legale della Federconsumatori Nazionale, e all’Avv. Domenico Di Sabatino del Foro di Teramo.

Le 4 sentenze del Giudice Di Giacinto sono particolarmente rilevanti, in quanto segnano un nuovo e diverso orientamento del Tribunale di Teramo. Il Giudice Di Giacinto, nelle sue articolate sentenze, accoglie le tesi proposte dagli Avvocati di Federconsumatori, secondo cui la Banca Tercas:

  1. 1. non ha fornito agli investitori, prima dell’acquisto delle azioni, tutte le necessarie e complete informazioni sui titoli;
  2. 2. non ha indicato in modo specifico ed esaustivo i motivi per cui le azioni non erano adeguate al profilo di rischio medio-basso dei risparmiatori.

Le predette sentenze costituiscono una vera e propria svolta per le centinaia di risparmiatori del teramano, che hanno visto azzerati i loro risparmi nel 2014. Secondo gli Avvocati Cerniglia e Di Sabatino le sentenze dimostrano che la giustizia nel nostro Paese è un servizio essenziale per i cittadini, in questo specifico caso, intervenendo a garantire i diritti lesi degli azionisti/risparmiatori di Banca Tercas, gli unici a non aver avuto alcuna copertura e ristoro da parte del legislatore.

Oggi quindi, per la Federconsumatori Abruzzo, si apre un nuovo scenario per i risparmiatori della Tercas che dopo quasi 8 anni vedono riconosciuti i loro diritti.

Infine, si fa presente che l’azzeramento delle azioni è avvenuto nel 2014, ragion per cui il termine di prescrizione decennale per far valere i propri diritti da parte dei risparmiatori non è ancora scaduto e, quindi, tutti gli azionisti che hanno investito nel collocamento del 2006 hanno tempo fino al 2024 per rivolgersi alla Federconsumatori Abruzzo ed intraprendere, eventualmente, delle azioni legali risarcitorie nei confronti della Banca Tercas (oggi Banca Popolare di Bari).

Ministero Transizione Ecologica: Bonus Idrico, dal 17 febbraio on line la piattaforma per chiedere il rimborso

A partire dalle ore 12.00 del 17 febbraio 2022 sarà possibile richiedere sull’apposita piattaforma on line, (https://www.bonusidricomite.it), il bonus idrico di cui al  DM n. 395 del 27/9/2021 (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/10/23/21A06314/sg).

Si ricorda che il bonus è riconosciuto nel limite massimo di 1.000 euro per ciascun beneficiario e può essere richiesto per una sola volta, per un solo immobile, per le spese effettivamente sostenute per gli interventi di efficientamento idrico.

Le istanze di rimborso, correttamente compilate e corredate dalla necessaria documentazione, saranno ammesse fino ad esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.

Possono beneficiare del bonus i maggiorenni residenti in Italia, titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale,  nonché di diritti personali di godimento già registrati alla data di presentazione dell’istanza, su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari, che abbiano effettuato nel corso dell’anno 2021 interventi di sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua.

Si ricorda, inoltre, agli utenti che il bonus idrico è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con altre agevolazioni di natura fiscale relative alla fornitura, posa in opera e installazione dei medesimi beni.

L’identità dei beneficiari, in relazione ai dati del nome, del cognome e del codice fiscale, verrà accertata attraverso SPID, ovvero tramite Carta d’Identità Elettronica.

A questo link le faq con le risposte ai principali quesiti.
Il ministero della Transizione Ecologica ha anche messo a disposizione un call center che risponde al numero 800090545 per tutte le richieste di informazioni.

Giovedì, dunque, al via la piattaforma dalle ore 12 in poi: l’inserimento di dati ed allegati deve essere completato entro 30 minuti. Nelle tre ore successive all’invio positivo della domanda sarà possibile eventualmente rettificare i dati ed i documenti già inseriti. Si ricorda che il rimborso verrà escluso ove la richiesta risulti incompleta di informazioni e/o degli allegati richiesti.

Fonte: Ministero Transizione Ecologica