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VICENDA TERCAS: RISPARMIATORI RISARCITI

CON 4 SENTENZE IL TRIBUNALE DI TERAMO CONDANNA LA TERCAS (OGGI BANCA POPOLARE DI BARI)

A RISARCIRE 30 RISPARMIATORI PER I DANNI SUBITI CON IL COLLOCAMENTO DEL 2006.

Il Tribunale di Teramo, Giudice Dott. Claudio Di Giacinto, con 4 sentenze emesse in data 16 febbraio 2022 ha condannato la Tercas a corrispondere a 30 risparmiatori le somme impegnate per l’acquisto delle azioni nel collocamento del 2006.

Le condanne sono pari a centinaia di migliaia di euro, oltre rivalutazione e interessi.

I risparmiatori già nel 2014 si erano rivolti alla Federconsumatori Abruzzo e al Presidente Ernino D’Agostino, il quale ha fortemente creduto nelle azioni legali e a cui va il commosso ricordo della Federconsumatori.

I risparmiatori subito dopo hanno dato mandato all’Avv. Prof. Massimo Cerniglia del Foro di Roma, allora coordinatore della consulta legale della Federconsumatori Nazionale, e all’Avv. Domenico Di Sabatino del Foro di Teramo.

Le 4 sentenze del Giudice Di Giacinto sono particolarmente rilevanti, in quanto segnano un nuovo e diverso orientamento del Tribunale di Teramo. Il Giudice Di Giacinto, nelle sue articolate sentenze, accoglie le tesi proposte dagli Avvocati di Federconsumatori, secondo cui la Banca Tercas:

  1. 1. non ha fornito agli investitori, prima dell’acquisto delle azioni, tutte le necessarie e complete informazioni sui titoli;
  2. 2. non ha indicato in modo specifico ed esaustivo i motivi per cui le azioni non erano adeguate al profilo di rischio medio-basso dei risparmiatori.

Le predette sentenze costituiscono una vera e propria svolta per le centinaia di risparmiatori del teramano, che hanno visto azzerati i loro risparmi nel 2014. Secondo gli Avvocati Cerniglia e Di Sabatino le sentenze dimostrano che la giustizia nel nostro Paese è un servizio essenziale per i cittadini, in questo specifico caso, intervenendo a garantire i diritti lesi degli azionisti/risparmiatori di Banca Tercas, gli unici a non aver avuto alcuna copertura e ristoro da parte del legislatore.

Oggi quindi, per la Federconsumatori Abruzzo, si apre un nuovo scenario per i risparmiatori della Tercas che dopo quasi 8 anni vedono riconosciuti i loro diritti.

Infine, si fa presente che l’azzeramento delle azioni è avvenuto nel 2014, ragion per cui il termine di prescrizione decennale per far valere i propri diritti da parte dei risparmiatori non è ancora scaduto e, quindi, tutti gli azionisti che hanno investito nel collocamento del 2006 hanno tempo fino al 2024 per rivolgersi alla Federconsumatori Abruzzo ed intraprendere, eventualmente, delle azioni legali risarcitorie nei confronti della Banca Tercas (oggi Banca Popolare di Bari).

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Banca Popolare di Bari: la Federconsumatori a disposizione dei risparmiatori per informazioni e assistenza

Banca Popolare di Bari: da oltre cinque anni Federconsumatori invocava un intervento straordinario per scongiurare il “salvataggio”.

Siamo a disposizione dei risparmiatori per informazioni ed assistenza.

La vicenda che vede protagonista la Banca Popolare di Bari ha dell’incredibile. L’elemento più sorprendente e inaccettabile è tutto il tempo trascorso senza che nessuno si decidesse ad intervenire.

Sono oltre cinque anni che la Federconsumatori porta avanti iniziative, denunce pubbliche ed esposti alla Consob e alla Banca d’Italia per false comunicazioni sociali, per falso in prospetto, falso in bilancio e “scavalcati”.

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Banche: gravi criticità per la richiesta di accesso al Fondo Indennizzo Risparmiatori

La Commissione Tecnica e la Consap intervengano al più presto.

A partire dal 22 agosto, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto, finalmente si è aperta la possibilità per i cittadini vittime del risparmio tradito di inviare le relative richieste per l’accesso al Fondo Indennizzo Risparmiatori tramite il portale Consap. La scadenza per la presentazione della richiesta è di 180 giorni a partire dal 22 agosto.

Peccato, però, che dopo tanta attesa, i cittadini interessati si sono trovati di fronte ad una ennesima beffa: il portale Consap attraverso il quale presentare la richiesta si blocca continuamente.

Inoltre i cittadini lamentano forti difficoltà nel reperire la documentazione necessaria ad avanzare la richiesta, trattandosi spesso di documenti datati, magari in possesso di persone anziane. Esiste sì la possibilità di un’autocertificazione, ma rimane irrisolto il problema della necessità di far autenticare la firma da un notaio.

In pratica, sembra che tutto sia costruito ad arte per rendere più complicate le procedure di richiesta dell’indennizzo, magari nella speranza che qualcuno rinunci.

È necessario che la Commissione Tecnica e la Consap, alle quali chiederemo un incontro, agiscano in direzione di una semplificazione massima delle procedure, a partire proprio dall’autentificazione della firma.

Gli sportelli della Federconsumatori, presenti su tutto il territorio nazionale e regionale https://www.federconsumatoriabruzzo.it/sportelli/, sono a disposizione dei cittadini per l’assistenza necessaria alla presentazione delle richieste. Visto il numero elevato di cittadini interessati chiediamo in tal senso che sia disposta una linea preferenziale per le Associazioni dei Consumatori, per velocizzare le procedure di richiesta e consentire a tutti gli aventi diritto di accedere.

Inoltre, dal momento che si sono presentate numerose criticità nel portale, se non saranno risolte al più presto, chiediamo di valutare una proroga dei termini per la presentazione delle domande.

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Banche: il Governo annuncia il via libera per i rimborsi nel CdM convocato per martedì 9

Come annunciato nei giorni scorsi si è svolto stamattina l’incontro con il premier Conte sul Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR), a cui la Federconsumatori ha preso parte.

Nell’ambito dell’incontro è stato deciso che domani, nel Consiglio dei Ministri, verrà proposto un Decreto Legge che interviene sulla norma primaria per procedere alla liquidazione delle somme in favore dei risparmiatori truffati, in linea con quanto concordato con l’Unione Europea.

Si opererà automaticamente ove ricorra una di queste due condizioni: 35.000 Euro lordi (reddito della persona fisica) o 100.000 Euro di beni mobiliari, senza attendere il pronunciamento di un arbitro terzo.

Sempre in occasione del Consiglio dei Ministri verrà proposto un ulteriore Decreto Legge che interviene sulla tipizzazione, individuando le fattispecie che determinano il rimborso automatico, e in caso di ricorso all’arbitro terzo verranno previste le tipologie di ricorso all’arbitro stesso che accerti il misselling prevedendo anche in questo caso tipologie che possano favorire una trattazione più veloce delle singole posizioni, in base ad elementi soggettivi ed oggettivi.

Operando in tal modo, il Governo ritiene possibile coprire il 90% degli obbligazionisti ed azionisti. Il restante 10% dovrà dimostrare il misselling, definendo tipologie omogenee in modo tale che l’arbitro possa intervenire più facilmente.

Un risultato importante, che risponde alle richieste avanzate dalla Federconsumatori già da gennaio.

Nell’incontro abbiamo sottolineato, inoltre, l’esigenza di procedere celermente al ristoro dei risparmiatori che già da troppo tempo attendono, sottolineando che i rimborsi avrebbero dovuto coprire significativamente i prestatori a scarso reddito, privilegiando i soggetti in condizione di disagio economico e le azioni baciate. Abbiamo inoltre rilevato l’esigenza di procedere alla compensazione rispetto a coloro che avevano acceso mutui o investito in azioni e che si sono trovati con il mutuo da pagare e con le azioni in perdita.

Ovviamente ci aspettiamo ora che il Governo dia seguito a quanto affermato oggi e mantenga fede alle promesse fatte ai risparmiatori.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.

Rimane aperto, in ogni caso, il problema relativo alla distanza tra i provvedimenti annunciati oggi e le promesse fatte in campagna elettorale, che garantivano il pieno rimborso a tutti.

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Banche: intollerabile farsa del Governo

Ancora una volta non mantiene le promesse.

Domani Federconsumatori in piazza per dare voce ai risparmiatori che attendono da troppo tempo i rimborsi

Continua la farsa sui rimborsi!

“Il Governo, ancora una volta, non ha mantenuto le promesse: i risparmiatori truffati hanno perso così un anno senza ricevere l’ombra di un rimborso!” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

Quel che è peggio, è che la situazione rischia di andare avanti così ancora per molto tempo.

Il Governo aveva garantito che sarebbe stato rimborsato tutto a tutti, dopo il Consiglio dei Ministri di ieri abbiamo avuto la conferma che si trattava unicamente di uno slogan funzionale a raccogliere voti e consenso.

Confermiamo e anzi rafforziamo i presidi indetti per il 6 Aprile davanti alle Prefetture di Treviso, Arezzo, Ancona, Ferrara e Udine e il 5 Aprile a Vicenza, per far sentire la voce dei risparmiatori ormai stanchi di false rassicurazioni e di promesse infrante.

È fondamentale, ora, che il Governo dia il via libera ai decreti attuativi: sapendo di non poter uscire fuori da alcuni parametri, come concordato dal Ministro dell’Economia con l’UE e come fin dal primo momento anche noi abbiamo sostenuto, dando la priorità ai soggetti più deboli.

Questo continuo braccio di ferro non porterà da nessuna parte: in quest’ottica lo pseudo-confronto indetto per lunedì rischia di tramutarsi nell’ennesimo tentativo di calmare le acque, di proseguire la campagna elettorale e costruirsi un alibi per scaricare sull’UE l’irresponsabilità del Governo.

Abbiamo inoltre appreso dalle dichiarazioni alla stampa che all’incontro di lunedì il Presidente del Consiglio non convocherà le Associazioni dei Consumatori regolarmente iscritte e riconosciute dal CNCU, bensì le “associazioni dei risparmiatori” che ha finora usato come pubblico plaudente.

L’esecutivo si deve assumere le proprie responsabilità non solo nei confronti dei risparmiatori, che aspettano da troppo tempo i rimborsi, ma verso tutti i cittadini italiani, che di fronte alla minaccia di una procedura di infrazione da parte dell’Europa sarebbero chiamati a pagarne il conto.

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Il Tribunale di Catania sostiene che l’utente deve essere preventivamente informato dell’iscrizione alla Crif

Il Tribunale di Catania ha dichiarato che l’informativa relativa all’iscrizione da parte di banche e aziende finanziarie all’utente alla banca dati Crif, deve essere obbligatoria e preventiva, come previsto dall’art. 125 del Testo Unico Bancario.

Una consumatrice, segnalata in Crif a seguito di un mancato pagamento ad un’azienda telefonica, si è rivolta alla Federconsumatori di Catania che, tramite i suoi legali, ha provveduto a depositare ricorso al Tribunale, che ha ritenuto illegittimo il comportamento dell’Istituto di credito, ordinando l’immediata cancellazione dalla Crif e condannando l’azienda al risarcimento delle spese legali sostenute

 

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Risparmio tradito: la Federconsumatori organizza protesta per il 5 dicembre davanti al Ministero

Il 5 dicembre davanti al Ministero Economia e Finanze (MEF) il presidio dei risparmiatori che ancora attendono che i loro diritti vengano riconosciuti.

La Federconsumatori ha chiesto ufficialmente ai Sottosegretari Bitonci e Villarosa un incontro urgente per discutere i criteri che si intendono adottare per dare ristoro ai risparmiatori truffati.

Abbiamo già denunciato come, il mese scorso, il MEF abbia incontrato una serie di comitati e movimenti senza mai ricevere le Associazioni dei Consumatori, che in questi anni hanno difeso, tutelato e assistito decine di migliaia di risparmiatori vittime di fallimenti ed investimenti a rischio.

Giudichiamo inaccettabile e rischiosa la linea dell’abbandono dell’intermediazione con le Associazioni dei Consumatori iscritte al CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti), in quanto sembra assecondare il consenso elettorale senza realmente affrontare e risolverei problemi dei risparmiatori truffati.

Per questo la Federconsumatori ha organizzato, il 5 dicembre, alle 11:30 un presidio davanti al MEF in cui i risparmiatori faranno sentire la loro voce ed avanzeranno le loro richieste di tutela direttamente davanti al Ministro ed ai Sottosegretari.

I risparmiatori che hanno visto andare in fumo i propri risparmi sono sempre più avviliti e stanchi di una situazione che ad anni di distanza ancora stenta a trovare una soluzione.

Alla luce di questa grave situazione abbiamo chiesto che l’incontro con i Sottosegretari si svolga in tempi utili, entro i termini di discussione della legge di bilancio.

 

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Nuova truffa tramite WhatsApp per svuotare i conti Unicredit

Sono in forte aumento le truffe bancarie effettuate tramite e-mail e WhatsApp: la più recente, individuata in seguito a varie segnalazioni e realizzata tramite la nota app di messaggistica istantanea, prende di mira i conti correnti degli utenti Unicredit.

I malcapitati utenti ricevono un messaggio tramite WhatsApp che li informa che i dati del proprio conto necessitano di un aggiornamento per motivi burocratici. L’operazione, secondo le indicazioni, deve essere effettuata cliccando sul link riportato nel testo del messaggio, che riporta ad una finta pagina Unicredit, in cui vengono richiesti al cittadino tutti i dati sensibili, comprese le credenziali per entrare nel proprio conto bancario. Se si forniscono tali dati, gli hacker saranno in grado di accedere e svuotare il conto corrente bancario.

I consumatori devono diffidare di comunicazioni da parte della propria banca che avvengono tramite sms ed email, poiché gli istituti provvedono a contattare i propri correntisti tramite comunicazioni ufficiali o telefonicamente. In ogni caso, prima di fornire dati sensibili, si consiglia di accertarsi che sia la banca a richiederli, chiamando il referente o recandosi presso gli sportelli.

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Anatocismo bancario, AGCM: 11 milioni di multe a tre istituti

UniCredit S.p.A., Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. e Intesa San Paolo S.p.A. sono state sanzionate dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per aver messo in atto pratiche commerciali scorrette. L’ammontare complessivo della multa è di 11 milioni di euro.

Le tre banche hanno adottato condotte aggressive, in violazione degli articoli 24 e 25 del Codice del Consumo, aventi ad oggetto la pratica dell’anatocismo bancario, ovvero il calcolo degli interessi sugli interessi a debito nei confronti dei consumatori.

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Pagamento addebiti periodici, Antitrust censura il comportamento di Abi e undici banche

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso l’istruttoria avviata nei confronti di ABI e di undici istituti di credito, tra cui i principali operatori di mercato, accertando l’attuazione di un’intesa unica e complessa volta a concertare le strategie commerciali in relazione al nuovo modello di remunerazione del servizio SEDA. Si tratta dell’accordo che, insieme al SEPA, ha sostituto il precedente sistema di addebito diretto delle bollette di pagamento, detto RID. Il sistema consente ai consumatori di pagare gli addebiti periodici (per esempio delle bollette delle utenze domestiche) direttamente con un prelievo dal proprio conto corrente bancario. Attualmente il sistema comprende il pagamento vero e proprio (SEPA DD) e un servizio informativo rivolto e pagato dai fatturatori (il SEDA).

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