Energia

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Richiamati integratori alimentari

Il Ministero della Salute ha comunicato il richiamo di un lotto dell’integratore alimentare Lenicol 36 capsule, prodotto dalla Comple.med, per la presenza di ossido di etilene nel prodotto.

Il lotto interessato dal richiamo è il numero 5962 con data di scadenza 1/2023.

A causa della presenza di ossido di etilene in uno degli ingredienti, anche la Coop ha comunicato il ritiro dal commercio di quattro lotti dell’integratore alimentare Fortifit Muscoli e Ossa Mirtilli 7 bustine (147 g – bustine 21 g) prodotto dalla Nutricia.

Nello specifico, i lotti interessati dal richiamo sono il n. MU383, il n. MU384, il n. MU384, il n. MU385D, tutti con data di scadenza 17 Febbraio 2023.

 

Sempre sul sito web del Ministero della Salute è stata pubblicata una nota di richiamo relativa alle confezioni dell’integratore Polase Difesa Inverno da 14 e 28 bustine appartenenti ai lotti DT256, GU238 e GU239, commercializzate dalla GSK Consumer Healthcare s.r.l. e prodotte dalla S.I.I.T. s.r.l. nello stabilimento di via Ariosto a Trezzano sul Naviglio (Milano). Le confezioni coinvolte riportano le date di scadenza aprile 2023 e giugno 2023.

Il provvedimento è stato adottato in via precauzionale a causa della possibile presenza nell’integratore di ossido di etilene in quantità superiori rispetto a quelle consentite dalla normativa vigente.

Si raccomanda a coloro i quali abbiano acquistato una o più confezioni appartenenti al lotto coinvolto di non consumare il prodotto e di restituirlo al punto vendita di riferimento. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi al numero verde 800931556 o scrivere all’indirizzo mail it.servizio-consumatori@gsk.com

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Aumenti energia: Queste le richieste di FEDERCONSUMATORI al Governo

L’andamento dei prezzi all’ingrosso dell’energia spinge in alto i prezzi di Luce e Gas tanto da preoccupare notevolmente le famiglie italiane.

Le nostre bollette però non vedono solo la presenza delle voci dell’energia consumata e/o comunque correlate a queste, molte altre se ne aggiungono facendo arrivare il peso dell’energia a valori tra il 30/40 % del costo complessivo che l’Utente va a pagare.

La Federconsumatori da anni chiede che sia rivista la tassazione che grava sull’energia consumata dalle famiglie e che gli oneri impropri che gravano sulle bollette siano esclusi.

In questo particolare periodo, che vede preannunciarsi un aumento particolarmente pesante, soprattutto della bolletta gas, ma anche della luce elettrica visto che molta parte della energia distribuita in Italia è prodotta utilizzando gas, la Federconsumatori avanza al Governo richieste precise:

  • Operi una urgente riforma della tassazione sull’energia, rimodulando oneri di sistema, accise e applicando l’IVA solo sui costi della materia prima e non su importi già comprensivi di altre tasse.
  • Istituisca l’albo dei venditori autorizzati ad operare nel settore dell’energia in base a parametri che prendano in considerazione non solo la solidità e la correttezza e soprattutto il loro impegno nel campo dell’energia sostenibile.
  • Utilizzare, come già proposte recentemente dal Presidente Arera, i proventi delle aste dei permessi di emissione CO2 per calmierare i prezzi. (Per tali voci, solo nel secondo trimestre, l’Italia ha ricavato 719 milioni di Euro)
  • Avviare delle politiche di sistema che puntino ad affermare la transizione nel nostro Paese senza creare inutili contrapposizioni tra chi promuove la sostenibilità e chi denuncia la grave emergenza sociale e l’avanzare della povertà energetica.
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L’AGCOM contesta l’insufficiente o incompleta indicazione del prezzo di offerta luce e gas: irrogate 2 sanzioni

Avviati 6 procedimenti, chiuse 13 istruttorie e adottate 3 moral suasion sulle offerte di energia elettrica e gas sul mercato libero

L’Autorità contesta l’insufficiente o incompleta indicazione del prezzo di offerta da parte delle società. Irrogate 2 sanzioni nei confronti di Argos e Sentra Energia per poco più di 2,4 milioni

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso 13 procedimenti istruttori per mancanza di trasparenza nella prospettazione delle condizioni economiche di fornitura di energia elettrica e gas sul mercato libero. In particolare, 11 procedimenti istruttori – avviati nei confronti di Enel Energia, Optima, Green Network, Illumia, Wekiwi, Olimpia-Gruppo Sinergy, Gasway, Dolomiti Energia, E.On, Axpo e Audax – sono stati chiusi accettando gli impegni presentati dalle società mentre altri 2, nei confronti di Argos e Sentra Energia, si sono conclusi con l’accertamento delle pratiche commerciali scorrette e con la sanzione.

L’attività istruttoria dell’Autorità si fonda su un’ampia analisi della documentazione contrattuale e promozionale delle offerte commerciali proposte dai principali operatori del settore e sull’esame di numerose segnalazioni da parte dei consumatori. Da queste sono emerse importanti criticità e una generale ingannevolezza o omissione di informazioni su alcune componenti del prezzo di fornitura di energia elettrica e gas sul mercato libero e, spesso, la previsione di oneri nascosti, impropri e non dovuti dai consumatori.

In particolare, è risultata l’omessa indicazione del valore degli “oneri di commercializzazione” (generalmente denominati Prezzo di Commercializzazione e Vendita – PCV – per l’energia elettrica e Quota Vendita al Dettaglio – QVD – per il gas) sia nelle condizioni di contratto sia nel materiale promozionale,  ove si pubblicizzava solo il prezzo della “componente energia”, sebbene tali oneri rappresentino una parte essenziale del prezzo della fornitura per il consumatore e dei ricavi delle imprese. Si tratta di importi che si aggiungono in fattura agli oneri fissati dal regolatore – oneri di sistema, trasporto e gestione del contatore – o di natura fiscale.

Inoltre, alcune offerte prevedevano oneri impropri denominati in vario modo, spese di spedizione della bolletta o penali, anche sotto forma di storno degli sconti concessi al momento della sottoscrizione del contratto – peraltro in contrasto con la regolazione vigente – che venivano applicati regolarmente o in caso di recesso anticipato dal contratto di fornitura.

L’Antitrust ha accettato gli impegni proposti dalle 11 società, anche in forza di un articolato parere reso dall’Autorità di regolazione del settore (Arera), a condizione che le società di vendita garantiscano chiarezza e completezza del prezzo di fornitura dell’energia elettrica e del gas nella documentazione contrattuale e nel materiale promozionale, per quanto riguarda le offerte commerciali presenti e future. In tal modo i consumatori potranno conoscere il prezzo della fornitura effettiva e confrontare le offerte sul mercato libero. L’AGCM ha pure accolto gli impegni proposti, relativi al rimborso integrale degli oneri non dovuti a tutti consumatori, sia attivi sia cessati, che erano stati addebitati fin dal 2018.

Per quanto riguarda, invece, i procedimenti conclusi nei confronti delle società Argos e Sentra Energia, l’Autorità – dopo avere accertato l’ingannevole od omessa indicazione dei costi di fornitura dell’energia elettrica e/o del gas e l’applicazione di oneri non dovuti dagli utenti – ha irrogato due sanzioni: una ad Argos pari a 2.160.000 euro e una a Sentra Energia pari a 250.000 euro.

L’Antitrust ha poi avviato 6 istruttorie nei confronti delle società Visitel, Enne Energia, Ubroker, Bluenergy, Europe Energy e Ajò Energia, per accertare l’esistenza di analoghe criticità nelle offerte proposte sul mercato libero dell’energia.

Infine, tramite 3 interventi di moral suasion, l’AGCM ha invitato Eni gas e luce, A2A e Sorgenia a rendere più chiare e complete le comunicazioni promozionali, attuali e future, indicando con la stessa evidenza grafica tutti gli oneri applicati dalle società di vendita per la fornitura dell’energia elettrica e del gas, così da consentire ai consumatori di scegliere consapevolmente le offerte presenti sul mercato libero.

L’Autorità continuerà a monitorare i contenuti delle proposte commerciali di energia e gas per assicurare la trasparenza delle offerte e la non imposizione di oneri impropri nonché per consentire ai consumatori di scegliere le migliori condizioni di offerta, in vista del passaggio di tutti gli utenti al mercato libero dal 1° gennaio 2023.

Roma, 4 agosto 2021

Made in Italy

Etichette su Pasta Riso e Pomodoro: regolamento nazionale valido fino al 31 dicembre2021

L’obbligo di indicazione dell’origine del grano per la pasta di semola di grano duro, dell’origine del riso e del pomodoro nei prodotti trasformati è stato prorogato quindi fino al 31 dicembre 2021; il provvedimento ha prolungato le disposizioni nazionali in vigore oltre il 1° aprile, data di entrata in applicazione del regolamento Ue 775/2018 sull’origine dei prodotti in etichetta.

L’Italia si conferma all’avanguardia in Europa per quanto riguarda la trasparenza delle informazioni al consumatore in etichetta ma non basta è necessario introdurre a livello europeo l’obbligo di indicare l’origine per tutti gli alimenti.

Pane e pasta

Il decreto pane/pasta prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia devono continuare ad avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:

  • Paese di coltivazione del grano;
  •  Paese di molitura.
  • Se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l’Italia, si potrà usare la dicitura: “Italia e altri Paesi UE e/o non UE.

Riso

Per quanto riguarda il riso, il provvedimento prevede che sull’etichetta debbano continuare ad essere indicati quelli che sono i paesi di coltivazione, di lavorazione e di confezionamento.

È possibile utilizzare la dicitura: “Origine del riso: Italia” se le tre fasi avvengono nello stesso Paese.

Pomodori e derivati

Per quanto riguarda sughi, salse e derivati del pomodoro che sono stati prodotti in Italia, dovranno continuare ad avere obbligatoriamente indicate sull’etichette le diciture che indicano:

  • Paese di coltivazione
  • Paese di trasformazione.

Se ambedue le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura

“Origine del pomodoro: Italia”

Etichette allegate:

etichette pasta riso pomodoro

Importanza economica del settore agro-alimentare

Nuove etichette a livello europeo

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Contatore gas 2

Chi deve pagare la verifica del contatore del gas in caso di rottura?

Tra le diverse sezioni presenti sulla bolletta del gas e dei vari servizi, come acqua, luce, etc., la voce determinante è sempre quella relativa al consumo. Nonostante l’installazione dei contatori elettronici, gli utenti sono chiamati a comunicare la lettura riportata sullo stesso.

Ma cosa bisogna fare nel caso di contatore rotto?

A chi viene imputato il costo della sostituzione?

Nel caso in cui il cittadino sospetti che il proprio contatore sia guasto, in quanto la lettura non è visibile o i consumi risultano eccessivamente alti, deve immediatamente richiedere un intervento da parte del distributore, che provvederà a verificare che l’apparecchio sia correttamente funzionante.  Il controllo deve essere effettuato da un tecnico specializzato della società distributrice e proprietaria dell’apparecchio; pertanto non è possibile farlo in autonomia con altri tecnici.

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Lampade

Energia: Antitrust multa Enel ed Eni per aver ignorato le istanze di prescrizione presentate da migliaia di utenti.

Energia: Antitrust multa Enel Energia, Servizio Elettrico Nazionale (SEN) ed Eni gas e luce

per aver ignorato le istanze di prescrizione presentate da migliaia di utenti.

L’Autorità Antitrust ha irrogato una sanzione di complessivi 12,5 milioni di euro ad Enel Energia, Servizio Elettrico Nazionale (SEN) ed Eni gas e luce, per aver rigettato le istanze di prescrizione biennale presentate dagli utenti, a causa della tardiva fatturazione dei consumi di luce e gas, in assenza di elementi utili a comprovare che il ritardo fosse imputabile alla responsabilità dei consumatori.

Sono migliaia i cittadini coinvolti, che si son visti addebitare la responsabilità della mancata lettura dei contatori a fronte di presunti tentativi di lettura dichiarati dal distributore: tentativi non documentati e spesso “smentiti dalle prove fornite dai consumatori”, come riporta la nota dell’AGCM.

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Etichetta a batteria: l’informazione nutrizionale degli alimenti è divenuta realtà

Educare il consumatore ad una corretta composizione della alimentazione giornaliera, ponendolo in allarme quando cresce il livello di riempimento dei nutrienti all’interno della batteria, informandolo e consentendogli di fare, al contempo, scelte consapevoli rispetto alla dieta che autonomamente segue.
E’ questo l’obiettivo perseguito dal decreto interministeriale 19 novembre 2020 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 304 del 7 dicembre 2020.

Il sistema italiano di etichettatura, rappresentato dalla raffigurazione grafica di una batteria, costituisce una alternativa al sistema semaforico ed ha l’obiettivo di fornire ai consumatori informazioni nutrizionali chiare, semplici, ma allo stesso tempo complete per una corretta composizione della propria alimentazione giornaliera.
Il logo indica il contenuto di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale presente in una singola porzione di alimento. Il contenuto energetico è espresso sia in Joule che in Calorie mentre il contenuto di grassi, grassi saturi, zuccheri e sale sono espressi in grammi. Inoltre, all’interno del simbolo a “batteria” è indicata la percentuale di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale apportati dalla singola porzione rispetto alle quantità giornaliere di assunzione raccomandata.

Il campo di applicazione del logo nutrizionale esclude:
a. gli alimenti confezionati in imballaggi o in recipienti la cui superficie maggiore misura meno di 25 cm²;
b. i prodotti DOP, IGP e STG di cui al regolamento (UE) n.1151/2012 in ragione del rischio che l’apposizione di ulteriori loghi impedisca al consumatore di riconoscere il marchio di qualità.

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Origine obbligatoria per salumi e insaccati: cosa cambia in etichetta

Niente più mortadelle e salami “muti”, probabilmente la fine delle cosce di prosciutto “nazionali” di cui era più che lecito sospettare l’arrivo – magari surgelate – da paesi del nord Europa. È il risultato del decreto sull’indicazione di origine delle carni suine, appena entrato in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Esaurite le scorte delle vecchie produzioni (nel caso dei prodotti confezionati), dovremo trovare indicate in maniera leggibile e sul fronte principale delle etichette le seguenti informazioni:
– Paese di nascita: (nome del paese di nascita degli animali);
– Paese di allevamento: (nome del paese di allevamento degli animali);
– Paese di macellazione: (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali).

E questo varrà per le preparazioni di carni suine e prodotti a base di carne suina (dunque salumi e insaccati) così come per le carni separate meccanicamente (così comuni in polpette, nuggetts e cotolette panate).

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Ministero salute: allarme consumatori su pigmento per tatuaggi

Allarme consumatori per un pigmento usato per i tatuaggi. Sotto accusa un inchiostro per tatuaggi proveniente dagli Stati Uniti nel quale è stata trovata una concentrazione troppo alta di arsenico. L’allerta è pubblicato sul sito del Ministero della salute e riguarda il pigmento per tatuaggio Eternal INK Brown lotto 17589, della marca Eternal INK, per il quale è stato disposto il divieto di commercializzazione, il ritiro e il richiamo per rischio chimico dovuto a eccesso di arsenico.

Il prodotto, si legge nella notifica, si trova in una boccetta da 30 ml riportante marca, lotto e scadenza 18/07/2020. Le analisi fatte dall’Agenzia Provinciale per l’Ambiente del Friuli Venezia Giulia indicano la presenza di nichel, zinco e arsenico. In particolare, l’arsenico è stato trovato in concentrazione 16 mg /kg, oltre i limiti consentiti dalle norme europee.

È dunque scattato il ritiro dal mercato e il richiamo del prodotto, con l’allarme consumatori pubblicato online sul sito del Ministero della Salute.

Fonte: Help consumatori

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In vigore il decreto sull’etichettatura del pane fresco

E’ stato emanato ed è entrato in vigore il 27 dicembre il Decreto ministeriale relativo all’etichettatura e alla vendita del pane fresco. Il testo stabilisce il divieto di definire o etichettare come “pane fresco” il prodotto che abbia subìto un processo di congelamento e/o che contenga additivi conservanti. In questi casi il pane dovrà essere venduto come “conservato” o “a durabilità prolungata” e dovrà essere esposto in scomparti riservati. In quasi tutti i supermercati, nel reparto panetteria, è facile trovare pane parzialmente cotto, congelato e poi infornato nel punto vendita per terminare la cottura: considerando l’elevata diffusione di questa prassi nonché la rilevanza della questione dal punto di vista della sicurezza alimentare (poiché il ricongelamento di prodotti già congelati può essere pericoloso per la salute), l’aggiornamento della normativa è importante per aiutare i consumatori ad individuare chiaramente e senza possibilità di equivoco i prodotti decongelati. Il decreto però non prevede sanzioni per i trasgressori, quindi è auspicabile una rapida implementazione del testo con pene severe per creare un reale deterrente.