ottobre 2021

Soldi

Difesa Debitori: l’Antitrust sanzionata per 1,1 mln di €. Segnalazione presentata da Federconsumatori

Su segnalazione di Federconsumatori Venezia, l’Antitrust ha sanzionato la società Difesa Debitori.

Con provvedimento del dicembre 2020, l’Autorità aveva deliberato che Difesa Debitori S.p.A. si era resa colpevole di condotte fortemente lesive dei diritti dei consumatori. Nel dettaglio la società aveva messo in atto pratiche commerciali scorrette fornendo ai cittadini informazioni ingannevoli e omettendo informazioni rilevanti relative alla promozione dei propri servizi di consulenza ed intermediazione offerti a pagamento ai consumatori per la risoluzione delle proprie situazioni debitorie.

Nell’ambito di tale attività promozionale, effettuata sul sito ufficiale dell’azienda, il professionista fornendo informazioni parziali e non veritiere, induceva il consumatore debitore, che già versa in una particolare condizione di difficoltà economica, ad addossarsi ulteriori costi in maniera non consapevole, alimentando eccessive aspettative circa gli esiti della richiesta.

Ad aggravare la posizione della società c’è la reiterazione dei comportamenti scorretti, che si sono protratti anche dopo il divieto da parte dell’AGCM di diffondere ulteriormente la pratica commerciale scorretta. Nello specifico, la Società ha promosso, attraverso quotidiani on line e messaggi di posta elettronica, la propria attività di consulenza enfatizzando la propria capacità di garantire ai consumatori debitori la riduzione, anche fino al 90%, del loro debito, la sospensione o diminuzione delle rate dei loro mutui e finanziamenti, il blocco di pignoramenti e dei decreti ingiuntivi.

Stante la reiterazione della condotta scorretta e l’inottemperanza agli obblighi disposti dall’AGCM all’esito del procedimento istruttorio, l’Autorità ha comminato alla società una sanzione di 1.100.000 di Euro.

Invitiamo i cittadini interessati che si sentano danneggiati dalle condotte di Difesa Debitori a rivolgersi alle sedi della Federconsumatori, presenti su tutto il territorio nazionale per informazioni su come far valere i propri diritti.

Queste le sedi presenti nella Regione Abruzzo: https://www.federconsumatoriabruzzo.it/sportelli/

acqua alcalina

Servizi idrici, prescrizione breve: per tre società abruzzesi -SASI, Ruzzo Reti e CAM- avviati procedimenti istruttori per mancato rispetto delle norme

Servizi idrici, prescrizione breve: per tre società abruzzesi

-SASI, Ruzzo Reti e CAM-

avviati procedimenti istruttori per mancato rispetto delle norme

Dal 1° gennaio 2020 la disciplina della prescrizione biennale (o prescrizione breve), introdotta nel nostro ordinamento dalla legge di Bilancio 2018, si applica anche ai servizi idrici. Da tale data, dunque, i consumatori possono eccepire la prescrizione per importi riferiti a consumi idrici risalenti ad oltre due anni dalla data di emissione della bolletta.

In base alle segnalazioni di consumatori e di associazioni di consumatori e alle informazioni acquisite dagli stessi gestori, è emerso che numerose società attive nei servizi idrici non avrebbero applicato in modo corretto la prescrizione biennale.

I comportamenti segnalati riguardano il rifiuto delle istanze di prescrizione sui crediti presenti in bolletta e anche l’omessa informativa nelle bollette degli stessi crediti prescrivibili. Le Delibere ARERA n. 547 del 2019 e n. 186 del 2020 prevedono infatti che i gestori informino gli utenti della presenza in bolletta di crediti di cui può essere eccepita la prescrizione e inviino un apposito modulo per permettere di esercitare tale facoltà.

Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), il rifiuto delle istanze di prescrizione breve appare idoneo ad indurre indebitamente i consumatori a corrispondere importi, spesso ingenti, relativi a consumi prescritti e in tal modo vanifica gli effetti che la nuova disciplina intende contrastare, ovvero l’emissione tardiva di fatture di conguaglio relative a consumi risalenti ad oltre due anni. L’assenza di un’adeguata informativa sulla prescrizione biennale ostacola l’esercizio dei diritti previsti dai contratti e può indurre i consumatori a pagare importi per i quali, invece, sarebbe stato possibile eccepirne la prescrizione.

L’Autorità per la Concorrenza ed il Mercato (AGCM) ha pertanto avviato cinque procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti della società abruzzese S.A.S.I. S.p.A. ed altre ed ha deciso di invitare – tramite moral suasion – i gestori di altre 7 società tra cui Ruzzo Reti S.p.A. di Teramo, C.A.M. -Consorzio Acquedottistico Marsicano- di Avezzano ed altre ad adottare iniziative dirette a rimuovere le omissioni informative rilevate in modo da fornire agli utenti la possibilità di eccepire la prescrizione di tali importi o di chiederne il rimborso qualora siano stati già pagati.

Gli Sportelli FEDERCONSUMATORI https://www.federconsumatoriabruzzo.it/sportelli/ sono a disposizione di tutti gli Utenti per sottoporre a verifica le bollette emesse dai gestori i servizi idrici (in Abruzzo sono sei le società che operano in questo campo) e tutelare i loro diritti.

acqua alcalina

Consumi anomali? Il Gestore del servizio idrico ha l’obbligo di avvisare l’utente. Ordinanza della Cassazione

Il Codice civile, all’art. 1175, enuncia il principio giuridico della correttezza e della reciproca lealtà di condotta nei rapporti contrattuali, cioè il dovere di comportarsi con onestà.

Esso, sostanzialmente, consiste nello sforzo che ogni contraente deve compiere, senza che questo non comporti un’apprezzabile sacrificio, in modo che l’altro contraente possa adempiere correttamente.

Il dovere di correttezza si fonda sul principio di solidarietà sociale, previsto dall’art. 2 della Carta Costituzionale, che impone, in particolare, ai soggetti dell’obbligazione un dovere reciproco di collaborazione.

Il dispositivo del sopra citato articolo non può che investire anche i rapporti contrattuali intercorrenti tra utenti e società di gestione dei servizi idrici, oggi più che mai alla luce di quanto statuito dalla Suprema Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 24904 del 15 settembre 2021.

Alla base del predetto dispositivo vi è la vicenda legata ad una perdita occulta nell’impianto idrico di un utente che aveva determinato rilevanti consumi anomali.

Ebbene, la Suprema Corte, tenuto conto del principio di buona fede e correttezza nei rapporti contrattuali, arriva ad affermare che il semplice invio di una fattura commerciale relativa ai consumi anomali registrati, a distanza di oltre due mesi dalla rilevazione degli stessi e senza alcuna preventiva espressa segnalazione del loro carattere anomalo, non consente di ritenere correttamente adempiuto l’obbligo informativo dell’ente somministrante nei confronti dell’utente finale.

Dunque, in virtù di tale pronuncia, il gestore deve consentire all’utente di avere preventiva contezza dell’anomalia nel consumo, in modo  da potersi attivare al fine di evitare l’ulteriore aggravio del danno provocato dall’eventuale perdita occulta.

La Corte di Cassazione, sotto altro e diverso profilo, stabilisce, altresì, che la mancata diligenza dell’utente, che non ha, a sua volta, verificato il regolare funzionamento dell’impianto e del contatore e non ha provveduto alla cosiddetta “autolettura”, non esclude, di per sé, la sussistenza dell’inadempimento dell’azienda somministrante al proprio e distinto obbligo di segnalazione dei consumi anomali.

Pertanto, i giudici di legittimità affermano che la società che ha in gestione il servizio idrico integrato deve preventivamente informare l’utente della presenza di consumi anomali, al fine di evitare l’ulteriore aggravio della propria posizione. Il venir meno dell’obbligo di informazione implica in capo al gestore il dovere di risarcire il danno in favore del proprio utente.

Avv. Francesca Di Chiacchio