DIVERSAMENTE ABILI, UGUALMENTE CITTADINI

Non si sceglie la propria disabilità, ma si può scegliere di lottare per un’uguaglianza sostanziale per tutti i cittadini

L’Art. 2 della Costituzione dispone che: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo

[…] e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”

L’art. 3 recita, inoltre: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Alla luce delle disposizioni costituzionali appena enunciate, i diritti dei disabili necessitano di tutela nel vivere quotidiano. Purtroppo -spesso-, la categoria dei disabili è invisibile alla maggioranza, ultima tra le priorità, pur sussistendo un ampio bagaglio normativo posto a sua garanzia e tutela.

Si pensi al Decreto semplificazioni (D.L. n. 76/2020, conv. L. 120/2020), contenente diverse disposizioni che riguardano la materia della disabilità e il criterio di abbattimento delle barriere architettoniche.

Le condizioni di handicap fisico in cui versa il condomino, ad esempio, tali da renderlo non autosufficiente e costretto a muoversi con l’ausilio di mezzi di supporto, impongono di coniugare il concetto di normale tollerabilità con il principio di solidarietà (Art. 2 Cost.) e di funzione sociale della proprietà (Art. 42 Cost.), con conseguente adeguato bilanciamento tra il maggior sacrificio, riferibile al soggetto disabile, impedito nell’utilizzazione delle scale condominiali, e il rispetto alla limitazione di godimento delle parti comuni ai singoli condomini dall’installazione dell’ascensore. Ad esempio, l’art. 10 prevede che all’eliminazione delle barriere architettoniche di cui alla legge n. 13/89 possa provvedervi il singolo condomino a proprie spese.

Capita spesso, infatti, che in assemblea condominiale non si raggiunga la maggioranza necessaria dei votanti per decidere sull’installazione di un ascensore a uso di persona disabile e che, pertanto, la procedura si blocchi. Ebbene, con l’intervento normativo in parola la procedura per l’abbattimento delle barriere architettoniche è diventato molto più semplice, permettendo che si possa procedere con l’installazione a proprie spese dell’ascensore purché gli interventi non mettano a rischio la stabilità o la sicurezza dell’edificio. Invero, l’art. 10, comma 3 della L. n. 120/2020 dispone che: “Per la loro realizzazione resta fermo unicamente il divieto di innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, di cui al quarto comma dell’articolo 1120 del codice civile”. Infine, è da sapere che dal 1° gennaio 2021, contribuiscono alla detrazione al 110% anche le spese per l’installazione di ascensori e montacarichi per favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravità. La strada per la completa tutela è purtroppo ancora lunga.

Non si sceglie la propria disabilità, ma si può scegliere di lottare per un’uguaglianza sostanziale per tutti i cittadini.

Avv. Francesca Di Chiacchio

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