settembre 2021

gas

Energia: il Governo sterilizza, gli aumenti. Necessarie misure strutturali ma più eque, queste le richieste di Federconsumatori

Energia: il Governo sterilizza, per ora, gli aumenti.

Urgenti misure strutturali ma più eque, che prevedano una tassazione progressiva e una decisa spinta verso la transizione.

 

Come preannunciato il Governo ha preso delle misure per contrastare gli spropositati aumenti dell’energia elettrica e del gas in arrivo con l’autunno.

In assenza di questi provvedimenti, come aveva già stimato l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, le ricadute dirette per le famiglie sarebbero state di +110 Euro annui per l’energia elettrica e +281 Euro annui per il gas.

Rincari scongiurati da interventi a tutto campo, che spaziano dalla sterilizzazione degli oneri di sistema alla riduzione dell’IVA al 5% sul gas, all’aumento degli sconti per chi ha diritto al bonus energia, gas e idrico.

Ammontano a 3,4 miliardi in tutto i fondi messi a disposizione del Governo per arginare un fenomeno che, però, non rappresenta solo un’emergenza passeggera, ma con cui dovremo fare i conti negli anni a venire.

Solo il 20% degli aumenti è dovuto al maggior costo a cui le imprese devono far fronte per i permessi ETS per l’emissione di CO2 (sistema di scambio di quote di emissione dell’Unione Europea –EU Emissions Trading System-, anche noto con l’acronimo EU ETS). Il restante 80% circa dei rincari è dovuto a un aumento dei costi della materia prima, sulla spinta della riduzione di esportazioni di gas dalla Russia, della minore produzione di energia eolica nel Nord Europa e della forte crescita della domanda a livello internazionale soprattutto dalla Cina.

Questa analisi svela in tutta la sua contraddittorietà le misure adottate dal Governo che stanzia sussidi generalizzati e indiscriminati, per l’energia da fonti non rinnovabili.

È vero che si interviene sui bonus, ampliando lo sconto per i nuclei che si trovano in maggiore difficoltà, ma il meccanismo per la sterilizzazione degli oneri di sistema agirà su tutti: i redditi più elevati, anzi, avendo consumi maggiori di energia, beneficeranno più degli altri di tale misura.

Perciò il Governo deve superare misure emergenziali e operare in modo strutturale con misure mirate, che contrastino la povertà energetica e gli aumenti per le fasce più deboli, senza frenare la transizione.

In tal senso è fondamentale, a nostro avviso:

  • Attuare una rimodulazione e riforma degli oneri di sistema e delle accise sui carburanti. In tal senso è fondamentale eliminare dagli oneri di sistema le voci obsolete e ingiustificate (ad esempio quella che prevede il sostegno dei regimi tariffari speciali per il servizio ferroviario). Inoltre è necessario applicare l’IVA solo sui costi della materia prima e non su importi già comprensivi di altre tasse.
  • Spostare alcuni incentivi (a partire da quello per le energie rinnovabili definito dalla componente Asos -è la componente della spesa per oneri di sistema destinata a coprire gli oneri generali relativi al sostegno delle energie da fonti rinnovabili e alla cogenerazione-) sulla fiscalità generale.
  • Istituire l’albo dei venditori autorizzati ad operare nel settore dell’energia in base a parametri che prendano in considerazione non solo solidità e correttezza e soprattutto il loro impegno nel campo dell’energia sostenibile.
  • Disporre una sospensione, in questa delicata fase, dei distacchi per morosità.
  • Avviare politiche di sistema che puntino ad affermare, in maniera più decisa e determinata, la transizione nel nostro Paese fine mercato, a partire, in vista dell’abolizione del mercato tutelato, dal ruolo dell’Acquirente Unico, che dovrà poter continuare ad acquistare energia verde per la pubblica amministrazione.
  • Definire una politica degli acquisti coordinata e gestita a livello europeo, per un approvvigionamento delle risorse più vantaggioso per gli stati membri.

Dentix imm

Dentix, Federconsumatori chiede più tutele per i pazienti delle cliniche odontoiatriche

L’Antitrust ha sanzionato Dentix per 1 milione di euro,

Federconsumatori: “Inspiegabilmente la XI Commissione del Senato boccia l’emendamento volto a tutelare i cittadini che si rivolgono alle cliniche odontoiatriche”

L’Antitrust si è recentemente pronunciata in merito alla vicenda Dentixsanzionando la società per 1 milione di euro per “condotte e omissioni idonee a fornire una rappresentazione ingannevole dei servizi offerti e a privare i consumatori dell’assistenza post-vendita, frapponendo ostacoli all’esercizio dei diritti contrattuali dei pazienti”.

Federconsumatori ha accolto con soddisfazione la decisione dell’Autorità, avendo assistito, in tutta Italia, migliaia di cittadini coinvolti nella vicenda e avendo segnalato all’AGCM, attraverso le sue strutture dell’Emilia Romagna e di Perugia, le gravi pratiche messe in atto dall’azienda.

“Ma a pochi giorni di distanza da questo importante pronunciamento è arrivata invece, dalla XI Commissione del Senato, una grave bocciatura dell’emendamento che avrebbe introdotto una maggior tutela per i cittadini nell’ambito delle cure odontoiatriche. – Afferma Federconsumatori. – Una scelta a nostro avviso poco lungimirante, soprattutto alla luce dei ripetuti fallimenti di cliniche per le cure odontoiatriche, che da un giorno all’altro hanno chiuso i battenti lasciando i cittadini senza cure, ma con ingenti debiti”.

Le richieste di Federconsumatori

L’associazione ritiene, dunque, “urgente e doverosa una presa di posizione chiara e determinata da parte del legislatore, per definire una più attenta verifica in materia di accreditamento delle aziende autorizzate ad operare nel settore  e sanitario; per implementare le cure odontoiatriche pubbliche; per l’adozione di una normativa più stringente che preveda forme di rimborso ai cittadini e di penalizzazione a carico delle società che non operano correttamente”.

“In relazione ai contratti di finanziamento sottoscritti per sostenere le spese delle cure presso tali cliniche, solo Cofidis rimane nel mirino dell’Autorità per l’adempimento degli obblighi assunti – prosegue. – Quello che è avvenuto con Dentix, e ancor prima con Ideasorriso, mettono in evidenza, invece, quanto sia urgente che le società finanziarie rendano più sollecite e fluide le pratiche per la risoluzione del contratto e il rimborso dei cittadini di quanto versato e non dovuto in caso di mancata prestazione.

“Nonostante siamo riusciti a raggiungere intese per il rimborso degli utenti, infatti, sono stati non pochi le criticità e gli ostacoli incontrati”, conclude.

Fonte: Help Consumatori 24 settembre

What do you want to do ?

New mail

integratori26

Richiamati integratori alimentari

Il Ministero della Salute ha comunicato il richiamo di un lotto dell’integratore alimentare Lenicol 36 capsule, prodotto dalla Comple.med, per la presenza di ossido di etilene nel prodotto.

Il lotto interessato dal richiamo è il numero 5962 con data di scadenza 1/2023.

A causa della presenza di ossido di etilene in uno degli ingredienti, anche la Coop ha comunicato il ritiro dal commercio di quattro lotti dell’integratore alimentare Fortifit Muscoli e Ossa Mirtilli 7 bustine (147 g – bustine 21 g) prodotto dalla Nutricia.

Nello specifico, i lotti interessati dal richiamo sono il n. MU383, il n. MU384, il n. MU384, il n. MU385D, tutti con data di scadenza 17 Febbraio 2023.

 

Sempre sul sito web del Ministero della Salute è stata pubblicata una nota di richiamo relativa alle confezioni dell’integratore Polase Difesa Inverno da 14 e 28 bustine appartenenti ai lotti DT256, GU238 e GU239, commercializzate dalla GSK Consumer Healthcare s.r.l. e prodotte dalla S.I.I.T. s.r.l. nello stabilimento di via Ariosto a Trezzano sul Naviglio (Milano). Le confezioni coinvolte riportano le date di scadenza aprile 2023 e giugno 2023.

Il provvedimento è stato adottato in via precauzionale a causa della possibile presenza nell’integratore di ossido di etilene in quantità superiori rispetto a quelle consentite dalla normativa vigente.

Si raccomanda a coloro i quali abbiano acquistato una o più confezioni appartenenti al lotto coinvolto di non consumare il prodotto e di restituirlo al punto vendita di riferimento. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi al numero verde 800931556 o scrivere all’indirizzo mail it.servizio-consumatori@gsk.com

gas-2

Aumenti energia: Queste le richieste di FEDERCONSUMATORI al Governo

L’andamento dei prezzi all’ingrosso dell’energia spinge in alto i prezzi di Luce e Gas tanto da preoccupare notevolmente le famiglie italiane.

Le nostre bollette però non vedono solo la presenza delle voci dell’energia consumata e/o comunque correlate a queste, molte altre se ne aggiungono facendo arrivare il peso dell’energia a valori tra il 30/40 % del costo complessivo che l’Utente va a pagare.

La Federconsumatori da anni chiede che sia rivista la tassazione che grava sull’energia consumata dalle famiglie e che gli oneri impropri che gravano sulle bollette siano esclusi.

In questo particolare periodo, che vede preannunciarsi un aumento particolarmente pesante, soprattutto della bolletta gas, ma anche della luce elettrica visto che molta parte della energia distribuita in Italia è prodotta utilizzando gas, la Federconsumatori avanza al Governo richieste precise:

  • Operi una urgente riforma della tassazione sull’energia, rimodulando oneri di sistema, accise e applicando l’IVA solo sui costi della materia prima e non su importi già comprensivi di altre tasse.
  • Istituisca l’albo dei venditori autorizzati ad operare nel settore dell’energia in base a parametri che prendano in considerazione non solo la solidità e la correttezza e soprattutto il loro impegno nel campo dell’energia sostenibile.
  • Utilizzare, come già proposte recentemente dal Presidente Arera, i proventi delle aste dei permessi di emissione CO2 per calmierare i prezzi. (Per tali voci, solo nel secondo trimestre, l’Italia ha ricavato 719 milioni di Euro)
  • Avviare delle politiche di sistema che puntino ad affermare la transizione nel nostro Paese senza creare inutili contrapposizioni tra chi promuove la sostenibilità e chi denuncia la grave emergenza sociale e l’avanzare della povertà energetica.
Ugualmente abili

DIVERSAMENTE ABILI, UGUALMENTE CITTADINI

Non si sceglie la propria disabilità, ma si può scegliere di lottare per un’uguaglianza sostanziale per tutti i cittadini

L’Art. 2 della Costituzione dispone che: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo

[…] e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”

L’art. 3 recita, inoltre: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Alla luce delle disposizioni costituzionali appena enunciate, i diritti dei disabili necessitano di tutela nel vivere quotidiano. Purtroppo -spesso-, la categoria dei disabili è invisibile alla maggioranza, ultima tra le priorità, pur sussistendo un ampio bagaglio normativo posto a sua garanzia e tutela.

Si pensi al Decreto semplificazioni (D.L. n. 76/2020, conv. L. 120/2020), contenente diverse disposizioni che riguardano la materia della disabilità e il criterio di abbattimento delle barriere architettoniche.

Le condizioni di handicap fisico in cui versa il condomino, ad esempio, tali da renderlo non autosufficiente e costretto a muoversi con l’ausilio di mezzi di supporto, impongono di coniugare il concetto di normale tollerabilità con il principio di solidarietà (Art. 2 Cost.) e di funzione sociale della proprietà (Art. 42 Cost.), con conseguente adeguato bilanciamento tra il maggior sacrificio, riferibile al soggetto disabile, impedito nell’utilizzazione delle scale condominiali, e il rispetto alla limitazione di godimento delle parti comuni ai singoli condomini dall’installazione dell’ascensore. Ad esempio, l’art. 10 prevede che all’eliminazione delle barriere architettoniche di cui alla legge n. 13/89 possa provvedervi il singolo condomino a proprie spese.

Capita spesso, infatti, che in assemblea condominiale non si raggiunga la maggioranza necessaria dei votanti per decidere sull’installazione di un ascensore a uso di persona disabile e che, pertanto, la procedura si blocchi. Ebbene, con l’intervento normativo in parola la procedura per l’abbattimento delle barriere architettoniche è diventato molto più semplice, permettendo che si possa procedere con l’installazione a proprie spese dell’ascensore purché gli interventi non mettano a rischio la stabilità o la sicurezza dell’edificio. Invero, l’art. 10, comma 3 della L. n. 120/2020 dispone che: “Per la loro realizzazione resta fermo unicamente il divieto di innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, di cui al quarto comma dell’articolo 1120 del codice civile”. Infine, è da sapere che dal 1° gennaio 2021, contribuiscono alla detrazione al 110% anche le spese per l’installazione di ascensori e montacarichi per favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravità. La strada per la completa tutela è purtroppo ancora lunga.

Non si sceglie la propria disabilità, ma si può scegliere di lottare per un’uguaglianza sostanziale per tutti i cittadini.

Avv. Francesca Di Chiacchio

What do you want to do ?

New mail