ottobre 2019

Agenzia entrate riscossione

Agenzia delle Entrate segnala email truffa “raccomandata digitale”: è phishing

Attenzione alle email truffa con avviso di “raccomandata digitale”: è un tentativo di phishing. La denuncia viene direttamente dall’Agenzia delle entrate-Riscossione.

Sono in corso, spiega l’Agenzia in una nota, tentativi di truffa via email che, dietro la comunicazione dell’arrivo di una “raccomandata digitale”, invitano a cliccare su un link per accedere al documento o a inserire dei codici.

«Si tratta di un tentativo di phishing finalizzato al furto di dati personali e delle credenziali bancarie», dice l’Agenzia.

Queste email truffa, prosegue, hanno come oggetto  “Agenzia delle entrate-Riscossione” e sono relative a presunti documenti esattoriali, di cui è indicato un falso numero di riferimento, da visionare o estrarre collegandosi al link “Accedi Documento”. Cliccando sul link compare anche il logo istituzionale di Agenzia delle entrate-Riscossione, cosa che rende più credibile la truffa.

L’Agenzia, precisa una nota, «è completamente estranea all’invio di tali comunicazioni e raccomanda di non cliccare sui collegamenti presenti e, soprattutto, di non fornire i propri documenti e dati personali nella pagina web indicata nella email, eliminandola in via definitiva dalla propria casella di posta elettronica».

Fonte: Help consumatori

Fatturazione 28 giorni

La storia senza fine delle bollette a 28 giorni e della restituzione dei giorni erosi

Bollette a 28 giorni, prosegue la saga. I rimborsi dovrebbero essere automatici ma le compagnie telefoniche continuano a chiedere ai clienti di presentare una richiesta

PRESA DI POSIZIONE DELLA FEDERCONSUMATORI

I rimborsi per le bollette a 28 giorni colpiscono di nuovo. Una never ending story, una storia senza fine, quella che riguarda la vicenda delle compensazioni che le aziende di telefonia devono ai consumatori per le bollette a 28 giorni e i giorni “erosi in bolletta”.

Dovrebbero essere automatici, lo ha stabilito anche il Consiglio di Stato, ma le compagnie continuano a chiedere ai clienti di presentare richiesta – via email, telefono, sito web o quant’altro. Lo denunciano le associazioni dei consumatori che da tempo stanno seguendo il caso. Commenta Federconsumatori: «la vicenda si è ormai trascinata oltre ogni ragionevole ed accettabile tempo di attesa».

La saga della fatturazione a 28 giorni, spiega l’associazione, sembrava in via di risoluzione con il pronunciamento con cui, nel luglio scorso, il Consiglio di Stato ha confermato l’automatismo dei rimborsi stabilito dall’Agcom per Fastweb, Vodafone e WindTre.

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e commerce

E-commerce, l’Antitrust multa tre società per oltre 500 mila euro

L’Antitrust sanziona per 515 mila euro totali tre società attive nell’e-commerce per offerta di prodotti non disponibili, mancata consegna della merce, ostacolo al rimborso

E-commerce sotto i riflettori dell’Antitrust. L’Autorità ha infatti concluso tre procedimenti istruttori nei confronti di società attive nel commercio elettronico e ha deciso sanzioni complessive per 515 mila euro. Il motivo: offerta online di prodotti non disponibili, mancata consegna della merce comprata, ostacolo al rimborso.

Le società coinvolte, operanti nella vendita online di apparecchiature elettroniche per telecomunicazioni e di altri componenti attraverso i rispettivi siti aziendali sono: Tecnotrade S.r.l.s. (www.tecnotradeshop.it.) multata per 65 mila euro; HP Group S.r.l. (www.plazalo.com) sanzionata per 200 mila euro e Tiger Group S.r.l. (https://www.tigershop.it) nei confronti della quale la sanzione è di 250 mila euro.

E-commerce, i motivi delle sanzioni

I tre procedimenti istruttori hanno consentito di accertare, informa l’Antitrust, che «gli operatori offrivano on line prodotti che non erano disponibili, non procedevano a consegnare ai consumatori la merce da questi acquistata, né restituivano le somme versate nonostante i reiterati reclami e gli annullamenti degli ordini da parte dei consumatori».

L’intervento dell’Autorità si inquadra in un filone più ampio volto ad assicurare il corretto sviluppo dell’e-commerce, anche attraverso la repressione di fenomeni quali la mancata consegna della merce ordinata e regolarmente pagata dai consumatori, l’ostacolo al rimborso e la divulgazione di informazioni fuorvianti in merito al reale stato degli ordini di acquisto.

Fonte: Help consumatori