Attualità

Ferie estive

Federconsumatori Abruzzo: Chiusura sportelli mese di agosto

AVVISO agli UTENTI

Gli sportelli della Federconsumatori Abruzzo osserveranno un periodo di chiusura estiva dal 1° agosto e riapriranno il 2 settembre.

Per ogni urgenza è possibile cercare una soluzione telefonando al cell presente su ogni sede andando sul link:

www.federconsumatoriabruzzo.it/sportelli/

Buone vacanze

magrì arreda

Magrì Arreda: ritardi e mancate consegne.

 

Invitiamo i cittadini coinvolti a rivolgersi agli sportelli della Federconsumatori.

Molti cittadini ci stanno segnalando in questi giorni la mancata consegna di mobili e arredi da parte dell’azienda Magrì Arreda.

Memori della recente vicenda di Mercatone Uno, i consumatori sono preoccupati di incorrere in un caso simile.

Al momento non sembrerebbe sia in atto una procedura di fallimento, ma è comunque consigliabile prestare la massima attenzione negli acquisti presso l’azienda.

Invitiamo in ogni caso tutti i cittadini che avessero versato acconti senza ricevere la merce a rivolgersi ai nostri sportelli, presenti su tutto il territorio regionale http://www.federconsumatoriabruzzo.it/sportelli/ , per avviare tutte le tutele del caso.

 

 

Saldi estivi

Saldi: I consiglio di Federconsumatori sia per chi acquista in negozio che per acquisti online.

Sono già iniziati in alcune regioni, in Abruzzo i saldi estivi 2019 prenderanno avvio sabato 6 luglio e proseguiranno per 60 giorni. Un appuntamento che molti cittadini aspettano con ansia, seppure complessivamente, dalle stime effettuate dall’Osservatorio Federconsumatori, emerge che l’andamento delle vendite sarà piuttosto contenuto.

Per chi si appresta ad effettuare acquisti, sia nei negozi fisici che sui portali online, è opportuno seguire alcuni consigli utili per ridurre il rischio di essere truffati, raggirati o di incorrere in finte promozioni che, purtroppo, potrebbero rivelarsi tutto fuorché degli affari.

Prezzi

Lo sconto deve essere espresso in percentuale e sul cartellino deve essere indicato anche il prezzo normale di vendita (art. 15 D.Lgs. n. 114/98). I prodotti in saldo dovrebbero essere ben separati da quelli non scontati al fine di evitare la possibile confusione con quelli non in saldo.

Il venditore è tenuto ad applicare lo sconto dichiarato: se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato, sarà bene comunicarlo al negoziante e non esitare, in caso di difficoltà, a contattare la Polizia Municipale.

I negozianti convenzionati con una carta di credito sono tenuti ad accettarla anche nel periodo dei saldi. Se si rifiutano, o richiedono per l’utilizzo un prezzo più elevato, sarà bene rappresentarlo alla società che ha emesso la carta.

È sempre opportuno verificare il prezzo dei prodotti che si intendono acquistare prima dell’avvio delle offerte e, se possibile, fotografare la cifra con il cellulare, in modo tale da ottenere una prova del prezzo di partenza e valutare la reale entità dello sconto.

È consigliabile non fermarsi al primo negozio che si incontra, ma confrontare i prezzi applicati in diversi punti vendita così da evitare truffe.

I negozi che non espongono la merce e quelli che applicano sconti eccessivi, pari o superiori al 60% (un onesto prezzo a saldo si attesta attorno al 40%) potrebbero nascondere dei tentativi di truffa. È meglio, quindi, non acquistare in negozi che non espongono il vecchio prezzo, la percentuale dello sconto ed il nuovo prezzo.

Molti negozi potrebbero non disporre più di alcune taglie o di alcuni capi perché hanno già effettuato vendite promozionali denominate pre-saldi, riservate spesso alla clientela più fedele: dei saldi a tutti gli effetti, mascherati dietro a vendite promozionali.

Prove e Cambi

Consentire la prova dei capi non è un obbligo, ma è rimesso alla discrezionalità del negoziante. Quando è possibile, sempre meglio provare l’articolo scelto, ricordando che, in assenza di difetti, la possibilità di cambiare il capo o il prodotto non è imposta dalla legge, né durante i saldi né durante le vendite normali, ma è anch’essa rimessa alla discrezionalità del commerciante. Se si è incerti sull’acquisto sarà utile chiedere al negoziante se è possibile effettuare un cambio e il limite di tempo per farlo.

Non acquistare i capi d’abbigliamento che non abbiano, oltre all’etichetta di composizione, anche quella di manutenzione: eviterai incidenti durante la pulitura.

Online

A differenza del negozio fisico, in Internet non è possibile leggere tutte le informazioni presenti in etichetta, ma solo alcune e per determinati prodotti. Attenzione, quindi, che le descrizioni siano complete ed esaustive di tutte le informazioni necessarie per capire la qualità di quello che stai acquistando. Anche le immagini dei prodotti non devono lasciar dubbi al consumatore che acquista online. Le foto devono essere di buona qualità e inquadrare il prodotto nel suo complesso.

È possibile acquistare online direttamente dal sito dell’azienda (se questa opzione è prevista) oppure su siti web di intermediari digitando il nome del prodotto sul motore di ricerca. In quest’ultimo caso, è necessario verificare da chi si sta effettivamente acquistando e da chi proviene il prodotto.

Ci sono 14 giorni di tempo dalla consegna del prodotto per ripensarci e restituire quanto acquistato online. Questo è quanto stabilito dal Codice del Consumo, ma è bene ricordare che ci sono delle eccezioni: verificare sempre sul sito le indicazioni del venditore sul diritto di recesso.

Sono tanti i modi per pagare online, dalle carte di credito ai bonifici: l’importante è farlo in sicurezza. Usa una connessione protetta, verifica che l’indirizzo web inizi per HTTPS (e non HTTP) e accertati sempre che durante la transazione in basso a destra della finestra compaia l’immagine di un lucchetto.

È bene controllare sempre che sul sito sia presente l’informativa dedicata alla privacy, obbligatoria per i venditori e-commerce, con le modalità di trattamento e l’eventuale trasmissione a terzi delle informazioni personali.

Garanzie

È opportuno conservare sempre lo scontrino, perché se un difetto si palesa dopo l’acquisto, anche nel periodo dei saldi la legge garantisce all’acquirente il diritto di cambiare la merce difettosa. Il D.Lgs. n. 24/2002 ha infatti introdotto alcuni articoli poi inseriti nel Codice del Consumo, in base ai quali ogni bene acquistato da un consumatore per uso proprio e della propria famiglia, gode di una garanzia piena ed assoluta di due anni, e di almeno un anno quando si tratta di un bene usato.

Obbligato per legge a fornire questa garanzia è il venditore. Il negoziante è quindi obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se non è possibile la sostituzione, il cliente avrà diritto di scegliere se richiedere la riparazione del bene senza alcuna spesa accessoria, una riduzione proporzionale del prezzo o addirittura la risoluzione del contratto. Ovviamente il rimedio scelto non deve essere oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso per il venditore.

La garanzia si può far valere entro due anni dall’acquisto, occorre quindi non solo conservare gli scontrini ma anche prestare attenzione a quelli di carta chimica, che sbiadiscono dopo qualche mese, eventualmente fotocopiandoli per poterli esibire al momento opportuno. La garanzia copre qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene o insorto nei 24 mesi successivi, il che vuol dire che il venditore deve porre rimedio a qualunque difetto, sorto nei primi due anni di vita del bene, che non lo renda più idoneo all’uso per cui era stato acquistato.

Il venditore ha l’obbligo di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita, ovvero beni conformi alle descrizioni rilasciate, in caso contrario si potrà chiedere il rimborso della spesa sostenuta. Anche la pubblicità è considerata una dichiarazione efficace ai sensi di questa normativa, e quindi anche una promessa fatta attraverso di essa e non corrispondente alla realtà, potrà essere fronte di problemi per i venditori.

Le garanzie convenzionali, ovvero gli impegni che vengono offerti solitamente dal produttore, costituiscono un vincolo per chi li offre, ma non possono sostituire assolutamente la garanzia del venditore. Gli interventi devono essere richiesti dal consumatore direttamente al venditore per evitare ogni possibile confusione, sarà poi il venditore, nel caso il difetto sia anche coperto dalla garanzia convenzionale, ad indirizzare il consumatore ai servizi di assistenza del produttore. Come forma di tutela, dopo aver segnalato il difetto entro i sessanta giorni previsti, potrà essere utile fare una nuova segnalazione al venditore, con lettera raccomandata A/R con ricevuta di ritorno, per ribadire il difetto di conformità, elencando minuziosamente il problema insorto e la richiesta (ripristino delle condizioni del bene, riduzione del prezzo, risoluzione del contratto).

Nel caso in cui il negoziante dimostri di non voler adempiere ai propri doveri o il centro assistenza del produttore richieda il pagamento delle riparazioni sostenendo che la garanzia non copre il difetto riscontrato, ma non sia in grado di dimostrare opportunamente le proprie dichiarazioni, ci si potrà rivolgere al Giudice di Pace del Tribunale più vicino, o chiedere consiglio ad uno degli sportelli della Federconsumatori presenti sul territorio, per risolvere il problema.

Puoi cercare sedi ed orari degli sportelli di Federconsumatori Abruzzo sul link: www.federconsumatoriabruzzo.it/sportelli/

 

 

pampers

Marketing, Garante Privacy: no a raccolta punti “acchiappa consensi”

Per poter partecipare ad un programma di raccolta punti e usufruire così di piccoli vantaggi il cliente non deve essere obbligato ad esprimere il consenso a ricevere pubblicità. Il principio è stato ribadito dal Garante privacy che ha vietato a una nota marca di pannolini l’ulteriore trattamento per finalità promozionali dei dati di oltre un milione e mezzo di persone, acquisiti in modo illecito mediante il form “raccolta punti” del sito della società. È quanto si legge nella newsletter del Garante per la protezione dei dati personali.

Dagli accertamenti svolti dal Garante in collaborazione con il Nucleo speciale privacy della guardia di finanza, a seguito di una segnalazione, è emerso che solo nei primi due mesi del 2018 erano state inviate newsletter promozionali a circa un milione di indirizzi e-mail raccolti e utilizzati senza un valido consenso. Nel provvedimento, che riguarda la raccolta punti fatta sul sito della Pampers, il Garante “vieta il trattamento, per finalità promozionali e statistiche, dei dati personali raccolti mediante il sito www.pampers.it, in assenza di un consenso, degli interessati, libero e specifico per tali distinte finalità, oltre che informato e documentato; ingiunge – qualora la Società intenda effettuare trattamenti per le finalità sopra descritte (promozionali e statistiche) e non abbia già autonomamente provveduto – di riformulare il form di raccolta dei dati del sito www.pampers.it affinché venga acquisito dagli utenti un consenso, oltre che informato e documentato, anche libero, specifico e chiaramente formulato con riferimento a tali distinte finalità”.

“Ai clienti interessati alla raccolta punti, infatti, non veniva data la possibilità, come richiesto dalla normativa, di esprimere un consenso libero e specifico per le singole finalità di trattamento che la società intendeva svolgere, tra le quali vi era appunto l’attività promozionale – si legge nella newsletter – Per poter completare la registrazione e aderire al programma di fidelizzazione i clienti erano invece obbligati a rilasciare due consensi generici, uno per la società e uno per i marchi collegati”. Il Garante ha ingiunto alla società, qualora intenda svolgere attività promozionali, di modificare il form di raccolta dati presente sul sito, affinché gli utenti possano esprimere un consenso libero e informato per tale finalità.

Per i trattamenti illeciti è stata applicata una sanzione amministrativa che la società ha già pagato.

Fonte: Help consumatori

 

Mercatone 1

Mercatone Uno: il Ministero dello Sviluppo Economico prosegue senza ascoltare la voce dei cittadini.

Urgente un incontro per definire le misure di tutela per i clienti

che hanno pagato senza ricevere i beni.


Non è bastata la richiesta rivolta dalla Federconsumatori al Ministero dello Sviluppo Economico, non è bastato nemmeno estendere tale richiesta da parte del CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti) e di tutte le Associazioni dei Consumatori: il Ministero ancora non ha preso minimamente in considerazione il fatto che nella vicenda Mercatone Uno non sono coinvolti solo i lavoratori, per i quali giustamente sta disponendo le dovute tutele, ma sono coinvolti anche migliaia di cittadini.

Persone che hanno versato acconti, oppure hanno pagato integralmente dei beni senza mai riceverli. Persone che non hanno alcun ruolo né colpa nella crisi aziendale e proprio per questo non possono pagarne le conseguenze. Anche per loro è necessario ed urgente predisporre delle misure tese a garantirne i diritti.

Per questo ci troviamo a sollecitare, per l’ennesima volta, il Ministero affinché predisponga un incontro dedicato ai clienti, aprendosi ad una discussione sulle procedure di rimborso o di garanzia della consegna delle merci acquistate.

Non ascoltare la voce dei cittadini significherebbe tradire le numerose promesse fatte in campagna elettorale, mostrando così il volto di un Governo quanto mai lontano e sordo alle esigenze dei consumatori.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

banche fallite

Banche: nel Decreto legge Crescita finalmente inserite le norme sui rimborsi ai risparmiatori

La Federconsumatori è a disposizione per ogni informazione e risoluzione di qualsiasi dubbio-

Con il Dl Crescita sembrerebbe scritta l’ultima parola sulla vicenda dei rimborsi per i risparmiatori: è attesa per lunedì la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

È confermato il doppio binario per l’ottenimento dei rimborsi: saranno «automatici», previo esame dei requisiti, per le persone fisiche con redditi 2018 fino a 35mila euro o patrimoni mobiliari per cui il tetto sembrerebbe esser stato innalzato fino a 200mila euro. Tutti gli altri dovranno accedere all’arbitrato, secondo una procedura facilitata.

La soluzione del doppio binario incontra il nostro accordo, in quanto si trova in linea con le proposte avanzate fin dal primo momento dalla Federconsumatori. In realtà avevamo anche chiesto di prevedere un canale preferenziale e un maggiore rimborso per i risparmiatori in maggiore difficoltà, privilegiando i soggetti in condizione di disagio economico e coloro che sono stati costretti a sottoscrivere azioni baciate, ma il Governo non ha seguito questa strada. Ci riserviamo pertanto di continuare le nostre iniziative su questo versante.

L’annunciato innalzamento del tetto a 200 mila euro potrebbe porre inoltre problemi di copertura del fondo e di equità nella distribuzione delle risorse, in quanto saranno penalizzati i soggetti più deboli.

Adesso si tratta di procedere immediatamente al voto del decreto in cui si dovranno definire la tipizzazione delle situazioni, la modalità e la documentazione per accedere realmente al rimborso. I risparmiatori hanno già atteso molto e non sono giustificabili ulteriori ritardi.

Una volta sancite le regole, i risparmiatori avranno 180 giorni per avanzare domanda.

La Federconsumatori, come sempre, è già a disposizione dei risparmiatori per ogni informazione e risoluzione di qualsiasi dubbio che dovesse insorgere all’indomani dell’avvio delle procedure che daranno avvio ai rimborsi. Ovviamente vigileremo affinché non si verifichino ulteriori ritardi o intralci che ostacolino il dovuto rimborso ai risparmiatori truffati.

unar

#diversipercheunici, Unar: da lunedì 18 marzo la Settimana contro il razzismo

Diversi perché unici. La locandina è pronta, l’hashtag per la campagna social e per raggiungere i più giovani anche. Da lunedì 18 marzo parte la Settimana di azione contro il razzismo, la campagna dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) – Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un’iniziativa di sensibilizzazione giunta ormai alla quindicesima edizione e in calendario fino al 24 marzo, che cade in occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali del 21 marzo.

Continua a leggere»

Adempimenti legge 4 agosto 2017 n. 124, pubblicazione contributi.

In applicazione della Legge 4 agosto 2017 n. 124, la Federconsumatori Abruzzo informa che nel corso dell’anno 2018 ha ricevuto un contributo (MAND.0015630 del 25/07/2018) di € 9.962,26 a saldo del contributo assegnato alla stessa Associazione nel 2017 per la realizzazione del progetto denominato: “Informazione, assistenza ed educazione al consumo“;

il progetto si è realizzato attraverso l’organizzazione di incontri in ogni Provincia d’Abruzzo con l’obiettivo di informare l’utenza dei servizi idrici, elettrici e gas, far conoscere i meccanismi di tariffazione dei servizi stessi e quindi consentire agli utenti di valutare l’appropriatezza delle proposte che vengono quotidianamente presentate dalle società che gestiscono i diversi servizi.

 

non autosufficienza

FONDO NAZIONALE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA 2019 — COMUNE DI PESCARA AVVISO PUBBLICO PER L’INDIVIDUAZIONE DEI BENEFICIARI

Il Comune di Pescara, nella programmazione degli interventi finanziati con il Fondo Nazionale Non Autosufficienza- annualità 2019, ha previsto per i residenti nel proprio territorio, la realizzazione di attività in favore di persone non autosufficienti in condizione di disabilità grave e gravissima.

Gli interventi sono finalizzati a facilitare la piena integrazione della persona non autosufficiente in ogni contesto della vita, a valorizzare ed implementare la domiciliarità ed ad alleviare l’impegno quotidiano dei nuclei familiari.

I termini per la presentazione delle domande scadranno improrogabilmente alle ore 13 del 20 febbraio 2019.

Ogni informazione potrà essere assunta presso il Segretariato sociale del Comune i Pescara nei giorni di lunedì e martedì dalle ore 9,00 alle ore 12,00 oppure sul sito del comune di Pescara direttamente sul link:

http://www.comune.pescara.it/internet/index.php?codice=119&IDbando=502

il testo dell’avviso:

http://www.comune.pescara.it/files/concorsi_avvisi_all/502/individuazione_dei_beneficiari___plna_2019.pdf

 

Canone RAI

Canone tv, la domanda di esonero va fatta entro il 31 gennaio

Scade il 31 gennaio 2019 il tempo per presentare la domanda di non detenzione dell’apparecchio televisivo per essere esonerati dal pagamento del canone per l’intero anno 2019;

può capitare che nonostante si sia inviata la domanda entro i limiti, sulla prima bolletta risulti comunque l’addebito della prima rata del canone, per recuperare quei soldi, è necessario compilare l’apposito modulo, ma, nel caso in cui non si utilizzi l’applicativo web dell’Agenzia delle Entrate, bisogna spedirlo tramite raccomandata (meglio A/R), che può arrivare a costare anche più della metà del rimborso!

Se la domanda di esonero viene presentata dopo il 31 gennaio la esenzione sarà valida per il secondo semestre 2019.

La domanda deve essere ripetuta ogni anno.

Il Modulo di richiesta dell’esonero può essere presentato tramite:

  • l’applicativo web dell’Agenzia delle Entrate che prevede il possesso delle credenziali di accesso telematiche o dell’agenzia o dello SPID
  • i CAF-CGIL
  • gli sportelli postali con raccomandata (meglio A/R), senza busta, all’indirizzo: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. -Sportello abbonamenti tv-Casella Postale 22-10121 Torino.

IMPORTANTE: in quest’ultimo caso allegare anche una copia del proprio documento di identità.