Attualità

bimbo in auto

Seggiolini antiabbandono per bambini: obbligatori dal 7 novembre

Con una circolare del 6 novembre il Ministero dell’Interno sostiene che il mancato uso è già sanzionabile. Ma l’interpretazione fa discutere

Con una circolare diramata ieri, 6 novembre, il Ministero dell’Interno afferma che l’obbligo di dotarsi dei dispositivi anti-abbandono per i bambini fino a 4 anni entra in vigore oggi, 7 novembre (Circolare n. 300/A/9434/19/109/12/3/4/1)

 L’interpretazione ministeriale desta qualche perplessità e potrebbe creare confusione e disagi tra gli automobilisti e gli operatori. Il motivo è legato ad un difetto di coordinamento tra le previsioni della legge 1 ottobre 2018, n. 117, che ha introdotto l’obbligo dei dispostivi, e il relativo decreto di attuazione (Decreto 2 ottobre 2019, n. 122, recante “Regolamento di attuazione dell’articolo 172 del Nuovo codice della strada in materia di dispositivi antiabbandono di bambini di età inferiore a quattro anni”).

La legge n. 117/2018 (art. 1, comma 3) stabilisce, infatti, che le modifiche all’art. 172 del Codice della strada sull’obbligo di dotarsi dei dispositivi anti-abbandono “si applicano decorsi centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2 e comunque a decorrere dal 1° luglio 2019”.

Il termine di 120 giorni è comprensibile; si tratta dei tempi tecnici per consentire alle imprese del settore di produrre e mettere in commercio dispositivi conformi al decreto ministeriale. Ma il decreto in questione, che il Ministero avrebbe dovuto emanare entro dicembre 2018, è stato emanato solo il 2 ottobre 2019, pubblicato il 23 ottobre, ed entra in vigore il 7 novembre.

Fonte: Altalex

Mercatone 1

Mercatone Uno: no alla messa all’asta di quanto giace nei magazzini. I diritti dei clienti vanno rispettati.

Fonti di stampa hanno riportato una notizia che, se vera, sarebbe irragionevole nonché inaccettabile.

Il Curatore fallimentare avrebbe stabilito di procedere alla messa in vendita all’asta di quanto giace nei magazzini delle varie sedi di Mercatone Uno, pur sapendo che molta di quella merce è stata acquistata dai clienti e mai consegnata.

Una decisione che renderebbe vane tutte le azioni che abbiamo sin qui attuato per garantire la consegna dei beni a quanti hanno acquistato e pagato mobili mai consegnati; in primis le insinuazioni al passivo.

Federconsumatori, che in tutta Italia assiste centinaia di clienti Mercatone Uno, metterà in campo ogni iniziativa affinché si garantisca che tutte le parti coinvolte nella vicenda fallimentare trovino giusto ascolto e soprattutto corretta tutela dei propri diritti, primi su tutti i clienti che hanno pagato l’acquisto di beni che non sono mai giunti in loro possesso.

Chiediamo, inoltre, al Governo di convocare un incontro con le Associazioni dei Consumatori per definire gli strumenti di tutela per i cittadini, che in alcuni casi si sono indebitati, e che non solo perdono i loro soldi ma non ricevono quanto acquistato.

Gli sportelli Federconsumatori    http://www.federconsumatoriabruzzo.it/sportelli/      presenti sul territorio sono a disposizione degli interessati per informazioni e chiarimenti.

 

Seggiolino antiabbandono

Seggiolini antiabbandono, ci sono le regole tecniche

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale con le regole tecniche dei seggiolini e dei dispositivi antiabbandono per bambini di età inferiore ai 4 anni;

l’obbligo scatterà centoventi giorni dopo l’entrata in vigore del decreto ministeriale, che sarà vigente dal 7 novembre, quindi l’obbligo, per chi trasporta sulla propria vettura bambini di età inferiore ai 4 anni, sarà dal 6 marzo 2020.

Non serve insomma la corsa all’acquisto.

Continua a leggere»
Agenzia entrate riscossione

Agenzia delle Entrate segnala email truffa “raccomandata digitale”: è phishing

Attenzione alle email truffa con avviso di “raccomandata digitale”: è un tentativo di phishing. La denuncia viene direttamente dall’Agenzia delle entrate-Riscossione.

Sono in corso, spiega l’Agenzia in una nota, tentativi di truffa via email che, dietro la comunicazione dell’arrivo di una “raccomandata digitale”, invitano a cliccare su un link per accedere al documento o a inserire dei codici.

«Si tratta di un tentativo di phishing finalizzato al furto di dati personali e delle credenziali bancarie», dice l’Agenzia.

Queste email truffa, prosegue, hanno come oggetto  “Agenzia delle entrate-Riscossione” e sono relative a presunti documenti esattoriali, di cui è indicato un falso numero di riferimento, da visionare o estrarre collegandosi al link “Accedi Documento”. Cliccando sul link compare anche il logo istituzionale di Agenzia delle entrate-Riscossione, cosa che rende più credibile la truffa.

L’Agenzia, precisa una nota, «è completamente estranea all’invio di tali comunicazioni e raccomanda di non cliccare sui collegamenti presenti e, soprattutto, di non fornire i propri documenti e dati personali nella pagina web indicata nella email, eliminandola in via definitiva dalla propria casella di posta elettronica».

Fonte: Help consumatori

e commerce

E-commerce, l’Antitrust multa tre società per oltre 500 mila euro

L’Antitrust sanziona per 515 mila euro totali tre società attive nell’e-commerce per offerta di prodotti non disponibili, mancata consegna della merce, ostacolo al rimborso

E-commerce sotto i riflettori dell’Antitrust. L’Autorità ha infatti concluso tre procedimenti istruttori nei confronti di società attive nel commercio elettronico e ha deciso sanzioni complessive per 515 mila euro. Il motivo: offerta online di prodotti non disponibili, mancata consegna della merce comprata, ostacolo al rimborso.

Le società coinvolte, operanti nella vendita online di apparecchiature elettroniche per telecomunicazioni e di altri componenti attraverso i rispettivi siti aziendali sono: Tecnotrade S.r.l.s. (www.tecnotradeshop.it.) multata per 65 mila euro; HP Group S.r.l. (www.plazalo.com) sanzionata per 200 mila euro e Tiger Group S.r.l. (https://www.tigershop.it) nei confronti della quale la sanzione è di 250 mila euro.

E-commerce, i motivi delle sanzioni

I tre procedimenti istruttori hanno consentito di accertare, informa l’Antitrust, che «gli operatori offrivano on line prodotti che non erano disponibili, non procedevano a consegnare ai consumatori la merce da questi acquistata, né restituivano le somme versate nonostante i reiterati reclami e gli annullamenti degli ordini da parte dei consumatori».

L’intervento dell’Autorità si inquadra in un filone più ampio volto ad assicurare il corretto sviluppo dell’e-commerce, anche attraverso la repressione di fenomeni quali la mancata consegna della merce ordinata e regolarmente pagata dai consumatori, l’ostacolo al rimborso e la divulgazione di informazioni fuorvianti in merito al reale stato degli ordini di acquisto.

Fonte: Help consumatori

 

Ferie estive

Federconsumatori Abruzzo: Chiusura sportelli mese di agosto

AVVISO agli UTENTI

Gli sportelli della Federconsumatori Abruzzo osserveranno un periodo di chiusura estiva dal 1° agosto e riapriranno il 2 settembre.

Per ogni urgenza è possibile cercare una soluzione telefonando al cell presente su ogni sede andando sul link:

www.federconsumatoriabruzzo.it/sportelli/

Buone vacanze

magrì arreda

Magrì Arreda: ritardi e mancate consegne.

 

Invitiamo i cittadini coinvolti a rivolgersi agli sportelli della Federconsumatori.

Molti cittadini ci stanno segnalando in questi giorni la mancata consegna di mobili e arredi da parte dell’azienda Magrì Arreda.

Memori della recente vicenda di Mercatone Uno, i consumatori sono preoccupati di incorrere in un caso simile.

Al momento non sembrerebbe sia in atto una procedura di fallimento, ma è comunque consigliabile prestare la massima attenzione negli acquisti presso l’azienda.

Invitiamo in ogni caso tutti i cittadini che avessero versato acconti senza ricevere la merce a rivolgersi ai nostri sportelli, presenti su tutto il territorio regionale http://www.federconsumatoriabruzzo.it/sportelli/ , per avviare tutte le tutele del caso.

 

 

Saldi estivi

Saldi: I consiglio di Federconsumatori sia per chi acquista in negozio che per acquisti online.

Sono già iniziati in alcune regioni, in Abruzzo i saldi estivi 2019 prenderanno avvio sabato 6 luglio e proseguiranno per 60 giorni. Un appuntamento che molti cittadini aspettano con ansia, seppure complessivamente, dalle stime effettuate dall’Osservatorio Federconsumatori, emerge che l’andamento delle vendite sarà piuttosto contenuto.

Per chi si appresta ad effettuare acquisti, sia nei negozi fisici che sui portali online, è opportuno seguire alcuni consigli utili per ridurre il rischio di essere truffati, raggirati o di incorrere in finte promozioni che, purtroppo, potrebbero rivelarsi tutto fuorché degli affari.

Prezzi

Lo sconto deve essere espresso in percentuale e sul cartellino deve essere indicato anche il prezzo normale di vendita (art. 15 D.Lgs. n. 114/98). I prodotti in saldo dovrebbero essere ben separati da quelli non scontati al fine di evitare la possibile confusione con quelli non in saldo.

Il venditore è tenuto ad applicare lo sconto dichiarato: se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato, sarà bene comunicarlo al negoziante e non esitare, in caso di difficoltà, a contattare la Polizia Municipale.

I negozianti convenzionati con una carta di credito sono tenuti ad accettarla anche nel periodo dei saldi. Se si rifiutano, o richiedono per l’utilizzo un prezzo più elevato, sarà bene rappresentarlo alla società che ha emesso la carta.

È sempre opportuno verificare il prezzo dei prodotti che si intendono acquistare prima dell’avvio delle offerte e, se possibile, fotografare la cifra con il cellulare, in modo tale da ottenere una prova del prezzo di partenza e valutare la reale entità dello sconto.

È consigliabile non fermarsi al primo negozio che si incontra, ma confrontare i prezzi applicati in diversi punti vendita così da evitare truffe.

I negozi che non espongono la merce e quelli che applicano sconti eccessivi, pari o superiori al 60% (un onesto prezzo a saldo si attesta attorno al 40%) potrebbero nascondere dei tentativi di truffa. È meglio, quindi, non acquistare in negozi che non espongono il vecchio prezzo, la percentuale dello sconto ed il nuovo prezzo.

Molti negozi potrebbero non disporre più di alcune taglie o di alcuni capi perché hanno già effettuato vendite promozionali denominate pre-saldi, riservate spesso alla clientela più fedele: dei saldi a tutti gli effetti, mascherati dietro a vendite promozionali.

Prove e Cambi

Consentire la prova dei capi non è un obbligo, ma è rimesso alla discrezionalità del negoziante. Quando è possibile, sempre meglio provare l’articolo scelto, ricordando che, in assenza di difetti, la possibilità di cambiare il capo o il prodotto non è imposta dalla legge, né durante i saldi né durante le vendite normali, ma è anch’essa rimessa alla discrezionalità del commerciante. Se si è incerti sull’acquisto sarà utile chiedere al negoziante se è possibile effettuare un cambio e il limite di tempo per farlo.

Non acquistare i capi d’abbigliamento che non abbiano, oltre all’etichetta di composizione, anche quella di manutenzione: eviterai incidenti durante la pulitura.

Online

A differenza del negozio fisico, in Internet non è possibile leggere tutte le informazioni presenti in etichetta, ma solo alcune e per determinati prodotti. Attenzione, quindi, che le descrizioni siano complete ed esaustive di tutte le informazioni necessarie per capire la qualità di quello che stai acquistando. Anche le immagini dei prodotti non devono lasciar dubbi al consumatore che acquista online. Le foto devono essere di buona qualità e inquadrare il prodotto nel suo complesso.

È possibile acquistare online direttamente dal sito dell’azienda (se questa opzione è prevista) oppure su siti web di intermediari digitando il nome del prodotto sul motore di ricerca. In quest’ultimo caso, è necessario verificare da chi si sta effettivamente acquistando e da chi proviene il prodotto.

Ci sono 14 giorni di tempo dalla consegna del prodotto per ripensarci e restituire quanto acquistato online. Questo è quanto stabilito dal Codice del Consumo, ma è bene ricordare che ci sono delle eccezioni: verificare sempre sul sito le indicazioni del venditore sul diritto di recesso.

Sono tanti i modi per pagare online, dalle carte di credito ai bonifici: l’importante è farlo in sicurezza. Usa una connessione protetta, verifica che l’indirizzo web inizi per HTTPS (e non HTTP) e accertati sempre che durante la transazione in basso a destra della finestra compaia l’immagine di un lucchetto.

È bene controllare sempre che sul sito sia presente l’informativa dedicata alla privacy, obbligatoria per i venditori e-commerce, con le modalità di trattamento e l’eventuale trasmissione a terzi delle informazioni personali.

Garanzie

È opportuno conservare sempre lo scontrino, perché se un difetto si palesa dopo l’acquisto, anche nel periodo dei saldi la legge garantisce all’acquirente il diritto di cambiare la merce difettosa. Il D.Lgs. n. 24/2002 ha infatti introdotto alcuni articoli poi inseriti nel Codice del Consumo, in base ai quali ogni bene acquistato da un consumatore per uso proprio e della propria famiglia, gode di una garanzia piena ed assoluta di due anni, e di almeno un anno quando si tratta di un bene usato.

Obbligato per legge a fornire questa garanzia è il venditore. Il negoziante è quindi obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se non è possibile la sostituzione, il cliente avrà diritto di scegliere se richiedere la riparazione del bene senza alcuna spesa accessoria, una riduzione proporzionale del prezzo o addirittura la risoluzione del contratto. Ovviamente il rimedio scelto non deve essere oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso per il venditore.

La garanzia si può far valere entro due anni dall’acquisto, occorre quindi non solo conservare gli scontrini ma anche prestare attenzione a quelli di carta chimica, che sbiadiscono dopo qualche mese, eventualmente fotocopiandoli per poterli esibire al momento opportuno. La garanzia copre qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene o insorto nei 24 mesi successivi, il che vuol dire che il venditore deve porre rimedio a qualunque difetto, sorto nei primi due anni di vita del bene, che non lo renda più idoneo all’uso per cui era stato acquistato.

Il venditore ha l’obbligo di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita, ovvero beni conformi alle descrizioni rilasciate, in caso contrario si potrà chiedere il rimborso della spesa sostenuta. Anche la pubblicità è considerata una dichiarazione efficace ai sensi di questa normativa, e quindi anche una promessa fatta attraverso di essa e non corrispondente alla realtà, potrà essere fronte di problemi per i venditori.

Le garanzie convenzionali, ovvero gli impegni che vengono offerti solitamente dal produttore, costituiscono un vincolo per chi li offre, ma non possono sostituire assolutamente la garanzia del venditore. Gli interventi devono essere richiesti dal consumatore direttamente al venditore per evitare ogni possibile confusione, sarà poi il venditore, nel caso il difetto sia anche coperto dalla garanzia convenzionale, ad indirizzare il consumatore ai servizi di assistenza del produttore. Come forma di tutela, dopo aver segnalato il difetto entro i sessanta giorni previsti, potrà essere utile fare una nuova segnalazione al venditore, con lettera raccomandata A/R con ricevuta di ritorno, per ribadire il difetto di conformità, elencando minuziosamente il problema insorto e la richiesta (ripristino delle condizioni del bene, riduzione del prezzo, risoluzione del contratto).

Nel caso in cui il negoziante dimostri di non voler adempiere ai propri doveri o il centro assistenza del produttore richieda il pagamento delle riparazioni sostenendo che la garanzia non copre il difetto riscontrato, ma non sia in grado di dimostrare opportunamente le proprie dichiarazioni, ci si potrà rivolgere al Giudice di Pace del Tribunale più vicino, o chiedere consiglio ad uno degli sportelli della Federconsumatori presenti sul territorio, per risolvere il problema.

Puoi cercare sedi ed orari degli sportelli di Federconsumatori Abruzzo sul link: www.federconsumatoriabruzzo.it/sportelli/

 

 

pampers

Marketing, Garante Privacy: no a raccolta punti “acchiappa consensi”

Per poter partecipare ad un programma di raccolta punti e usufruire così di piccoli vantaggi il cliente non deve essere obbligato ad esprimere il consenso a ricevere pubblicità. Il principio è stato ribadito dal Garante privacy che ha vietato a una nota marca di pannolini l’ulteriore trattamento per finalità promozionali dei dati di oltre un milione e mezzo di persone, acquisiti in modo illecito mediante il form “raccolta punti” del sito della società. È quanto si legge nella newsletter del Garante per la protezione dei dati personali.

Dagli accertamenti svolti dal Garante in collaborazione con il Nucleo speciale privacy della guardia di finanza, a seguito di una segnalazione, è emerso che solo nei primi due mesi del 2018 erano state inviate newsletter promozionali a circa un milione di indirizzi e-mail raccolti e utilizzati senza un valido consenso. Nel provvedimento, che riguarda la raccolta punti fatta sul sito della Pampers, il Garante “vieta il trattamento, per finalità promozionali e statistiche, dei dati personali raccolti mediante il sito www.pampers.it, in assenza di un consenso, degli interessati, libero e specifico per tali distinte finalità, oltre che informato e documentato; ingiunge – qualora la Società intenda effettuare trattamenti per le finalità sopra descritte (promozionali e statistiche) e non abbia già autonomamente provveduto – di riformulare il form di raccolta dei dati del sito www.pampers.it affinché venga acquisito dagli utenti un consenso, oltre che informato e documentato, anche libero, specifico e chiaramente formulato con riferimento a tali distinte finalità”.

“Ai clienti interessati alla raccolta punti, infatti, non veniva data la possibilità, come richiesto dalla normativa, di esprimere un consenso libero e specifico per le singole finalità di trattamento che la società intendeva svolgere, tra le quali vi era appunto l’attività promozionale – si legge nella newsletter – Per poter completare la registrazione e aderire al programma di fidelizzazione i clienti erano invece obbligati a rilasciare due consensi generici, uno per la società e uno per i marchi collegati”. Il Garante ha ingiunto alla società, qualora intenda svolgere attività promozionali, di modificare il form di raccolta dati presente sul sito, affinché gli utenti possano esprimere un consenso libero e informato per tale finalità.

Per i trattamenti illeciti è stata applicata una sanzione amministrativa che la società ha già pagato.

Fonte: Help consumatori

 

Mercatone 1

Mercatone Uno: il Ministero dello Sviluppo Economico prosegue senza ascoltare la voce dei cittadini.

Urgente un incontro per definire le misure di tutela per i clienti

che hanno pagato senza ricevere i beni.


Non è bastata la richiesta rivolta dalla Federconsumatori al Ministero dello Sviluppo Economico, non è bastato nemmeno estendere tale richiesta da parte del CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti) e di tutte le Associazioni dei Consumatori: il Ministero ancora non ha preso minimamente in considerazione il fatto che nella vicenda Mercatone Uno non sono coinvolti solo i lavoratori, per i quali giustamente sta disponendo le dovute tutele, ma sono coinvolti anche migliaia di cittadini.

Persone che hanno versato acconti, oppure hanno pagato integralmente dei beni senza mai riceverli. Persone che non hanno alcun ruolo né colpa nella crisi aziendale e proprio per questo non possono pagarne le conseguenze. Anche per loro è necessario ed urgente predisporre delle misure tese a garantirne i diritti.

Per questo ci troviamo a sollecitare, per l’ennesima volta, il Ministero affinché predisponga un incontro dedicato ai clienti, aprendosi ad una discussione sulle procedure di rimborso o di garanzia della consegna delle merci acquistate.

Non ascoltare la voce dei cittadini significherebbe tradire le numerose promesse fatte in campagna elettorale, mostrando così il volto di un Governo quanto mai lontano e sordo alle esigenze dei consumatori.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.