Ambiente

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Energia: dal 1° settembre stop alle lampade alogene

Dal 1° settembre sono state messe al bando in tutta Europa le lampadine alogene. Le rimanenze di magazzino possono essere in ogni caso vendute; le lampade a incandescenza lineari e a bassa tensione utilizzate nelle luci da forno sono esentate dal divieto di utilizzo. L’obiettivo è quello di arrivare gradualmente all’utilizzo esclusivo della tecnologia Led, che produce un maggior risparmio energetico. Le lampade a Led, infatti, consumano in media un quinto dell’energia rispetto alle lampadine alogene. Secondo le stime condotte dal produttore di impianti di illuminazione, Philips, le famiglie otterranno dal passaggio alla tecnologia Led un risparmio fino a 125 Euro all’anno. Inoltre, va sottolineato che, anche se una lampadina alogena costa meno, dura in media soltanto due anni, mentre le nuove lampadine hanno un’aspettativa di vita di 15-20 anni circa.

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Ampliato l’ambito di riciclo dei RAEE (Rifiuti di apparecchi elettrici ed elettronici).

Dal 15 Agosto 2018 l’ambito di riciclo dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) si è allargato notevolmente, in linea con quanto stabilito dalla Direttiva europea e da due successive leggi nazionali. Tra i rifiuti elettronici che si possono recuperare figurano ora anche la carta di credito (con il relativo microchip), le biciclette elettriche, le prese elettriche multiple, le apparecchiature per il movimento di cancelli e tende, le serrature elettriche, cavi, stufe a pellet.

Uno dei principi stabiliti dalla normativa in tema di rifiuti elettronici è la responsabilità in capo al produttore, che deve orientarsi sempre di più verso l’utilizzo di materiali riciclabili e deve farsi carico dell’oggetto non più funzionante.

Inoltre, già dal 2016, i RAEE inferiori a 25 centimetri possono essere consegnati ai negozi specializzati con una superficie superiore a 400 metri quadrati, senza obbligo di acquistare prodotti nuovi: è il cosiddetto “uno contro zero”. Il consorzio italiano Ecodom, specializzato nella gestione dei RAEE, ha rivelato che il 75% non conosce questa opportunità: i negozi sono obbligati a ritirare un apparecchio inutilizzabile, anche se l’oggetto non è stato acquistato da loro.

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Dieselgate: la Procura tedesca sanziona Volkswagen per 1 miliardo di Euro

La Procura di Stato di Braunschweig ha sanzionato la Volkswagen per oltre un miliardo di Euro in relazione alla vicenda Dieselgate, poiché le indagini svolte hanno rivelato che le funzioni di monitoraggio nel reparto di sviluppo del gruppo nell’ambito dei test sui veicoli sono state violate.

La società, nel riconoscere la propria responsabilità, ha dichiarato che provvederà a pagare quanto imposto dalla multa.

La notizia, oltre a suscitare una certa soddisfazione, rappresenta sicuramente un passo in avanti verso la definizione dei procedimenti a carico della società relativi allo scandalo sulle emissioni, che durano ormai da più di tre anni.

“Non si capisce perché tali responsabilità sono state prontamente accertate e sanzionate in altre parti d’Europa, come in Germania, dove i giudici hanno dimostrato di tenere maggiormente in considerazione i diritti e gli interessi dei consumatori rispetto a quelli della casa automobilistica tedesca, mentre in Italia persiste l’immobilismo” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

Non dimentichiamo che in Francia – fa notare l’informazione giornalistica- sulla base di un dossier prodotto dalle autorità investigative francesi nel corso delle indagini sullo scandalo emissioni il gruppo tedesco rischierebbe una sanzione da quasi 20 miliardi di euro, pari al 10% di quanto fatturato da VW nel triennio 2012-2014, gli anni in cui sono stati commercializzati i motori col defeat device. Volkswagen è finita sotto la lente di ingrandimento dei magistrati del Tribunale di Grande Istanza di Parigi a partire dal febbraio 2016, con l’accusa di frode in commercio e danneggiamento della salute pubblica: alle calcagna del colosso di Wolfsburg sono stati messi l’OCLAESP, Ufficio centrale per la lotta agli attacchi all’ambiente e alla stessa salute pubblica, e la DGCCRF, Direzione generale della concorrenza, dei consumi e della frode.

Da noi ancora nessuna risposta è giunta per gli automobilisti coinvolti, né per i cittadini interessati dal danno ambientale, anzi si ostacolano le varie iniziative miranti all’ottenimento di una condanna e di un riconoscimento economico per i consumatori coinvolti.

Ci aspettiamo, quindi, che la sanzione comminata all’azienda da parte dei giudici tedeschi abbia un impatto positivo sugli sviluppi e sugli esiti processuali del giudizio italiano.

Vuoto a rendere

Vuoto a rendere su bottiglie di acqua minerale e birra: anche in Italia inizia la sperimentazione

Vuoto a rendere per le bottiglie di acqua minerale e birra, in via sperimentale per un anno. Questo quanto prevede il regolamento pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che entrerà in vigore dal 10 ottobre e che disciplina la “sperimentazione su base volontaria del sistema del vuoto a rendere su cauzione per gli imballaggi contenenti birra o acqua minerale serviti al pubblico da alberghi o residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo”.

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fragile

Cambiare modello di sviluppo

Asvis, solo 9% degli italiani sa cos’è l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

Cambiare modello di sviluppo e cercare di risolvere problemi come povertà, disoccupazione, disuguaglianze economiche, sociali e di genere, degrado ambientale: è l’impegno che l’Italia ha assunto, insieme agli altri paesi del mondo, sottoscrivendo il 25 settembre 2015 l’Agenda 2030 dell’Onu per evitare il collasso ambientale e dei sistemi economici e sociali. Lo sviluppo sostenibile deve quindi entrare nelle decisioni politiche. Così Enrico Giovannini, Portavoce dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che ha organizzato la Conferenza “ITALIA 2030: Governo, imprese e società civile di fronte alla sfida dello sviluppo sostenibile”, evento che apre la Settimana Europea per lo Sviluppo Sostenibile.

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Riciclo plastica

Riciclo della plastica “made in Italy”: i positivi risultati dell’economia circolare

Innovazione ed efficienza al servizio dell’economia circolare, un settore in cui l’Italia può vantare un primato impensabile fino a pochi anni fa. Nel 2015 sono state raccolte circa 900.000 tonnellate di imballaggi in plastica, 15,1 Kg per abitante all’anno (erano 13,9 nel 2014): un risultato di tutto rispetto dovuto anche alla crescita del contributo al servizio dato dalle regioni del Sud. Grazie all’innovazione tecnologica, oltre alla raccolta differenziata, cresce notevolmente anche il riciclo: nel 2015 sono state riciclate 540.000 tonnellate di rifiuti di imballaggio in plastica, mentre solo lo 0,8% del materiale raccolto è stato avviato a discarica dove, grazie al recupero della materia, si è evitato di immettere 29 milioni di metri cubi di rifiuti. Grazie al riciclo, nel 2015 sono stati risparmiati oltre 9.500 GWh di energia.

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Bicicletta 1

Infortuni in Bici: l’indennizzo è garantito

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 7313/2016, ha affermato la retroattività della norma della Legge n. 221/2015 che garantisce l’indennizzo a chi si infortuna in bicicletta. Questo in sintesi quanto affermato dalla sentenza, accogliendo il ricorso di un uomo che si era visto precluso dai giudici di merito il riconoscimento dell’infortunio in itinere a seguito del sinistro con un motociclo mentre faceva ritorno a casa in bicicletta.

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Mare pulito, Fiumi puliti, Lavoro pulito

Grande partecipazione alla manifestazione indetta per sabato 12 marzo a Pescara da Associazioni ambientaliste, Associazioni di categoria imprenditoriali del settore balneare e turistico, dalla CGIL Pescara, da Filcams-Cgil Pescara e da Federconsumatori Abruzzo, per chiedere interventi concreti a tutela della salubrità del mare, dei fiumi e perché sia tutelato il lavoro che si svolge nelle attività turistico/ricettive.

Di seguito una galleria di immagini della manifestazione.

 

mare pulito

Mare pulito, fiumi puliti…………… lavoro pulito !!!!

La messa in sicurezza, la prevenzione e la valorizzazione del territorio, una nuova etica pubblica e il rispetto del patrimonio comune sono scelte prioritarie per il nostro Paese.

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Fiume_Pescara

VOGLIAMO I FIUMI E IL MARE PULITI

LUNEDI’ 15 FEBBRAIO ORE 9.30 – AUDITORIUM CASTELLAMMARE PESCARA
LETTERA APERTA ALLE AUTORITA’ ED AGLI ENTI INTERESSATI

Con la presente siamo qui ad esprimere il nostro sconcerto e la nostra grande preoccupazione riguardo all’emergenza inquinamento delle acque dei fiumi e del mare,  che, oltre a minacciare seriamente la salute della intera comunità,  sta per portare al collasso la gran parte delle imprese turistico-commerciali che operano sulla costa.

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