Banche

Banche: il Governo annuncia il via libera per i rimborsi nel CdM convocato per martedì 9

Come annunciato nei giorni scorsi si è svolto stamattina l’incontro con il premier Conte sul Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR), a cui la Federconsumatori ha preso parte.

Nell’ambito dell’incontro è stato deciso che domani, nel Consiglio dei Ministri, verrà proposto un Decreto Legge che interviene sulla norma primaria per procedere alla liquidazione delle somme in favore dei risparmiatori truffati, in linea con quanto concordato con l’Unione Europea.

Si opererà automaticamente ove ricorra una di queste due condizioni: 35.000 Euro lordi (reddito della persona fisica) o 100.000 Euro di beni mobiliari, senza attendere il pronunciamento di un arbitro terzo.

Sempre in occasione del Consiglio dei Ministri verrà proposto un ulteriore Decreto Legge che interviene sulla tipizzazione, individuando le fattispecie che determinano il rimborso automatico, e in caso di ricorso all’arbitro terzo verranno previste le tipologie di ricorso all’arbitro stesso che accerti il misselling prevedendo anche in questo caso tipologie che possano favorire una trattazione più veloce delle singole posizioni, in base ad elementi soggettivi ed oggettivi.

Operando in tal modo, il Governo ritiene possibile coprire il 90% degli obbligazionisti ed azionisti. Il restante 10% dovrà dimostrare il misselling, definendo tipologie omogenee in modo tale che l’arbitro possa intervenire più facilmente.

Un risultato importante, che risponde alle richieste avanzate dalla Federconsumatori già da gennaio.

Nell’incontro abbiamo sottolineato, inoltre, l’esigenza di procedere celermente al ristoro dei risparmiatori che già da troppo tempo attendono, sottolineando che i rimborsi avrebbero dovuto coprire significativamente i prestatori a scarso reddito, privilegiando i soggetti in condizione di disagio economico e le azioni baciate. Abbiamo inoltre rilevato l’esigenza di procedere alla compensazione rispetto a coloro che avevano acceso mutui o investito in azioni e che si sono trovati con il mutuo da pagare e con le azioni in perdita.

Ovviamente ci aspettiamo ora che il Governo dia seguito a quanto affermato oggi e mantenga fede alle promesse fatte ai risparmiatori.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.

Rimane aperto, in ogni caso, il problema relativo alla distanza tra i provvedimenti annunciati oggi e le promesse fatte in campagna elettorale, che garantivano il pieno rimborso a tutti.

Banche: intollerabile farsa del Governo

Ancora una volta non mantiene le promesse.

Domani Federconsumatori in piazza per dare voce ai risparmiatori che attendono da troppo tempo i rimborsi

Continua la farsa sui rimborsi!

“Il Governo, ancora una volta, non ha mantenuto le promesse: i risparmiatori truffati hanno perso così un anno senza ricevere l’ombra di un rimborso!” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

Quel che è peggio, è che la situazione rischia di andare avanti così ancora per molto tempo.

Il Governo aveva garantito che sarebbe stato rimborsato tutto a tutti, dopo il Consiglio dei Ministri di ieri abbiamo avuto la conferma che si trattava unicamente di uno slogan funzionale a raccogliere voti e consenso.

Confermiamo e anzi rafforziamo i presidi indetti per il 6 Aprile davanti alle Prefetture di Treviso, Arezzo, Ancona, Ferrara e Udine e il 5 Aprile a Vicenza, per far sentire la voce dei risparmiatori ormai stanchi di false rassicurazioni e di promesse infrante.

È fondamentale, ora, che il Governo dia il via libera ai decreti attuativi: sapendo di non poter uscire fuori da alcuni parametri, come concordato dal Ministro dell’Economia con l’UE e come fin dal primo momento anche noi abbiamo sostenuto, dando la priorità ai soggetti più deboli.

Questo continuo braccio di ferro non porterà da nessuna parte: in quest’ottica lo pseudo-confronto indetto per lunedì rischia di tramutarsi nell’ennesimo tentativo di calmare le acque, di proseguire la campagna elettorale e costruirsi un alibi per scaricare sull’UE l’irresponsabilità del Governo.

Abbiamo inoltre appreso dalle dichiarazioni alla stampa che all’incontro di lunedì il Presidente del Consiglio non convocherà le Associazioni dei Consumatori regolarmente iscritte e riconosciute dal CNCU, bensì le “associazioni dei risparmiatori” che ha finora usato come pubblico plaudente.

L’esecutivo si deve assumere le proprie responsabilità non solo nei confronti dei risparmiatori, che aspettano da troppo tempo i rimborsi, ma verso tutti i cittadini italiani, che di fronte alla minaccia di una procedura di infrazione da parte dell’Europa sarebbero chiamati a pagarne il conto.

Ministero salute: allarme consumatori su pigmento per tatuaggi

Allarme consumatori per un pigmento usato per i tatuaggi. Sotto accusa un inchiostro per tatuaggi proveniente dagli Stati Uniti nel quale è stata trovata una concentrazione troppo alta di arsenico. L’allerta è pubblicato sul sito del Ministero della salute e riguarda il pigmento per tatuaggio Eternal INK Brown lotto 17589, della marca Eternal INK, per il quale è stato disposto il divieto di commercializzazione, il ritiro e il richiamo per rischio chimico dovuto a eccesso di arsenico.

Il prodotto, si legge nella notifica, si trova in una boccetta da 30 ml riportante marca, lotto e scadenza 18/07/2020. Le analisi fatte dall’Agenzia Provinciale per l’Ambiente del Friuli Venezia Giulia indicano la presenza di nichel, zinco e arsenico. In particolare, l’arsenico è stato trovato in concentrazione 16 mg /kg, oltre i limiti consentiti dalle norme europee.

È dunque scattato il ritiro dal mercato e il richiamo del prodotto, con l’allarme consumatori pubblicato online sul sito del Ministero della Salute.

Fonte: Help consumatori

In vigore il decreto sull’etichettatura del pane fresco

E’ stato emanato ed è entrato in vigore il 27 dicembre il Decreto ministeriale relativo all’etichettatura e alla vendita del pane fresco. Il testo stabilisce il divieto di definire o etichettare come “pane fresco” il prodotto che abbia subìto un processo di congelamento e/o che contenga additivi conservanti. In questi casi il pane dovrà essere venduto come “conservato” o “a durabilità prolungata” e dovrà essere esposto in scomparti riservati. In quasi tutti i supermercati, nel reparto panetteria, è facile trovare pane parzialmente cotto, congelato e poi infornato nel punto vendita per terminare la cottura: considerando l’elevata diffusione di questa prassi nonché la rilevanza della questione dal punto di vista della sicurezza alimentare (poiché il ricongelamento di prodotti già congelati può essere pericoloso per la salute), l’aggiornamento della normativa è importante per aiutare i consumatori ad individuare chiaramente e senza possibilità di equivoco i prodotti decongelati. Il decreto però non prevede sanzioni per i trasgressori, quindi è auspicabile una rapida implementazione del testo con pene severe per creare un reale deterrente.

 

Etichettatura del pane: entrato in vigore il decreto

Alimentazione: positivo il decreto sull’etichettatura del pane fresco ma se non ci sono sanzioni non si crea un reale deterrente. Implementare il testo prevedendo pene severe per i trasgressori.

Entrato in vigore il decreto che aggiorna la disciplina in materia di commercializzazione ed etichettatura del pane fresco. In base alla nuova legge il pane che abbia subìto un processo di congelamento e/o che contenga additivi conservanti non potrà più essere etichettato come “pane fresco” bensì dovrà essere venduto come prodotto “conservato” o “a durabilità prolungata” ed esposto in scomparti riservati.

Considerando che, soprattutto nella Grande Distribuzione, la commercializzazione del pane parzialmente cotto, congelato e poi infornato nel punto vendita per terminare la cottura è molto diffusa, riteniamo positiva la modifica della normativa, soprattutto al fine di una maggiore trasparenza delle informazioni da fornire ai potenziali acquirenti. La tematica è poi particolarmente rilevante nell’ambito della sicurezza alimentare poiché, com’è noto, il ricongelamento di prodotti già precedentemente surgelati può rivelarsi pericoloso per la salute: è quindi fondamentale dare modo ai consumatori di distinguere con la massima chiarezza gli alimenti che abbiano già subìto questo processo di congelazione.

 A questo punto però si pone il problema delle sanzioni per i trasgressori: il testo non prevede pene né ammende per i trasgressori ma in assenza di tali disposizioni è pressoché impossibile creare un reale ed efficace deterrente. E’ pertanto necessario implementare il decreto in questo senso e comunque vigilare con il massimo rigore sul rispetto della nuova normativa: sulla salute dei consumatori e sulla sicurezza dei prodotti, in particolare quelli alimentari, non è ammesso alcun margine di tolleranza.

 

Il Tribunale di Catania sostiene che l’utente deve essere preventivamente informato dell’iscrizione alla Crif

Il Tribunale di Catania ha dichiarato che l’informativa relativa all’iscrizione da parte di banche e aziende finanziarie all’utente alla banca dati Crif, deve essere obbligatoria e preventiva, come previsto dall’art. 125 del Testo Unico Bancario.

Una consumatrice, segnalata in Crif a seguito di un mancato pagamento ad un’azienda telefonica, si è rivolta alla Federconsumatori di Catania che, tramite i suoi legali, ha provveduto a depositare ricorso al Tribunale, che ha ritenuto illegittimo il comportamento dell’Istituto di credito, ordinando l’immediata cancellazione dalla Crif e condannando l’azienda al risarcimento delle spese legali sostenute

 

Additivo per mangimi OGM ritirato dall’UE ancora in commercio in molti Paesi membri: scatta il sistema di allerta comunitario per gli alimenti

Il quotidiano francese Le Monde ha reso noti i contenuti di un documento di sintesi stilato dall’Autorità alimentare olandese da cui è emerso che circa otto tonnellate della vitamina B riboflavina per mangimi animali ritirata su disposizione dell’Unione europea sono state distribuite e sono ancora in circolazione in molti Paesi membri, Italia compresa. La vitamina oggetto del provvedimento è stata prodotta in Cina dalla società Shandong ed è stata poi distribuita in Europa dalla Trouw Nutrition.

Nei mesi scorsi le Autorità comunitarie hanno disposto il ritiro dell’additivo per mangimi dopo aver riscontrato la presenza di geni di resistenza antimicrobica introdotti da modificazioni genetiche, dettaglio che rende il prodotto potenzialmente dannoso per la salute animale e umana nonché per l’ambiente.

In seguito alla diffusione della notizia è stato attivato il Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff).

 

Risparmio tradito: la Federconsumatori organizza protesta per il 5 dicembre davanti al Ministero

Il 5 dicembre davanti al Ministero Economia e Finanze (MEF) il presidio dei risparmiatori che ancora attendono che i loro diritti vengano riconosciuti.

La Federconsumatori ha chiesto ufficialmente ai Sottosegretari Bitonci e Villarosa un incontro urgente per discutere i criteri che si intendono adottare per dare ristoro ai risparmiatori truffati.

Abbiamo già denunciato come, il mese scorso, il MEF abbia incontrato una serie di comitati e movimenti senza mai ricevere le Associazioni dei Consumatori, che in questi anni hanno difeso, tutelato e assistito decine di migliaia di risparmiatori vittime di fallimenti ed investimenti a rischio.

Giudichiamo inaccettabile e rischiosa la linea dell’abbandono dell’intermediazione con le Associazioni dei Consumatori iscritte al CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti), in quanto sembra assecondare il consenso elettorale senza realmente affrontare e risolverei problemi dei risparmiatori truffati.

Per questo la Federconsumatori ha organizzato, il 5 dicembre, alle 11:30 un presidio davanti al MEF in cui i risparmiatori faranno sentire la loro voce ed avanzeranno le loro richieste di tutela direttamente davanti al Ministro ed ai Sottosegretari.

I risparmiatori che hanno visto andare in fumo i propri risparmi sono sempre più avviliti e stanchi di una situazione che ad anni di distanza ancora stenta a trovare una soluzione.

Alla luce di questa grave situazione abbiamo chiesto che l’incontro con i Sottosegretari si svolga in tempi utili, entro i termini di discussione della legge di bilancio.

 

Allerta prodotti: Ritirato lotto di acqua Santa Croce

Il Ministero della Salute ha comunicato il ritiro di un lotto di acqua Santa Croce della sorgente Fiuggino-Canistro (Aq), a scopo precauzionale, per la possibile presenza di particelle in sospensione ancora da caratterizzare. il lotto interessato è il n. BL060A10 e riguarda le bottiglie da 1 litro in vetro. Il Ministero avvisa i consumatori di non consumare l’acqua e di riconsegnarla presso il punto vendita di acquisto per il rimborso.

 

Celiachia: il Ministero riduce gli importi

Assurda la scelta del Ministero che, riducendo i rimborsi, penalizza soprattutto i soggetti vulnerabili e limita la possibilità di scelta nell’acquisto dei prodotti senza glutine.

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto con cui il Ministero della Salute ha aggiornato gli importi dei rimborsi a cui hanno diritto i soggetti affetti da celiachia per l’acquisto di prodotti senza glutine. La norma è decisamente peggiorativa rispetto alla precedente, sia in termini economici che in merito alla varietà dei prodotti acquistabili. Il vecchio decreto prevedeva l’erogazione da parte delle regioni di un contributo mensile di 45 euro per bambini di età inferiore ad 1 anno, di 62,00 euro per i bambini da 1 a 3 anni e mezzo di età e di 94 euro per i ragazzi fino a 10 anni. Gli adulti, invece, avevano diritto ad un rimborso di 140,00 euro nel caso degli uomini e di 99,00 euro per le donne. Il Ministro Grillo, però, ha emesso una nuova normativa che prevede contributi minimi di 56 euro per i bambini fino a 5 anni e di 70 euro per i bambini di età compresa tra 6 e 9 anni e che introduce una ulteriore suddivisione in base al sesso per le fasce di età successive: 90 euro (femmine) e 100 euro (maschi) da 10 a 13 anni, 99 euro (femmine) e 124 euro (maschi) da 14 a 17 anni e 90 euro (donne) e 110 euro (uomini) da 18 a 59 anni. Il decreto prevede infine una ulteriore fascia di età, quella degli over 60, che di fatto risulta essere la più penalizzata: dopo il compimento del 60esimo anno di età il contributo scende a 75 euro per le donne e a 89 euro per gli uomini. Una scelta che quindi colpisce in particolar modo i soggetti più vulnerabili e che appare non solo incomprensibile ma addirittura paradossale, soprattutto se si pensa al grave disagio economico in cui versano migliaia di pensionati.

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