Attualità

Truffe online per RC Auto in aumento: come difendersi ?

In questi giorni l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni ha pubblicato i dati sulle truffe online nel settore delle assicurazioni. L’IVASS – che solo nel 2018 ha scoperto ben 103 siti fake – collabora con Guardia di Finanza, istituti bancari, Registro domini, Poste Italiane e motori di ricerca al fine di contrastare efficacemente il fenomeno, oscurando nel più breve tempo possibile i siti in questione e bloccando le carte di credito utilizzate dai truffatori. Si tratta di una pratica dilagante, soprattutto per l’RC Auto, che coinvolge ogni anno migliaia di veicoli (per un giro d’affari di almeno 3 milioni di euro) e che provoca agli automobilisti non solo la perdita dei soldi versati per la falsa assicurazione ma anche il danno derivante dalla multa, dal sequestro del veicolo e dal ritiro della patente in caso di eventuale controllo delle forze dell’ordine che rilevi appunto l’assenza di copertura assicurativa.

Per ridurre al minimo il rischio di incorrere in una truffa, l’IVASS consiglia prima di tutto di verificare che il sito web riporti l’indirizzo della sede, i dati dell’intermediario, un recapito telefonico, un indirizzo pec e gli estremi (numero e data) dell’iscrizione al RUI, il Registro unico degli intermediari assicurativi. Inoltre è importante verificare l’iscrizione dell’intermediario nell’elenco delle imprese autorizzate e controllare l’elenco dei siti irregolari pubblicato dall’Istituto stesso. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi al contact center IVASS al numero verde 800.486661.

 

Etichettatura del pane: entrato in vigore il decreto

Alimentazione: positivo il decreto sull’etichettatura del pane fresco ma se non ci sono sanzioni non si crea un reale deterrente. Implementare il testo prevedendo pene severe per i trasgressori.

Entrato in vigore il decreto che aggiorna la disciplina in materia di commercializzazione ed etichettatura del pane fresco. In base alla nuova legge il pane che abbia subìto un processo di congelamento e/o che contenga additivi conservanti non potrà più essere etichettato come “pane fresco” bensì dovrà essere venduto come prodotto “conservato” o “a durabilità prolungata” ed esposto in scomparti riservati.

Considerando che, soprattutto nella Grande Distribuzione, la commercializzazione del pane parzialmente cotto, congelato e poi infornato nel punto vendita per terminare la cottura è molto diffusa, riteniamo positiva la modifica della normativa, soprattutto al fine di una maggiore trasparenza delle informazioni da fornire ai potenziali acquirenti. La tematica è poi particolarmente rilevante nell’ambito della sicurezza alimentare poiché, com’è noto, il ricongelamento di prodotti già precedentemente surgelati può rivelarsi pericoloso per la salute: è quindi fondamentale dare modo ai consumatori di distinguere con la massima chiarezza gli alimenti che abbiano già subìto questo processo di congelazione.

 A questo punto però si pone il problema delle sanzioni per i trasgressori: il testo non prevede pene né ammende per i trasgressori ma in assenza di tali disposizioni è pressoché impossibile creare un reale ed efficace deterrente. E’ pertanto necessario implementare il decreto in questo senso e comunque vigilare con il massimo rigore sul rispetto della nuova normativa: sulla salute dei consumatori e sulla sicurezza dei prodotti, in particolare quelli alimentari, non è ammesso alcun margine di tolleranza.

 

Il Tribunale di Catania sostiene che l’utente deve essere preventivamente informato dell’iscrizione alla Crif

Il Tribunale di Catania ha dichiarato che l’informativa relativa all’iscrizione da parte di banche e aziende finanziarie all’utente alla banca dati Crif, deve essere obbligatoria e preventiva, come previsto dall’art. 125 del Testo Unico Bancario.

Una consumatrice, segnalata in Crif a seguito di un mancato pagamento ad un’azienda telefonica, si è rivolta alla Federconsumatori di Catania che, tramite i suoi legali, ha provveduto a depositare ricorso al Tribunale, che ha ritenuto illegittimo il comportamento dell’Istituto di credito, ordinando l’immediata cancellazione dalla Crif e condannando l’azienda al risarcimento delle spese legali sostenute

 

Additivo per mangimi OGM ritirato dall’UE ancora in commercio in molti Paesi membri: scatta il sistema di allerta comunitario per gli alimenti

Il quotidiano francese Le Monde ha reso noti i contenuti di un documento di sintesi stilato dall’Autorità alimentare olandese da cui è emerso che circa otto tonnellate della vitamina B riboflavina per mangimi animali ritirata su disposizione dell’Unione europea sono state distribuite e sono ancora in circolazione in molti Paesi membri, Italia compresa. La vitamina oggetto del provvedimento è stata prodotta in Cina dalla società Shandong ed è stata poi distribuita in Europa dalla Trouw Nutrition.

Nei mesi scorsi le Autorità comunitarie hanno disposto il ritiro dell’additivo per mangimi dopo aver riscontrato la presenza di geni di resistenza antimicrobica introdotti da modificazioni genetiche, dettaglio che rende il prodotto potenzialmente dannoso per la salute animale e umana nonché per l’ambiente.

In seguito alla diffusione della notizia è stato attivato il Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff).

 

Antitrust agli esercenti: l’applicazione di costi extra per i pagamenti elettronici è illegittima.

L’Antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) si è pronunciata in numerose occasioni sulla illegittimità dell’applicazione di supplementi per l’utilizzo di un determinato strumento di pagamento, ad esempio carte di credito o bancomat, che costituisce una violazione dell’articolo 62 del Codice del Consumo. In seguito ad alcune segnalazioni, l’Authority ha ritenuto necessario ribadire il divieto di ricorrere a questa prassi in una recente comunicazione alle imprese, specificando che la proibizione riguarda qualsiasi tipo di esercizio commerciale, inclusi i negozi specializzati anche di piccole dimensioni (come tabaccai, ferramenta, lavanderie, macellerie, frutterie ecc.).

L’AGCM invita quindi gli esercenti ad adeguarsi alla normativa vigente.

Per consultare il testo aggiornato del “Codice del consumo” Click qui

Banche: I libretti al portatore devono essere chiusi entro il 31 dicembre 2018

La nuova normativa antiriciclaggio

prevede che vengano estinti i libretti al portatore ancora attivi.

Il termine ultimo stabilito per effettuare l’operazione è fissato al 31 dicembre 2018, quindi entro la fine dell’anno i

correntisti dovranno recarsi in banca per eseguire la chiusura.

L’Abi, l’Associazione Bancaria Italiana, ricorda che nel caso il cui l’utente non rispetti la scadenza fissata

dalla legge, l’istituto di credito dovrà segnalarlo al Ministero dell’Economia

e delle Finanze, che a sua volta potrà comminare una sanzione pecuniaria da 250

a 500 euro.