Attualità

Canone tv, la domanda di esonero va fatta entro il 31 gennaio

Scade il 31 gennaio 2019 il tempo per presentare la domanda di non detenzione dell’apparecchio televisivo per essere esonerati dal pagamento del canone per l’intero anno 2019;

può capitare che nonostante si sia inviata la domanda entro i limiti, sulla prima bolletta risulti comunque l’addebito della prima rata del canone, per recuperare quei soldi, è necessario compilare l’apposito modulo, ma, nel caso in cui non si utilizzi l’applicativo web dell’Agenzia delle Entrate, bisogna spedirlo tramite raccomandata (meglio A/R), che può arrivare a costare anche più della metà del rimborso!

Se la domanda di esonero viene presentata dopo il 31 gennaio la esenzione sarà valida per il secondo semestre 2019.

La domanda deve essere ripetuta ogni anno.

Il Modulo di richiesta dell’esonero può essere presentato tramite:

  • l’applicativo web dell’Agenzia delle Entrate che prevede il possesso delle credenziali di accesso telematiche o dell’agenzia o dello SPID
  • i CAF-CGIL
  • gli sportelli postali con raccomandata (meglio A/R), senza busta, all’indirizzo: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. -Sportello abbonamenti tv-Casella Postale 22-10121 Torino.

IMPORTANTE: in quest’ultimo caso allegare anche una copia del proprio documento di identità.

Antitrust: multa per 678 milioni, smascherato il cartello sulla definizione dei prezzi auto attuali e futuri

Vendita auto: smascherato il cartello sulla definizione dei prezzi attuali e futuri.

L’Antitrust multa per 678 milioni di Euro i principali operatori.

Federconsumatori ritiene positivo l’intervento dell’Antitrust che, a conclusione dell’istruttoria avviata nei confronti delle principali captive banks e dei relativi gruppi automobilistici operanti in Italia nel settore della vendita di autoveicoli mediante prodotti finanziari, ha comminato una multa da 678 milioni di euro.

Le case automobilistiche e società finanziarie coinvolte sono state ritenute dall’AGCM responsabili di aver messo in piedi “un cartello per la vendita di automobili tramite finanziamenti”.

Nel dettaglio l’Antitrust ha accertato l’esistenza di “un’intesa restrittiva della concorrenza, tra il 2003 e il 2017, funzionale ad alterare le dinamiche concorrenziali nel mercato della vendita di automobili dei gruppi di appartenenza attraverso finanziamenti erogati dalle rispettive captive banks”.

Le Captive banks e le relative case auto nel mirino dell’Antitrust hanno messo in atto “un’intesa unica, complessa e continuata avente ad oggetto lo scambio di informazioni sensibili relative a quantità e prezzi, anche attuali e futuri.”

(Le società multate sono: Banca PSA Italia S.p.A., Banque PSA Finance S.A., Santander Consumer Bank S.p.A., BMW Bank GmbH, BMW AG, Daimler AG, Merceds Benz Financial Services Italia S.p.A., FCA Bank S.p.A., FCA Italy S.p.A., CA Consumer Finance S.A., FCE Bank Plc., Ford Motor Company, General Motor Financial Italia S.p.A., General Motors Company, RCI Banque S.A., Renault S.A., Toyota Financial Services Plc., Toyota Motor Corporation, Volkswagen Bank GmbH, Volkswagen AG., nonché le associazioni di categoria Assofin ed Assilea.)

Un sistema orchestrato a puntino a danno di ignari consumatori, costretti in questo modo a pagare per i propri veicoli prezzi concordati a tavolino tra le grandi case automobilistiche.

Per Federconsumatori la multa dell’Antitrust va nella giusta direzione, ma riteniamo fondamentale un maggiore controllo da parte di tutte le autorità e gli organismi competenti sul versante della vendita auto, nuove e usate, che, come più volte abbiamo sottolineato, è costellato di irregolarità ed abusi.

Ministero salute: allarme consumatori su pigmento per tatuaggi

Allarme consumatori per un pigmento usato per i tatuaggi. Sotto accusa un inchiostro per tatuaggi proveniente dagli Stati Uniti nel quale è stata trovata una concentrazione troppo alta di arsenico. L’allerta è pubblicato sul sito del Ministero della salute e riguarda il pigmento per tatuaggio Eternal INK Brown lotto 17589, della marca Eternal INK, per il quale è stato disposto il divieto di commercializzazione, il ritiro e il richiamo per rischio chimico dovuto a eccesso di arsenico.

Il prodotto, si legge nella notifica, si trova in una boccetta da 30 ml riportante marca, lotto e scadenza 18/07/2020. Le analisi fatte dall’Agenzia Provinciale per l’Ambiente del Friuli Venezia Giulia indicano la presenza di nichel, zinco e arsenico. In particolare, l’arsenico è stato trovato in concentrazione 16 mg /kg, oltre i limiti consentiti dalle norme europee.

È dunque scattato il ritiro dal mercato e il richiamo del prodotto, con l’allarme consumatori pubblicato online sul sito del Ministero della Salute.

Fonte: Help consumatori

Commercio: acquistare on line durante il periodo dei saldi

Il periodo dei saldi, così come i giorni del Black Friday e le feste natalizie, rappresenta uno dei momenti più “caldi” per gli acquisti on line e molti utenti approfittano delle offerte e dei prezzi particolarmente convenienti applicati su internet. Le promozioni online, però, possono anche spingere a mosse imprudenti e indurre ad acquisti poco ponderati. E’ quindi opportuno seguire alcuni consigli utili per ridurre il rischio di essere truffati, raggirati o di incorrere in finte promozioni.

Gli utenti che decidano di fare shopping su siti web di intermediari e non direttamente sul sito ufficiale dell’azienda devono verificare che il sito sia affidabile, accertarsi della provenienza del prodotto e controllare che informazioni e descrizioni siano esaustive e chiare. Se l’annuncio è corredato da foto del prodotto è bene che anche queste ultime siano di buona qualità.

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In vigore il decreto sull’etichettatura del pane fresco

E’ stato emanato ed è entrato in vigore il 27 dicembre il Decreto ministeriale relativo all’etichettatura e alla vendita del pane fresco. Il testo stabilisce il divieto di definire o etichettare come “pane fresco” il prodotto che abbia subìto un processo di congelamento e/o che contenga additivi conservanti. In questi casi il pane dovrà essere venduto come “conservato” o “a durabilità prolungata” e dovrà essere esposto in scomparti riservati. In quasi tutti i supermercati, nel reparto panetteria, è facile trovare pane parzialmente cotto, congelato e poi infornato nel punto vendita per terminare la cottura: considerando l’elevata diffusione di questa prassi nonché la rilevanza della questione dal punto di vista della sicurezza alimentare (poiché il ricongelamento di prodotti già congelati può essere pericoloso per la salute), l’aggiornamento della normativa è importante per aiutare i consumatori ad individuare chiaramente e senza possibilità di equivoco i prodotti decongelati. Il decreto però non prevede sanzioni per i trasgressori, quindi è auspicabile una rapida implementazione del testo con pene severe per creare un reale deterrente.

 

Mevostore: dopo la segnalazione di Federconsumatori l’AGCM impone il blocco delle vendite online di prodotti non disponibili.

Nei mesi scorsi numerosi utenti si sono rivolti alla Federconsumatori denunciando gravi problematiche riscontrate negli acquisti online sul sito Mevostore. I beni acquistati, nonostante fossero stati regolarmente pagati, non venivano spediti né consegnati ai consumatori, ai quali il negozio online non corrispondeva neanche alcun rimborso. La Federconsumatori di Milano, a cui sono arrivate la maggior parte delle richieste di assistenza, ha raccolto tutta la documentazione necessaria all’invio di una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che è stata appunto presentata alla fine di ottobre.

 Accogliamo ora con favore il pronunciamento con cui, dandoci pienamente ragione, l’AGCM ha riconosciuto l’illegittimità di tale condotta e ha imposto alla società di interrompere la commercializzazione e la vendita di prodotti non disponibili, bloccando così una intollerabile pratica commerciale scorretta.

 Il provvedimento dell’Antitrust rappresenta un ottimo risultato nell’ambito della tutela dei consumatori contro un comportamento a dir poco ingannevole e disonesto.