Attualità

Banche: gravi criticità per la richiesta di accesso al Fondo Indennizzo Risparmiatori

La Commissione Tecnica e la Consap intervengano al più presto.

A partire dal 22 agosto, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto, finalmente si è aperta la possibilità per i cittadini vittime del risparmio tradito di inviare le relative richieste per l’accesso al Fondo Indennizzo Risparmiatori tramite il portale Consap. La scadenza per la presentazione della richiesta è di 180 giorni a partire dal 22 agosto.

Peccato, però, che dopo tanta attesa, i cittadini interessati si sono trovati di fronte ad una ennesima beffa: il portale Consap attraverso il quale presentare la richiesta si blocca continuamente.

Inoltre i cittadini lamentano forti difficoltà nel reperire la documentazione necessaria ad avanzare la richiesta, trattandosi spesso di documenti datati, magari in possesso di persone anziane. Esiste sì la possibilità di un’autocertificazione, ma rimane irrisolto il problema della necessità di far autenticare la firma da un notaio.

In pratica, sembra che tutto sia costruito ad arte per rendere più complicate le procedure di richiesta dell’indennizzo, magari nella speranza che qualcuno rinunci.

È necessario che la Commissione Tecnica e la Consap, alle quali chiederemo un incontro, agiscano in direzione di una semplificazione massima delle procedure, a partire proprio dall’autentificazione della firma.

Gli sportelli della Federconsumatori, presenti su tutto il territorio nazionale e regionale http://www.federconsumatoriabruzzo.it/sportelli/, sono a disposizione dei cittadini per l’assistenza necessaria alla presentazione delle richieste. Visto il numero elevato di cittadini interessati chiediamo in tal senso che sia disposta una linea preferenziale per le Associazioni dei Consumatori, per velocizzare le procedure di richiesta e consentire a tutti gli aventi diritto di accedere.

Inoltre, dal momento che si sono presentate numerose criticità nel portale, se non saranno risolte al più presto, chiediamo di valutare una proroga dei termini per la presentazione delle domande.

TRENITALIA: Presentato esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

I treni cambiano nome solo per aumentare i prezzi

In largo anticipo, il giorno 16 luglio 2019 la Federconsumatori Abruzzo con una  conferenza stampa ha denunciato gli aumenti tariffari previsti da Trenitalia dal 29.7.2019, per le due Frecce 8806 e 8823 Pescara-Milano-Pescara.

Ha denunciato in largo anticipo gli aumenti, perché sperava che qualche parlamentare abruzzese reagisse alla tirannia di Trenitalia sulla linea adriatica, e potesse supportare l’iniziativa della nostra associazione. Un parlamentare che cercasse un contatto con la nostra associazione, per concordare qualche iniziativa per ridurre i danni subiti dalla nostra comunità dalla decisioni di Trenitalia.

Ma non c’è stato nessun contatto da parte dei nostri parlamentari. Forse perché siamo in estate, forse perché la materia è complicata, o infine forse perché impegnati in tutt’altre attività;   ma nessuno dei nostri Onorevoli ha dimostrato interesse per contrastare la rapacità di Trenitalia a danno dei cittadini sulla linea adriatica.

Solo il Gruppo FS ha reagito; inviando al responsabile dell’osservatorio sulla mobilità della Federconsumatori Abruzzo una nota con la quale ha tentato di giustificare l’aumento. Affermando, per esempio, che con la trasformazione delle Frecce Bianche in Frecce D’Argento è vero che aumentano fino al 34% i prezzi dei biglietti e fino all’88% il prezzo degli abbonamenti, ma aumentano gli standard di confort e puntualità; sarà addirittura possibile disporre di “una serie di prodotti multimediali tra cui film, cartoni animati, e news. Inoltre sul Frecciargento 700 è stato installato il wi-fi Fast, un innovativo sistema multioperatore per una navigazione veloce e stabile” !

Quello che fa finta di non capire il Gruppo FS, è che la Qualità del prodotto la decide il mercato, dove il mercato c’è, e dovrebbe essere decisa dal cliente dove il mercato non c’è.

Invece sulla linea adriatica è il gestore del servizio (Trenitalia) che pretende di decidere la qualità del servizio offerto, come se noi quando comperiamo un paio di scarpe dovessimo acquistare quelle che ci impone il commerciante, al prezzo deciso dal commerciante: cambieremmo tutti negozio, se potessimo!

Perciò se la clientela lamenta il danno che subisce con gli aumenti del costo dei biglietti e degli abbonamenti, a cui non corrisponde nessuna riduzione dei tempi di percorrenza, ha torto Trenitalia, non i cittadini della linea Adriatica.

Per questo il giorno 01.08.2019 la Federconsumatori è stata costretta ad inviare un ulteriore esposto all’Autorità Garante della  Concorrenza e del Mercato.

Tramite questa Autorità la nostra associazione è già riuscita in due precedenti occasioni (2014 e 2017) a far sanzionare Trenitalia con due diverse multe: la prima di un milione (per le coincidenze) e la seconda di 5 milioni di euro (per informazioni scorrette).

Speriamo che il “non c’è due senza tre” valga anche per i nostri ricorsi, e Trenitalia, che non viene minimamente contrastata dai nostri referenti politici, debba cambiare qualcosa nella sua rapace politica tariffaria a danno della comunità abruzzese e adriatica, grazie ad una nuova sanzione dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato.

In allegato l’esposto presentato da Federconsumatori all’Autorità per la concorrenza ed il mercato

Federconsumatori Abruzzo: Chiusura sportelli mese di agosto

AVVISO agli UTENTI

Gli sportelli della Federconsumatori Abruzzo osserveranno un periodo di chiusura estiva dal 1° agosto e riapriranno il 2 settembre.

Per ogni urgenza è possibile cercare una soluzione telefonando al cell presente su ogni sede andando sul link:

www.federconsumatoriabruzzo.it/sportelli/

Buone vacanze

TELEFONIA: Fatturazione a 28 giorni, prime indicazioni per i rimborsi.

La ormai celeberrima vicenda della fatturazione a 28 giorni è iniziata nel 2017, quando le compagnie telefoniche hanno modificato le tempistiche di invio delle bollette, effettuando gli addebiti non più su base mensile ma ogni 4 settimane, con conseguenti aumenti per gli utenti. L’illegittimità di tale condotta è stata riconosciuta dall’Autorità Garante delle Comunicazioni e dal TAR del Lazio e, nonostante le compagnie telefoniche abbiano tentato di opporsi a colpi di ricorsi e sospensive, il Consiglio di Stato ha messo fine a questa odissea con il pronunciamento pubblicato il 12 luglio scorso, in cui, oltre a ribadire il diritto degli utenti ad essere rimborsati, si stabilisce il criterio automatico delle compensazioni: ciò significa che i consumatori non dovranno inoltrare al gestore nessuna richiesta e/o un modulo ad hoc per la restituzione dei giorni illegittimamente sottratti, che avverrà pertanto automaticamente in bolletta.

Considerando la complessità della vicenda, riteniamo opportuno fornire alcune prime indicazioni ai cittadini coinvolti, per definire eventuali aspetti che possano risultare poco chiari:

  • Le utenze che hanno diritto al rimborso sono quelle di telefonia fissa o fisso-mobile (le cosiddette utenze convergenti);
  • Il periodo soggetto a ricalcolo e rimborso dei giorni erosi a causa della fatturazione a 28 giorni va dal 23 giugno 2017 fino alla ripresa della fatturazione mensile che deve essere avvenuta non oltre il 5 aprile 2018
  • Per gli utenti che nel frattempo hanno cambiato gestore i rimborsi saranno subordinati a disposizioni AGCom che ci auguriamo siano emesse rapidamente;
  • Il pronunciamento del Consiglio di Stato riguarda Vodafone, Wind-Tre e Fastweb. Per TIM, che ha presentato ricorso con tempistiche differenti, non è stata ancora pubblicata una sentenza. Ci si attende, tuttavia, un provvedimento analogo rispetto a quello già emesso per gli altri gestori;
  • Di recente la nostra Associazione ha ricevuto numerose segnalazioni in merito alle informazioni ricevute da parte dei gestori: alcune compagnie già prima del pronunciamento del Consiglio di Stato hanno invitato i clienti a presentare richiesta di rimborso per la fatturazione a 28 giorni attraverso un’apposita modulistica. Si tratta di indicazioni assolutamente inappropriate, che non solo si rivelano inesatte per 3 gestori su 4 alla luce della sentenza appena emessa (in cui è stata appunto ribadita l’automaticità delle compensazioni) ma che risultano fuorvianti anche nel caso in cui riguardino la compagnia per la quale si attende ancora una sentenza, proprio perché spettava al Consiglio di Stato stabilire l’iter corretto da seguire;
  • Nelle scorse settimane le compagnie telefoniche hanno offerto ai clienti soluzioni alternative al rimborso vero e proprio, come giga per la navigazione su Internet, minuti di chiamate extra, voucher e altri servizi promozionali. Naturalmente spetta all’utente il diritto di scegliere, in base alle proprie esigenze, l’opzione preferita, tenendo presente che l’accettazione dell’offerta presentata dalla compagnia comporta la rinuncia a qualsiasi altra forma di rimborso, compensazione o restituzione dei giorni erosi.

Invitiamo in ogni caso gli utenti a segnalarci eventuali condotte scorrette o comportamenti ambigui da parte delle compagnie.

Fatturazione a 28 giorni: il Consiglio di Stato respinge i ricorsi di Vodafone, Wind Tre e Fastweb.

Le compagnie non hanno più scampo, i giorni erosi devono essere restituiti automaticamente in bolletta.

E’ stata finalmente depositata la decisione del Consiglio di Stato sulla lunga e tormentata vicenda della fatturazione a 28 giorni. Le compagnie telefoniche hanno presentato ricorso in merito alle modalità di restituzione dei giorni erosi ma con il pronunciamento odierno l’istanza è stata respinta, quindi è stato riconosciuto ciò che rivendichiamo e chiediamo da tempo: la restituzione dei giorni illegittimamente sottratti nelle bollette future. La decisione riguarda Vodafone, Wind Tre e Fastweb. Per Tim, che ha presentato ricorso in un secondo momento, non è stata ancora emessa una sentenza, tuttavia anche in questo caso c’è da aspettarsi un pronunciamento analogo a quello appena emesso per gli altri gestori.

Sin dall’inizio di quella che è diventata una vera e propria odissea per gli utenti coinvolti abbiamo sottolineato la necessità di non subordinare le compensazioni all’inoltro di richieste, moduli o ad altre procedure ed ora anche il Consiglio di Stato si è pronunciato in questa direzione, ribadendo che i rimborsi debbano appunto essere automatici, come peraltro già stabilito da AGCOM. Le compagnie telefoniche hanno tentato in ogni modo di opporsi a tale automatismo ma ora non hanno più scampo e saranno costrette a restituire i giorni erosi.

Chi in questi mesi ha modificato il proprio gestore dovrà ancora attendere una apposita delibera di AGCOM, che ci auguriamo giunga al più presto.

Come Federconsumatori ci siamo battuti per tutelare gli utenti nell’ambito di questa vicenda, quindi ora accogliamo positivamente il pronunciamento e chiediamo che le compagnie ottemperino in tempi brevi a quanto deciso dal Consiglio di Stato, riconoscendo finalmente agli utenti ciò a cui hanno pienamente diritto.

Magrì Arreda: ritardi e mancate consegne.

 

Invitiamo i cittadini coinvolti a rivolgersi agli sportelli della Federconsumatori.

Molti cittadini ci stanno segnalando in questi giorni la mancata consegna di mobili e arredi da parte dell’azienda Magrì Arreda.

Memori della recente vicenda di Mercatone Uno, i consumatori sono preoccupati di incorrere in un caso simile.

Al momento non sembrerebbe sia in atto una procedura di fallimento, ma è comunque consigliabile prestare la massima attenzione negli acquisti presso l’azienda.

Invitiamo in ogni caso tutti i cittadini che avessero versato acconti senza ricevere la merce a rivolgersi ai nostri sportelli, presenti su tutto il territorio regionale http://www.federconsumatoriabruzzo.it/sportelli/ , per avviare tutte le tutele del caso.