Ambiente

Grandine a Pescara e dintorni – 10 luglio 2019 – Qui i moduli per richiedere i danni

La giornata del 10 luglio 2019 sarà ricordata a Pescara, Montesilvano, Francavilla ed in tanti altri Comuni della Riviera adriatica per i danni subiti a seguito di un evento atmosferico di straordinaria entità.

In pochi minuti una grandinata di inaudita violenza ha distrutto auto, case, colture oltre a decine di feriti che hanno dovuto far ricorso alle cure presso ospedali e centri di pronto soccorso.

La Regione Abruzzo, sollecitata dai Comuni interessati, ha avanzato richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale.

I Cittadini danneggiati possono fare richiesta di ristoro dei danni presso i Comuni.

Il Comune di Pescara ha predisposto schemi di domande da presentare presso Protocollo Generale del Comune sito in P.zza Italia 1 (orari: 9:00-13:00 tutti i giorni e pomeriggio martedì e giovedì 15:00-17:00) o tramite invio con posta elettronica certificata (pec: protocollo@pec.comune.pescara.it), entro e non oltre le ore 12:00 del giorno 20 luglio 2019 domande tardive saranno prese in considerazione con riserva; il Comune precisa inoltre che la presentazione di tali richieste non comporta automaticamente il riconoscimento dell’entità del danno subito.

Il Comune di Francavilla al Mare ha predisposto analoga documentazione ed ha fissato la data di consegna entro e non oltre il 18 luglio, domande da inoltrare tramite PEC (protocollo@pec.comune.francavilla.ch.it) o consegna a mano all’ufficio protocollo sito in Corso Roma 7 (piano terra) e aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12.30 e il martedì e giovedì anche dalle 15.15 alle 16.30.

Per venire incontro ai Cittadini di Pescara e Francavilla al mare pubblichiamo le schede predisposte dai rispettivi Comuni.

In calce a questo articolo troverete gli allegati divisi per Comune.

Gli sportelli Federconsumatori sono a disposizione per ogni possibile esigenza.

 

ALLEGATI

Pescara Avviso Pubblico

Pescara Scheda A

Pescara Scheda B

Pescara Scheda C

Francavilla Scheda Attività Agricola

Francavilla Scheda Attività Economica

Francavilla Scheda Patrimonio Edilizio Privato

Se butti male, Finisce in mare!, Legambiente: combattere il marine litter si può

Pubblichiamo questa nota riguardante una iniziativa di Legambiente che viene portata avanti da anni, in questo caso riferita alle regioni Campania e Puglia, perché pensiamo che il problema riguardi tutta Italia e quindi anche l’Abruzzo, nostra regione di riferimento e dove operiamo.

Educazione e attenzione all’ambiente non devono mai venire meno.

Mayday,mayday: i rifiuti “spiaggiati” ci invadono. Sono di ogni tipo, colore, forma, dimensione. Ci sono buste, cotton fioc, reti, vetro o pezzi di metallo. Vengono dagli scarichi non depurati, dall’abitudine di utilizzare i wc come una pattumiera ma anche dalla cattiva gestione dei rifiuti domestici. Per non parlare di quelli che spesso galleggiano sulla superficie del mare. Nel 2018 nell’ambito dell’indagine nazionale Beach litter, su 78 spiagge italiane monitorate (in 14 diverse Regioni) da Legambiente, sono stati trovati 48.388 rifiuti in un’area complessiva di 416.850 mq, pari a 60 campi da calcio. Una media di 620 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia, quattro rifiuti ogni passo.

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Finanza responsabile: banche etiche contro il cambiamento climatico

Le banche etiche contro il cambiamento climatico. La rete che aderisce alla Global Alliance for Banking on Values (54 banche fra cui Banca Etica) si impegna a ridurre l’impronta di carbonio del proprio portafoglio di prestiti e investimenti e a misurare l’impatto ambientale delle proprie attività finanziarie. Lo farà attraverso una tecnologia sviluppata da un gruppo di banche olandesi e nota come “Platform for Carbon Accounting Financials (PCAF)”. Si tratta di un sistema che permette di calcolare le emissioni di gas serra generate dal portafoglio di prestiti e investimenti di ogni banca.

L’impegno a misurare e ridurre nei prossimi tre anni l’impatto climatico degli investimenti e dei prestiti concessi è stato preso a metà febbraio a Vancouver. Si legge nell’iniziativa firmata, chiamata ‘Climate Change Commitment’ (3C initiative): “Le istituzioni aderenti alla Global Alliance for Banking on Values sono pioniere della finanza responsabile e da molti anni dimostrano, giorno per giorno, che le attività finanziarie possono avere impatti sociali e ambientali positivi. Insieme esse stanno finanziando progetti in campo sociale, ambientale e culturale in tutto il mondo. La sfida dei cambiamenti climatici e della de-carbonizzazione dell’economia è solo una parte del lavoro della finanza responsabile, ma oggi è diventata più urgente che mai. Per questo le banche aderenti alla Gabv hanno lanciato la 3C Initiative impegnandosi a misurare e rendere noti gli impatti climatici dei propri portafogli di prestiti e investimenti entro i prossimi 3 anni, per fare in modo che gli impatti ambientali di queste attività siano in linea con gli Accordi di Parigi”.

L’Alleanza vuole così contribuire a realizzare gli accordi di Parigi del 2015, che prevedono di contenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto della soglia di 2 °C oltre i livelli pre-industriali, e di limitare tale incremento a 1,5 °C.

“Le istituzioni finanziarie hanno un ruolo cruciale nel decidere verso quali attività economiche indirizzare gli investimenti: noi ci impegniamo a finanziare solamente progetti che non danneggino l’ambiente – spiega il presidente di Banca Etica Ugo Biggeri – Ci stiamo dotando di strumenti per misurare in modo sempre più preciso l’impatto ambientale non solo delle nostre sedi e uffici ma anche e soprattutto di tutti i finanziamenti che eroghiamo. La nostra società di gestione del risparmio, Etica Sgr, già da quattro anni misura l’impronta di carbonio (ovvero le emissioni di gas climalteranti attribuibili a un prodotto, un’organizzazione o un individuo) dei propri investimenti azionari. Dall’analisi della carbon footprint è emerso che le emissioni medie per milione di euro di fatturato delle aziende presenti nei portafogli azionari dei fondi di Etica Sgr sono pari a 290 tonnellate di CO2 e sono più basse del 70% rispetto al valore del benchmark di riferimento”.

Fonte: Help Consumatori

Nazioni Unite & Fao: 2021/2030, decennio Onu per il ripristino dell’ecosistema

Dieci anni dedicati al ripristino dell’ecosistema. Contro il degrado dei terreni, dei paesaggi, dei laghi e degli oceani l’assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il periodo 2021-2030 Decennio dell’Onu per il ripristino dell’ecosistema. Un tema fondamentale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, per affrontare il cambiamento climatico, intervenire sulla sicurezza alimentare, conservare risorse idriche e biodiversità.

A oggi circa il 20% della superficie vegetata mostra le conseguenze di erosione, impoverimento di risorse, calo della fertilità, che si risolvono anche in calo della produttività.

Entro il 2050 il degrado e il cambiamento climatico potrebbero ridurre i raccolti del 10% a livello globale e in alcune regioni fino al 50%”, dice la Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. Il ripristino dell’ecosistema è “un processo per invertire il degrado degli ecosistemi, paesaggi, laghi e oceani, per riacquistare la loro funzionalità ecologica; in altre parole, per migliorare la produttività e la capacità degli ecosistemi di soddisfare i bisogni della società. Ciò può essere fatto consentendo la rigenerazione naturale degli ecosistemi sovra-sfruttati, ad esempio, o piantando alberi e altre piante”.

Il decennio è dunque un invito all’azione globale che unirà sostegno politico, ricerca scientifica e risorse finanziaria per intervenire su aree vaste: si stima che potrebbero essere recuperate oltre due miliardi di ettari di terre disboscate e degradate.

I dieci anni che serviranno per il ripristino dell’ecosistema dovranno intervenire sugli ecosistemi degradati e distrutti per combattere le crisi climatiche e migliorare la sicurezza alimentare, l’approvvigionamento idrico e la biodiversità. Il degrado degli ecosistemi terrestri e marini oggi mette a rischio le condizioni di vita di 3,2 miliardi di persone e costa circa il 10% del prodotto lordo globale annuo in termini di perdita di servizi per specie ed ecosistemi. Si calcola che il recupero di 350 milioni di ettari di terreni degradati tra oggi e il 2030 potrebbe generare 9.000 miliardi di dollari in servizi eco-sistemici e liberare l’atmosfera di ulteriori 13-26 gigaton di gas serra.

“Il decennio dell’ONU per il ripristino dell’ecosistema aiuterà i paesi a lottare contro gli effetti del cambiamento climatico e la perdita di biodiversità – ha detto José Graziano da Silva, Direttore Generale della FAO – Gli ecosistemi vengono degradati a un ritmo senza precedenti. I nostri sistemi alimentari globali e il sostentamento di milioni di persone dipendono dalla collaborazione di tutti noi per ripristinare ecosistemi sani e sostenibili per oggi e per il futuro”.

Il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente e la FAO sono onorati di guidare l’attuazione del Decennio insieme ai nostri partner –  ha affermato Joyce Msuya, Direttore Esecutivo del Programma ambientale delle Nazioni Unite – Il degrado dei nostri ecosistemi ha avuto un impatto devastante sia sulle persone che sull’ambiente. Siamo entusiasti del fatto che lo slancio per ripristinare il nostro ambiente naturale abbia guadagnato terreno, perché la natura è la nostra migliore scommessa per affrontare il cambiamento climatico e garantire il futuro”.

Fonte: Help consumatori 4 marzo 2019

Ministero salute: allarme consumatori su pigmento per tatuaggi

Allarme consumatori per un pigmento usato per i tatuaggi. Sotto accusa un inchiostro per tatuaggi proveniente dagli Stati Uniti nel quale è stata trovata una concentrazione troppo alta di arsenico. L’allerta è pubblicato sul sito del Ministero della salute e riguarda il pigmento per tatuaggio Eternal INK Brown lotto 17589, della marca Eternal INK, per il quale è stato disposto il divieto di commercializzazione, il ritiro e il richiamo per rischio chimico dovuto a eccesso di arsenico.

Il prodotto, si legge nella notifica, si trova in una boccetta da 30 ml riportante marca, lotto e scadenza 18/07/2020. Le analisi fatte dall’Agenzia Provinciale per l’Ambiente del Friuli Venezia Giulia indicano la presenza di nichel, zinco e arsenico. In particolare, l’arsenico è stato trovato in concentrazione 16 mg /kg, oltre i limiti consentiti dalle norme europee.

È dunque scattato il ritiro dal mercato e il richiamo del prodotto, con l’allarme consumatori pubblicato online sul sito del Ministero della Salute.

Fonte: Help consumatori

In vigore il decreto sull’etichettatura del pane fresco

E’ stato emanato ed è entrato in vigore il 27 dicembre il Decreto ministeriale relativo all’etichettatura e alla vendita del pane fresco. Il testo stabilisce il divieto di definire o etichettare come “pane fresco” il prodotto che abbia subìto un processo di congelamento e/o che contenga additivi conservanti. In questi casi il pane dovrà essere venduto come “conservato” o “a durabilità prolungata” e dovrà essere esposto in scomparti riservati. In quasi tutti i supermercati, nel reparto panetteria, è facile trovare pane parzialmente cotto, congelato e poi infornato nel punto vendita per terminare la cottura: considerando l’elevata diffusione di questa prassi nonché la rilevanza della questione dal punto di vista della sicurezza alimentare (poiché il ricongelamento di prodotti già congelati può essere pericoloso per la salute), l’aggiornamento della normativa è importante per aiutare i consumatori ad individuare chiaramente e senza possibilità di equivoco i prodotti decongelati. Il decreto però non prevede sanzioni per i trasgressori, quindi è auspicabile una rapida implementazione del testo con pene severe per creare un reale deterrente.

 

Etichettatura del pane: entrato in vigore il decreto

Alimentazione: positivo il decreto sull’etichettatura del pane fresco ma se non ci sono sanzioni non si crea un reale deterrente. Implementare il testo prevedendo pene severe per i trasgressori.

Entrato in vigore il decreto che aggiorna la disciplina in materia di commercializzazione ed etichettatura del pane fresco. In base alla nuova legge il pane che abbia subìto un processo di congelamento e/o che contenga additivi conservanti non potrà più essere etichettato come “pane fresco” bensì dovrà essere venduto come prodotto “conservato” o “a durabilità prolungata” ed esposto in scomparti riservati.

Considerando che, soprattutto nella Grande Distribuzione, la commercializzazione del pane parzialmente cotto, congelato e poi infornato nel punto vendita per terminare la cottura è molto diffusa, riteniamo positiva la modifica della normativa, soprattutto al fine di una maggiore trasparenza delle informazioni da fornire ai potenziali acquirenti. La tematica è poi particolarmente rilevante nell’ambito della sicurezza alimentare poiché, com’è noto, il ricongelamento di prodotti già precedentemente surgelati può rivelarsi pericoloso per la salute: è quindi fondamentale dare modo ai consumatori di distinguere con la massima chiarezza gli alimenti che abbiano già subìto questo processo di congelazione.

 A questo punto però si pone il problema delle sanzioni per i trasgressori: il testo non prevede pene né ammende per i trasgressori ma in assenza di tali disposizioni è pressoché impossibile creare un reale ed efficace deterrente. E’ pertanto necessario implementare il decreto in questo senso e comunque vigilare con il massimo rigore sul rispetto della nuova normativa: sulla salute dei consumatori e sulla sicurezza dei prodotti, in particolare quelli alimentari, non è ammesso alcun margine di tolleranza.

 

Additivo per mangimi OGM ritirato dall’UE ancora in commercio in molti Paesi membri: scatta il sistema di allerta comunitario per gli alimenti

Il quotidiano francese Le Monde ha reso noti i contenuti di un documento di sintesi stilato dall’Autorità alimentare olandese da cui è emerso che circa otto tonnellate della vitamina B riboflavina per mangimi animali ritirata su disposizione dell’Unione europea sono state distribuite e sono ancora in circolazione in molti Paesi membri, Italia compresa. La vitamina oggetto del provvedimento è stata prodotta in Cina dalla società Shandong ed è stata poi distribuita in Europa dalla Trouw Nutrition.

Nei mesi scorsi le Autorità comunitarie hanno disposto il ritiro dell’additivo per mangimi dopo aver riscontrato la presenza di geni di resistenza antimicrobica introdotti da modificazioni genetiche, dettaglio che rende il prodotto potenzialmente dannoso per la salute animale e umana nonché per l’ambiente.

In seguito alla diffusione della notizia è stato attivato il Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff).

 

Salute e cambiamento climatico, firmata la Carta di Roma: “Il futuro è adesso”

 

Per la salute e il cambiamento climatico “il futuro è adesso”. Clima e salute sono collegati. E un peggioramento del surriscaldamento globale, degli eventi meteo estremi, dei cambiamenti nel clima avrà ripercussioni pesantissime sulla salute dell’umanità. Questa la consapevolezza alla base della Carta internazionale di Roma su salute e cambiamento climatico che è stata firmata in occasione del simposio su clima e salute organizzato all’Istituto superiore di sanità (ISS). “Il futuro è adesso”, si legge nella carta, che rappresenta un appello urgente ad agire subito, e un richiamo all’interdipendenza fra clima e salute.

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Allerta prodotti: Ritirato lotto di acqua Santa Croce

Il Ministero della Salute ha comunicato il ritiro di un lotto di acqua Santa Croce della sorgente Fiuggino-Canistro (Aq), a scopo precauzionale, per la possibile presenza di particelle in sospensione ancora da caratterizzare. il lotto interessato è il n. BL060A10 e riguarda le bottiglie da 1 litro in vetro. Il Ministero avvisa i consumatori di non consumare l’acqua e di riconsegnarla presso il punto vendita di acquisto per il rimborso.