Seggiolini antiabbandono, ci sono le regole tecniche

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale con le regole tecniche dei seggiolini e dei dispositivi antiabbandono per bambini di età inferiore ai 4 anni;

l’obbligo scatterà centoventi giorni dopo l’entrata in vigore del decreto ministeriale, che sarà vigente dal 7 novembre, quindi l’obbligo, per chi trasporta sulla propria vettura bambini di età inferiore ai 4 anni, sarà dal 6 marzo 2020.

Non serve insomma la corsa all’acquisto.

Dispositivi antiabbandono, le caratteristiche generali

Nel decreto ci sono le caratteristiche tecniche che i dispositivi antiabbandono dovranno avere, con la precisazione che quando un dispositivo è messo sul mercato, «il fabbricante deve accertarsi che esso sia conforme alle prescrizioni tecniche costruttive e funzionali  essenziali», redige la documentazione tecnica e, su richiesta, la mette a disposizione dell’Autorità di vigilanza del mercato.

Il decreto disciplina prima di tutto le caratteristiche generali. Il dispositivo antiabbandono può essere:

– integrato all’origine nel sistema di ritenuta per bambini;

– una dotazione di base o un accessorio del veicolo, compresi nel fascicolo di omologazione del veicolo stesso;

– indipendente sia dal sistema di ritenuta per bambini sia dal veicolo.

Come devono essere i dispositivi?

Il decreto riporta negli allegati le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali essenziali dei dispositivi. Quali sono?

Il dispositivo antiabbandono deve segnalare l’abbandono di un bambino di età inferiore a 4 anni, sul veicolo sul quale è trasportato, da parte del  conducente  del  veicolo  stesso  mediante l’attivazione di un segnale di allarme, deve essere in grado di attivarsi automaticamente a ogni utilizzo e dare un segnale di conferma al conducente dell’avvenuta attivazione.

Nel caso in cui il dispositivo debba dare un segnale di allarme, questo deve essere in grado di attirare l’attenzione del conducente tempestivamente attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici (cioè vibrazioni o sensazioni al tatto), percepibili all’interno o all’esterno del veicolo. Se alimentato a batteria, deve essere in grado di segnalare i livelli bassi di carica rimanenti.

I dispositivi antiabbandono, prosegue il decreto, «possono essere dotati di un sistema di comunicazione automatico per l’invio, per mezzo delle reti di comunicazione mobile senza fili, di messaggi o chiamate». E in questo caso il dispositivo «deve» essere in grado di attivare il sistema di comunicazione.

Nelle caratteristiche tecnico-costruttive essenziali, il decreto stabilisce che il dispositivo deve essere basato su sistemi elettronici con logiche di utilizzo o che utilizzano appositi sensori e che nell’interazione con il veicolo o con apposito sistema di ritenuta, il dispositivo non deve in  alcun  modo  alterarne  le caratteristiche di omologazione.