agosto 2018

piatto di Pasta

Celiachia: il Ministero riduce gli importi

Assurda la scelta del Ministero che, riducendo i rimborsi, penalizza soprattutto i soggetti vulnerabili e limita la possibilità di scelta nell’acquisto dei prodotti senza glutine.

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto con cui il Ministero della Salute ha aggiornato gli importi dei rimborsi a cui hanno diritto i soggetti affetti da celiachia per l’acquisto di prodotti senza glutine. La norma è decisamente peggiorativa rispetto alla precedente, sia in termini economici che in merito alla varietà dei prodotti acquistabili. Il vecchio decreto prevedeva l’erogazione da parte delle regioni di un contributo mensile di 45 euro per bambini di età inferiore ad 1 anno, di 62,00 euro per i bambini da 1 a 3 anni e mezzo di età e di 94 euro per i ragazzi fino a 10 anni. Gli adulti, invece, avevano diritto ad un rimborso di 140,00 euro nel caso degli uomini e di 99,00 euro per le donne. Il Ministro Grillo, però, ha emesso una nuova normativa che prevede contributi minimi di 56 euro per i bambini fino a 5 anni e di 70 euro per i bambini di età compresa tra 6 e 9 anni e che introduce una ulteriore suddivisione in base al sesso per le fasce di età successive: 90 euro (femmine) e 100 euro (maschi) da 10 a 13 anni, 99 euro (femmine) e 124 euro (maschi) da 14 a 17 anni e 90 euro (donne) e 110 euro (uomini) da 18 a 59 anni. Il decreto prevede infine una ulteriore fascia di età, quella degli over 60, che di fatto risulta essere la più penalizzata: dopo il compimento del 60esimo anno di età il contributo scende a 75 euro per le donne e a 89 euro per gli uomini. Una scelta che quindi colpisce in particolar modo i soggetti più vulnerabili e che appare non solo incomprensibile ma addirittura paradossale, soprattutto se si pensa al grave disagio economico in cui versano migliaia di pensionati.

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raee

Ampliato l’ambito di riciclo dei RAEE (Rifiuti di apparecchi elettrici ed elettronici).

Dal 15 Agosto 2018 l’ambito di riciclo dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) si è allargato notevolmente, in linea con quanto stabilito dalla Direttiva europea e da due successive leggi nazionali. Tra i rifiuti elettronici che si possono recuperare figurano ora anche la carta di credito (con il relativo microchip), le biciclette elettriche, le prese elettriche multiple, le apparecchiature per il movimento di cancelli e tende, le serrature elettriche, cavi, stufe a pellet.

Uno dei principi stabiliti dalla normativa in tema di rifiuti elettronici è la responsabilità in capo al produttore, che deve orientarsi sempre di più verso l’utilizzo di materiali riciclabili e deve farsi carico dell’oggetto non più funzionante.

Inoltre, già dal 2016, i RAEE inferiori a 25 centimetri possono essere consegnati ai negozi specializzati con una superficie superiore a 400 metri quadrati, senza obbligo di acquistare prodotti nuovi: è il cosiddetto “uno contro zero”. Il consorzio italiano Ecodom, specializzato nella gestione dei RAEE, ha rivelato che il 75% non conosce questa opportunità: i negozi sono obbligati a ritirare un apparecchio inutilizzabile, anche se l’oggetto non è stato acquistato da loro.

Lampada

Energia: Posticipata a luglio 2020 l’abolizione del mercato tutelato

Accolta la richiesta di Federconsumatori

È stato approvato l’emendamento che prevede lo slittamento dell’abolizione del mercato tutelato a luglio 2020.

Inizialmente la scadenza era stata fissata per il mese di luglio del 2018 ma il ddl Concorrenza aveva posticipato la nuova data a luglio 2019.

Proprio nei giorni scorsi la Federconsumatori aveva richiesto il rinvio per permettere ai cittadini di affrontare con la dovuta preparazione e consapevolezza all’avvio al solo mercato libero dell’energia.