DIESELGATE: In Germania arrestato l’AD di AUDI

In Italia indagini preliminari arrancano mentre la Procura di Verona rinuncia al proprio perito.

Quando ancora non si è spenta la eco della sanzione che la Procura del Land di Braunschweig ha inferto per oltre un miliardo di euro a Volkswagen, gli inquirenti tedeschi procedono ad un arresto eccellente, quello di Rupert Stadler AD di Audi.

La Procura di Monaco ha ritenuto che in carenza di un provvedimento cautelare che preveda la detenzione in carcere del vertice di Audi, il rischio di inquinamento delle prove fosse più che probabile ed ha quindi disposto dell’arresto. Conseguentemente il 18 giugno scorso si sono aperte le porte del carcere per Stadler.

In questo quadro internazionale di chiara responsabilità della casa automobilistica tedesca, appare ancora più incomprensibile la linea tenuta in Italia dalla Procura di Verona, che ad oggi ritiene possibile che nella ricerca del “defeat device” si possa far affidamento sui software che solo ora Volkswagen fornirebbe, sull’assunto di una credibilità della casa tedesca contraddetta a livello ormai globale da quanto emerso nel corso dei procedimenti instauratisi in ogni paese e dalla condotta in corso di indagini dei propri vertici. La fiducia nella casa tedesca ha addirittura portato la Procura di Verona a decidere di rinunciare al proprio perito nel corso del fondamentale incidente probatorio in corso sui veicoli sequestrati.

Federconsumatori ritiene che anche in Italia i tempi siano ormai maturi per l’adozione di una linea di indagine più aggressiva che prescinda dalla collaborazione della causa automobilistica tedesca, che ha visto negli USA condannato a 7 anni di carcere Oliver Schmidt proprio per le sue responsabilità nell’ostacolare le indagini, negando non solo l’esistenza del defeat device ma mentendo anche sotto giuramento, al punto di aver patteggiato 7 anni a fronte del rischio di condanne per oltre 169 anni di carcere. Ora che anche in Germania l’adozione di provvedimenti giudiziari di particolare intensità vengono adottati, l’Italia rischia paradossalmente di essere annoverata come unico paese in cui le condotte criminali di Volkswagen resteranno impunite.