maggio 2018

Ryanair

Turismo: Ryanair anticipa da 4 a 2 giorni il tempo per il check-in gratuito

Comportamento finalizzato a “spremere” il più possibile i passeggeri.

A partire dal 13 giugno RyanAir ridurrà da quattro a due giorni la finestra di tempo per il check-in online gratuito e i passeggeri che si presenteranno al banco senza aver effettuato l’operazione saranno soggetti al pagamento di una penale di 55 euro. Nel caso in cui si intenda anticipare questo limite di tempo, registrando quindi il check-in prima delle 48 ore, è necessario acquistare il posto a sedere ad un costo che, a seconda della richiesta, può variare dai 4 ai 15 euro. In questo modo anche i clienti il cui volo di ritorno sia previsto a più di due giorni da quello di andata – è sufficiente un semplice “week end lungo” per sforare i termini previsti – e che non abbiano la possibilità di effettuare l’operazione durante il soggiorno sono, di fatto, costretti all’acquisto preventivo del posto per evitare il pagamento della penale, dovendo comunque sostenere un costo ulteriore rispetto quello del biglietto.

Si tratta di una decisione che dal punto di vista prettamente tecnico e legale è legittima, poiché ogni compagnia ha la facoltà di stabilire tempi e modalità di check-in per i propri voli, ma che non può certo essere definita positiva per i viaggiatori. RyanAir, in quanto vettore low cost, punta ad incrementare il più possibile i guadagni sui servizi che esulino dal costo del biglietto vero e proprio, ma come Associazione dei consumatori non possiamo che esprimere un giudizio fortemente negativo in proposito e ci riserviamo di effettuare un’approfondita verifica rispetto ad un eventuale percorso giuridico.

Già lo scorso anno il limite di tempo per il check-in online gratuito era stato ridotto da 7 a 4 giorni e comunque la compagnia non è nuova a decisioni e comportamenti orientati a realizzare il massimo profitto e finalizzate a “spremere” il più possibile i passeggeri. Non ci aspettiamo certo che una società per azioni che opera nel trasporto aereo non abbia il guadagno come obiettivo prioritario, ma vorremmo che almeno si operasse nei limiti del buon senso. Di questo passo cos’altro dobbiamo aspettarci? Che i clienti di RyanAir in un futuro non troppo lontano potranno effettuare il check-in solo in un giorno della settimana, prima del sorgere del sole e in assenza di cielo nuvoloso?

Pratiche commerciali scorrette

Pratica commerciale scorretta: Autorità sanziona con 500.000 € società con sede a Tunisi

Abbiamo ricevuto dall’Ufficio tutela del mercato della Camera di Commercio de L’Aquila e volentieri pubblichiamo questa nota relativa ad una pratica commerciale scorretta, sanzionata dall’Autorità per la concorrenza ed il mercato.

 

 

Oggetto: pratiche commerciali scorrette – informativa

Si rende noto che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a chiusura dell’istruttoria avviata a seguito di segnalazioni di diversi enti, imprese e Camere di Commercio ha accertato che la società A- 286 SUARL, con sede in Tunisia, ha posto in essere una pratica commerciale scorretta relativamente all’invio di comunicazioni commerciali che si presentano come moduli di pagamento necessari per convalidare la registrazione di un marchio presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha conseguentemente irrogato a carico della suddetta società A-286 SUARL (o “A-286”) la sanzione amministrativa pecuniaria di 500.000 euro oltre la sanzione del divieto di diffusione o continuazione della pratica ritenuta scorretta.

In particolare la società tunisina inviava, a mezzo posta, alle imprese italiane che avevano già depositato una domanda di registrazione di marchio presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, una comunicazione consistente in un modulo prestampato finalizzato a richiedere il pagamento relativo all’iscrizione ad un registro definito “Registro dei marchi italiani”. Gli importi richiesti variavano in relazione al numero di classi di beni e servizi della classificazione di Nizza richieste dall’impresa all’atto di registrazione del marchio, fino a raggiungere l’importo massimo di 2.244 euro.

Ciò premesso, si ricorda che purtroppo, periodicamente, spesso nel periodo di versamento del diritto annuale oppure in occasione dell’iscrizione al Registro delle Imprese, o del deposito di istanze all’UIBM soggetti privati inviano richieste o bollettini di pagamento con diciture che all’apparenza possono far individuare quale richiedente la Camera di Commercio o con frasi che richiamano l’obbligo di pagare gli importi richiesti in quanto imprese iscritte alla Camera di Commercio (es.: iscrizione registro imprese

…registro telematico imprese…..centro servizi telematici V.S. ….casellario unico telematico imprese … rilascio certificato di adesione con codice di attribuzione….proposta di inclusione nell’elenco delle ditte….iscrizione al portale….riservato agli iscritti c.c.i.a.a. camera di commercio, industria, artigianato, agricoltura….registrazione marchio d’impresa nel registro dei marchi italiani.)

Si tratta di proposte commerciali di servizi “pubblicitari”, completamente estranei alle Camere di Commercio e non riguardanti alcun adempimento nei confronti delle stesse, il cui pagamento non è obbligatorio e non sostituisce in alcun modo il pagamento del diritto annuale né dei diritti relativi ad istanze di brevetti e/o marchi da versare esclusivamente tramite modello F24.

Si confida nella cortese collaborazione di codeste Associazioni per la diffusione dell’informativa.

L’Aquila, 04 maggio 2018

Il Dirigente dell’Area II Dott.ssa Fausta Emilia Clementi

 

 

Uova

Uova al Fipronil, Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare): contaminato il 15% dei campioni alimentari

Quasi il 15% dei campioni di uova e pollame è risultato contaminato da Fipronil. E i prodotti che superavano i limiti di legge provenivano da otto paesi, Italia compresa. Questi i principali risultati del monitoraggio di controllo fatto dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) sui campioni alimentari analizzati dopo il ritrovamento su larga scala, nell’estate 2017, di residui dell’insetticida Fipronil in diverse partite di uova. Su oltre 5 mila campioni di uova e pollame, raccolti 1° settembre e il 30 novembre 2017 e trasmessi all’Efsa dai diversi Stati, le analisi hanno evidenziato che 742 di questi campioni contenevano residui in quantità superiori ai limiti di legge, quasi tutti di Fipronil.

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