Alimentazione: finalmente obbligatoria l’indicazione dello stabilimento di produzione in etichetta.

Dopo l’indicazione dello stabilimento di produzione in etichetta, urgente garantire l’applicazione della normativa UE a tutela del consumatore.

A partire dal 5 aprile è operativo l’obbligo di indicare dello stabilimento di produzione o di confezionamento nell’etichetta degli alimenti. In caso di inadempimento sono previste sanzioni da 2mila euro a 15mila euro. Naturalmente non possiamo che accogliere positivamente l’entrata in vigore di un ulteriore strumento di trasparenza, che si aggiunge all’obbligo di indicazione di origine già previsto per i prodotti lattiero caseari, pasta, riso e derivati del pomodoro, sughi e salse.

Come Federconsumatori ci battiamo da anni per migliorare e incrementare le indicazioni obbligatorie da inserire in etichetta, in modo da garantire al consumatore la possibilità di scegliere consapevolmente cosa acquistare e cosa mangiare. I cittadini hanno diritto a ricevere informazioni complete ed esaustive, sia sull’origine delle materie che sui luoghi in cui avvengono i processi di trasformazione.

A tale proposito non ci stanchiamo di sottolineare l’importanza di interventi sul piano europeo, poiché l’applicazione della normativa comunitaria (che sulla carta avrebbe dovuto entrare in vigore già dalla fine del 2013) è ancora zoppicante. Ora, con l’avvio di una consultazione pubblica sulle modalità di indicazione dell’origine in etichetta, sembra che qualcosa si stia muovendo, ma è evidente che la strada da percorrere è ancora lunga: è urgente raggiungere un grado di omogeneizzazione a livello comunitario, per evitare che gli Stati membri siano costretti a varare decreti ad hoc a tutela del consumatore per supplire alle lacune sul piano europeo.