aprile 2018

Ryanair

Volo cancellato: Ryanair risarcisce 38 passeggeri per oltre 15mila euro.

Ryanair deve risarcire 38 passeggeri per un importo complessivo di 15.200 euro in seguito ai disagi subiti per le cancellazioni dei voli messe in atto lo scorso settembre, mentre i viaggiatori si trovavano in vacanza in Spagna.

Ad ottenere il risarcimento è stata la Federconsumatori.

La vicenda risale ad alcuni mesi fa, quando a causa di un contenzioso con il personale la compagnia aerea ha cancellato molti dei voli programmati. I viaggiatori che hanno ottenuto il risarcimento si trovavano a Malaga e si sono improvvisamente visti cancellare il viaggio di rientro a Bologna. Per ritornare a casa hanno dovuto raggiungere Siviglia e da lì imbarcarsi per l’Italia, che hanno raggiunto con ritardo e disagi.

Gli stessi utenti, una volta rientrati, si sono rivolti alla Federconsumatori che ha messo in moto un’azione legale per ottenere il giusto risarcimento.

Ciascun viaggiatore ha ottenuto un ristoro di 400 euro.

 

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Congelati i rimborsi per i risparmiatori che hanno investito nel fondo Europa Immobiliare 1

Poste: congelati i rimborsi per i risparmiatori che hanno investito nel fondo Europa Immobiliare 1, collocato presso gli uffici di Poste. L’azienda garantisca i risparmiatori e scelga con maggiore attenzione le società di vendita dei fondi immobiliari.

 

Brutte notizie per chi ha investito nel fondo “Europa Immobiliare 1” gestito da Vegagest, collocato presso gli uffici postali.

È di pochi giorni fa la notizia che annuncia la “sospensione del rendiconto finale di liquidazione e dell’operazione di rimborso” dovuta a “circostanze straordinarie” dovute a “verifiche di carattere amministrativo, contabile, legale e fiscale” i cui esiti saranno resi noti.

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Alimentazione: finalmente obbligatoria l’indicazione dello stabilimento di produzione in etichetta.

Dopo l’indicazione dello stabilimento di produzione in etichetta, urgente garantire l’applicazione della normativa UE a tutela del consumatore.

A partire dal 5 aprile è operativo l’obbligo di indicare dello stabilimento di produzione o di confezionamento nell’etichetta degli alimenti. In caso di inadempimento sono previste sanzioni da 2mila euro a 15mila euro. Naturalmente non possiamo che accogliere positivamente l’entrata in vigore di un ulteriore strumento di trasparenza, che si aggiunge all’obbligo di indicazione di origine già previsto per i prodotti lattiero caseari, pasta, riso e derivati del pomodoro, sughi e salse.

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