Siccità: a rischio ambiente e salute cittadini

“Tanta fu la siccità quell’anno che le mucche produssero latte in polvere”. Ironia a parte, è ormai evidente che la morsa del caldo sull’Italia non accenna minimamente ad allentarsi e le colonnine di mercurio stentano ad abbassarsi. L’Sos acqua e siccità hanno provocato il codice rosso già n tre regioni della Penisola (Sardegna, Emilia Romagna e Toscana hanno dichiarato lo stato di emergenza per siccità), massima allerta in tutte le altre regioni e poi fiumi e laghi quasi a secco e agricoltura in ginocchio e rischio incendi.

Al problema dei cambiamenti climatici e dell’emergenza siccità, si aggiunge quello del sistema idrico, come gli elevati consumi, in particolare del settore agricolo, una rete di captazione, adduzione e distribuzione che fa acqua da tutte le parti (e non è un gioco di parole), la mancata messa in pratica del riutilizzo delle acque reflue depurate.

La denuncia della triste cornice che circonda la stagione estiva proviene da Legambiente che lancia un vademecum con quelli che a suo avviso sono gli interventi prioritari da adottare per evitare sprechi e dispersione idrica, a partire dalla riconversione dei sistemi di irrigazione dei terreni, dall’ammodernamento degli acquedotti, incentivando il riutilizzo delle acque reflue, prevedendo più controlli e un sistema di premialità e sanzioni senza dimenticare che la sfida del risparmio idrico passa anche per i regolamenti edilizi.

A rilevare situazioni preoccupanti c’è anche Federconsumatori che sottolinea il cospicuo numero di segnalazioni in merito alla scarsità di acqua e alle ordinanze emesse da molti sindaci che proibiscono l’uso dell’acqua dei pozzi privati ad uso potabile o irrigazione.

Come Federconsumatori”, sottolinea l’associazione, “riteniamo fondamentale denunciare non solo il problema della dispersione (che in media negli acquedotti italiani è del 35%) ma sottolineare il fatto che i cittadini pagano in ogni bolletta una “quota per investimenti, cioè una percentuale per l’ammodernamento della rete. Si tratta però di un servizio mai erogato: come stabilito da recenti sentenze, il cittadino non è tenuto a ripagare gli interventi straordinari e tantomeno l’eventuale approvvigionamento straordinario di acqua tramite autocisterne”.

E’ urgente realizzare un piano nazionale di investimento sull’ammodernamento degli acquedotti, che potrebbe avere tre effetti positivi: si evitano dispersione e inquinamento, si crea occupazione (perché si realizzano investimenti di cui tra l’altro si recupera il costo dalla mancata dispersione) utilizzando tecniche innovative e si introduce legalità, perché in molte zone lacqua, tramite le cisterne, viene controllata da organizzazioni illegali”, dichiara Emilio Viafora, Presidente di Federconsumatori.

Fonte: Help Consumatori