Come funziona il servizio ferroviario in Abruzzo? Con il prossimo “Contratto di servizio” cambierà qualcosa?

Un esempio per capire come funziona il servizio ferroviario in Abruzzo (e non solo).

Il giorno 15.10.2016 nella stazione di Sulmona è stato annunciato che il treno regionale 23672 (Avezzano-Pescara) stava viaggiando con 30 minuti di ritardo (informazione fornita anche dai monitor di Chieti e Torre dei Passeri).

Il treno ha poi parzialmente recuperato, ed è partito da Sulmona con 23 minuti di ritardo. A Pescara addirittura è arrivato con un minuto di anticipo (ore 9.09).

In 68 km di percorrenza (da Sulmona a Pescara) il treno è riuscito cioè a recuperare un ritardo di 23 minuti (e forse il treno aveva margini per un recupero ancora superiore).

I viaggiatori del treno prima disperati per il ritardo, poi hanno apprezzato il recupero che ha consentito lo svolgimento ordinario delle loro attività.

Tutto bene se non fosse che recuperi così straordinari sono possibili quasi solo perché Trenitalia costruisce orari lentissimi dei treni regionali.

E costruisce orari lentissimi per due ragioni:

1) il maggior tempo impiegato dai treni non viene pagato dall’impresa ferroviaria, ma dalla comunità perché l’integrazione del costo che la Regione effettua è calcolato sui tempi di durata dei servizi resi, più tempo è impiegato più è alto il costo (paghiamo noi, insomma);

2) più gli orari sono lenti, più possibilità avrà Trenitalia di non dover pagare le penali previste per i ritardi nel Contratto di Servizio.

Questo modo di organizzare il servizio è dannoso due volte per i cittadini :

1) li costringe a pagare corrispettivi più alti del dovuto al gestore del trasporto ferroviario;

2) mette a loro disposizione servizi meno veloci di quanto è possibile e auspicabile.

Con la firma del prossimo Contratto di Servizio, Federconsumatori sollecita una modifica in questo ambito.

I nostri responsabili istituzionali regionali dovrebbero inserire nel Contratto non solo sanzioni in caso di ritardi, ma anche una norma che premi Trenitalia nel caso in cui aumenti la velocità commerciale dei treni. Altrimenti Trenitalia non avrà alcun interesse a migliorare la velocità dei treni; potrà continuare a vantarsi di treni che arrivano in orario, ma non dirà mai che i nostri treni arrivano spesso in orario solo perché i tempi di percorrenza sono stati dilatati fino all’inverosimile.

Non dirà mai che, anche per questa ragione, la velocità media dei treni regionali italiani è una delle più basse d’Europa.

Federconsumatori Abruzzo – osservatorio sulla mobilità