Disastro Puglia: No a speculazioni Si a analisi di tutte le responsabilità

Ci sono eventi, come il disastro ferroviario di Puglia, determinati da carenze di sussidi tecnologici, ma forse anche da particolari guidati più dalla fatalità che dal libero arbitrio del capostazione.

Quando si parla di “errore umano” sarebbe interessante capire se il macchinista morto tra i rottami ha scelto di “errare” consapevole del fatto che poi sarebbe morto? Oppure il capostazione che ha dato il benestare ha deciso di sbagliare per finire la sua vita in galera?

L’”errore umano” casomai è dei politici e della Classe Dirigente burocratica che non hanno implementato i sussidi tecnologici necessari ad evitare il disastro, pur avendo a disposizione i mezzi finanziari.

Tutti adesso a dire che c’è una differenza inaccettabile tra il nord e il sud in campo ferroviario. Questo è vero, non solo per quanto riguarda l’ambito infrastrutturale, ma ancor di più per quanto riguarda l’offerta.

Nel nostro sud non c’è l’Alta Velocità, ma i biglietti per chi viaggia sulle Frecce Bianche costano più di quelli delle Frecce Rosse dell’AV; questo è uno scandalo che non produce morti (per fortuna) ma solo quotidiani furti nelle tasche dei cittadini adriatici (e non solo), senza che la politica abbia niente da dire.

Nel nostro sud da un paio di decenni mancano collegamenti regionali tra Pescara e Foggia. Mancanza che costringe i cittadini (soprattutto studenti) a pagare un biglietto 3 volte superiore a quello di altre analoghe realtà.

Nel nostro sud, lungo la Direttrice Adriatica, abbiamo avuto una riduzione dei posti offerti sulle Frecce Bianche (circa 2.000 posti in meno ogni giorno), e non abbiamo nessuna alternativa con i treni regionali veloci. Al punto che in molti periodi (pasquale, natalizio, estivo) i cittadini non possono viaggiare tra Pescara e Bologna per mancanza di posti disponibili.

Sulla linea Napoli-Roma-Firenze (ed anche altrove) i cittadini dispongono sia dell’AV, sia dei treni regionali veloci, nel nostro sud né dell’uno, né dell’altro.

Nel nostro sud nel 1970 si raggiungeva Roma da Pescara in 3 h e 3′, oggi ne occorrono mediamente 4 di ore. Con la conseguenza di rendere quasi del tutto inefficace un investimento regionale (soldi nostri) di circa 50 milioni l’anno nel campo dell’offerta ferroviaria.

Quando tutto si gioca sui tempi, sulla velocità, al nostro sud si offre lo slow, il romanticismo.

E si potrebbe continuare per una settimana ad evidenziare l’ingiusta offerta ferroviaria tra “nord” e “sud”, anche se la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30.12.1998 obbliga ad una offerta omogenea su tutto il territorio nazionale.

Perciò cari commentatori pronti come le iene, come gli avvoltoi a commentare i morti, ricordatevi anche dei quotidiani furti a danno dei vivi.

Federconsumatori Abruzzo

osservatorio sulla mobilità