Sanità: intramoenia è diventata scelta obbligata

La Federconsumatori interviene sulla polemica sollevata dalle dichiarazioni del Governatore della Toscana Rossi che ha proposto l’abolizione delle prestazioni sanitarie in ‘Intramoenia’.
Il problema è nelle liste di attesa e nelle croniche carenze organizzative della sanità pubblica.

Si riaccende il dibattito sull’intramoenia: le dichiarazioni del Governatore della Regione Toscana Enrico
Rossi, che ha proposto di abolirla, hanno toccato il nervo scoperto di chi da sempre si batte per i diritti dei malati. “Gli italiani si stanno abituando a considerare l’intramoenia e il privato come normali canali di accesso alle prestazioni di cui si ha bisogno, per sopperire ad inefficienze e squilibri del nostro Servizio Sanitario Nazionale, come liste di attesa mal governate, anche in oncologia, ticket persino più alti del costo della prestazione in privato”. È quanto denuncia il Tribunale dei diritti del malato secondo cui l’intramoenia è sempre più spesso prospettata come “chiave per l’accesso al SSN”, altro che strumento per la libera scelta!

Le sue “interferenze” nel canale istituzionale, riguardo ai tempi di attesa e alla trasparenza delle prenotazioni, ne fanno una delle “aree di rischio corruzione in sanità” tanto da essere affrontate nel  dettaglio all’interno dell’ultimo Piano anticorruzione 2015 approvato dall’ANAC, che dà raccomandazioni specifiche per evitare comportamenti opportunistici a svantaggio dei cittadini” dichiara Tonino Aceti Coordinatore Nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.

“È urgente che le istituzioni se ne occupino subito e basterebbe iniziare da quattro interventi: approvazione di una norma nazionale che preveda l’obbligo di sospensione automatica dell’attività intramoenia, da parte di regioni e ASL, quando i suoi tempi di attesa prospettati ai cittadini siano inferiori a quelli del canale istituzionale; verifica costante del rispetto sostanziale della normativa che già regola abbondantemente l’intramoenia come la legge 120 del 2007, ancora troppo disattesa; approvazione di un nuovo Piano Nazionale per il governo dei tempi di attesa, scaduto ormai da oltre 3 anni, prendendo a riferimento la buona pratica della Regione Emilia Romagna con il suo Piano regionale sulle liste di attesa; l’implementazione sostanziale delle raccomandazioni ANAC e verifica periodica. Queste sono solo alcune delle azioni che le istituzioni dovrebbero mettere in campo per poter dire di essere impegnate nella tutela di un Servizio Sanitario Pubblico, universale, equo e solidale”.

Federconsumatori ritiene necessario fare chiarezza sulle croniche carenze e ricorrenti inefficienze organizzative della sanità pubblica, che sono spesso causa di ritardi e compromessi che negano il diritto alla salute dei cittadini e accrescono disuguaglianze ed iniquità. A fronte di liste di attesa sempre più lunghe e inaccettabili, è giusto abolire l’intramoenia penalizzando tutti i cittadini?

Federconsumatori chiede al Presidente Rossi di motivare la sua proposta di abolire tale pratica. In particolare vorremmo sapere se è stata rilevata una contrazione delle prestazioni pubbliche tale da far  pensare a forme di “dirottamento” verso l’attività privata. Se sì, Federconsumatori chiede che sia fornita e resa pubblica la serie storica dei volumi di entrambe le attività divise per specializzazioni. Non troviamo giusto che, a causa di alcuni abusi, venga soppressa la possibilità, per tutti, di effettuare visite intramoenia.

Questa vicenda ci porta a chiedere, ancora una volta e con ancora più forza, di risolvere il problema delle liste di attesa interminabili e del costo dei ticket, veri e propri ostacoli all’accesso alle cure.

Chiediamo al Ministro Beatrice Lorenzin cosa stia facendo per garantire il pieno utilizzo dei servizi pubblici e per garantire ai cittadini del nostro Paese la promozione, il mantenimento e il recupero  del necessario stato di salute.